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A fronte di mercati borsistici ai massimi da sempre in tutto il mondo emerge il contrasto di una pervicace quanto costante crisi delle piccole medie società tecnologiche ed insurtech in tutto il mondo che fa pensare che in discussione siano non tanto i business da essi generati ma i modelli di business a monte delle stesse società. Oggi i modelli che stanno portando a far chiudere, fallire o scomparire realtà esistenti da anni e che basano o hanno basato la loro crescita sull’Insurtech o le piattaforme di distribuzione o vendita, che siano società quotate o meno, è il modello ibrido che non sta funzionando e nella mancata focalizzazione su target precisi mette in condizione le società di non avere ebitda positivi e non generare utili. 
Ad oggi e già da tempo il mercato chiede più utili che crescita. Una crescita senza utili penalizza le società, tiene lontani gli investitori e fa scomparire le aziende. Anche in Italia stiamo assistendo da tempo a questo fenomeno e le spese le stanno pagando diverse società, anche conosciute, anche quotate in borsa che proprio dalla borsa stanno avendo responsi netti e chiari sul fallimento o il non gradimento dei modelli di business. Luko in Francia è stato un esempio molto chiaro.
Cosa accadrà alle realtà italiane in questa situazione? Unica soluzione focalizzarsi su un modello di business certo, chiaro e unico, e soprattutto portare le aziende a reddito subito: gli investitori che siano Fondi, Venture Capital o azionisti non danno più tempo ai manager che gestiscono le società: o ebitda positivo o chiusura dell’azienda. Questo è oggi il mercato e chi detta le regole sui i mercati, nel bene o nel male sono gli investitori.

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Raffaele Luxardo