Moriremo tutti cover

“Moriremo Tutti” potrebbe sembrare il titolo di un nuovo film catastrofico o di un romanzo thriller invece è solamente il nome del podcast che la compagnia del Liechtenstein Squarelife ha scelto per comunicare in modo dissacrante il mondo delle assicurazioni vita e salute. Fondata nel 2013, dopo l’acquisizione di una piccola società assicurativa da parte del gruppo tecnologico svizzero Lifeware, Squarelife si è subito distinta per il suo spirito pionieristico, abbracciando la tecnologia digitale per trasformare un settore conservatore. Il podcast, infatti, incarna questa filosofia: raccontare il mondo insurance con un tono disruptive e allo stesso tempo informativo per rendere accessibili tematiche complesse. A raccontarci l’idea da cui è nato questo format e la realtà assicurativa è stato il ceo della società Elias Vicari.

“L’industria assicurativa soffre da sempre dell’incapacità di saper comunicare in modo comprensibile con i propri clienti, e noi non facciamo eccezione – spiega Vicari– La correttezza formale nel mondo insurance viene sempre prima della comprensibilità e questo non gioca a favore della credibilità del nostro settore. Per questo motivo ci siamo chiesti cosa sarebbe successo se ci fossimo rivolti a dei professionisti del mondo della comunicazione. Così abbiamo deciso di rivolgerci a Gianpiero Kesten già autore del podcast Cose molto umane, un format in cui da anni racconta in modo semplice diversi temi generalmente considerati complessi. Questo ci ha convinti a chiedere il suo aiuto. Il podcast Moriremo Tutti è il risultato di questa collaborazione e siamo molto soddisfatti”.

La piattaforma di SquareLife

La società ha sviluppato una piattaforma specializzata nello sviluppo e, in una fase successiva, nel lancio di nuovi prodotti assicurativi del segmento vita e salute. Grazie alla sua infrastruttura tecnologica, Squarelife è in grado di ideare e mettere a terra diverse soluzioni assicurative in breve tempo. “Questo processo innovativo avviene attraverso la creazione di prodotti in white label – afferma Vicari – quindi personalizzabili e brandizzabili dai partner, che vengono distribuiti mediante Api o interfacce web, facilitando così l’accesso e la gestione da parte dei distributori”.

Le sinergie con l’Italia

Nonostante le sue piccole dimensioni, la società è presente in 16 paesi europei con soluzioni disparate vita e salute sia lato protezione che investimento. “In Italia – racconta Vicari – la compagnia propone prodotti di protezione contro morte, disabilità, malattia grave e Ltc attraverso diversi partner, tra i quali ViteSicure, Reddito Senza Sorprese e Benefit, l’agenzia di Bene Assicurazioni. In ogni caso siamo una realtà in crescita e prevediamo di siglare ulteriori accordi”.

Di fatto SquareLife oltre che a lavorare a stretto contatto con i partner per la distribuzione sviluppa prodotti per la vendita diretta. “Tra le nostre iniziative spicca Turtleneck, una copertura vita mutualistica che si distingue per essere completamente digitale e di facile comprensione per l’utente – dichiara il ceo – Questo prodotto rappresenta l’essenza dei valori e degli ideali della nostra realtà, incarnando l’impegno dell’azienda nel rendere l’assicurazione vita accessibile e comprensibile a tutti, senza rinunciare alla qualità e alla sicurezza che caratterizzano ogni sua offerta”.

Ad oggi il team di SquareLife è composto da appena 5-6 persone, ma nonostante questo la compagnia svizzera ha all’attivo ben 75.000 polizze. “Questo risultato lo abbiamo raggiunto senza investimenti esterni e senza debiti per le commissioni e grazie al nostro sistema IT che ci permette di automatizzare e scalare tutti i processi, dall’emissione delle polizze fino al reporting per Solvency II”.

Il futuro è ora

In un settore in cui l’innovazione è lenta, la compagnia si distingue per la sua ambizione di continuare a innovare e a crescere. Tra gli obiettivi del 2024 SquareLife, infatti, vuole aumentare i suoi numeri. “Quest’anno vogliamo incrementare il numero dei nostri partner con cui lavorare e diversificare così ulteriormente il portafoglio. In generale tutti i nostri obiettivi sono a lungo termine”.

Sul futuro del settore assicurativo Vicari è ottimista, ma ribadisce il concetto. Secondo il manager la chiave del successo per il mercato si trova nell’innovazione tecnologica, ma la strada da percorrere è ancora lunga. “Le iniziative sono molte, ma tante sono anche le sfide che devono affrontare. Prime tra tutte il clash culturale tra aziende giovani e snelle e il mondo delle grandi compagnie assicurative, più lente e conservatrici. Siamo però convinti che questa continua spinta verso l’innovazione farà solo del bene all’industria”.

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Francesca Ghisi

Classe 1994, laureata in Giurisprudenza è esperta in Bancassurance e Diritto Comparato.