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Il settore assicurativo mondiale si prepara a implementare la trasformazione digitale nei prossimi due anni, tramite nuove piattaforme core di gestione dei dati. E nel mercato londinese, il processo di cambiamento subirà un’accelerazione nel 2024 per l’arrivo di Blueprint Two, la seconda fase del programma di conversione del mercato che mira all’efficienza digitale.

È uno dei dati chiave che emerge da Legacy Out, Digitalization In: The State of Modern Insurance Technologies 2024, nuovo report globale commissionato da Novidea, provider insurtech britannico.

Per avere un quadro completo sullo stato di utilizzo della tecnologia nelle compagnie assicurative, lo studio raccoglie e analizza le risposte di 330 dipendenti a tempo pieno di livello C, tra cui Ceo, Cto, Cio, Cfo e Coo. Tutti lavorano nel settore assicurativo per broker, agenzie e Managing General Agencies negli Stati Uniti, nel Regno Unito, a Singapore, in Francia, Germania, Italia, Spagna e Australia. Tra gli intervistati ci sono anche decisori e influencer responsabili del controllo e dell’implementazione di nuove tecnologie nelle loro organizzazioni.

I risultati del report raccontano criticità e sfide che il settore delle assicurazioni si trova ad affrontare nel percorso di trasformazione digitale.

Le società sono alle prese con troppi sistemi tecnologici assicurativi

Utilizzano in media cinque sistemi per gestire processi complessi come sinistri, fatturazione, rating, distribuzione delle polizze, sottoscrizione e altro ancora. Nelle aziende con più di 5.000 dipendenti, il 76% si destreggia tra 6 e 10 sistemi o più. Questi strumenti sono, nella maggior parte dei casi, sistemi legacy, obsoleti, con una durata media di utilizzo di quattro anni. Per quanto riguarda le piattaforme di gestione di agenzie/intermediari e i sistemi di amministrazione delle polizze, il 41% degli intervistati ammette di mantenere lo stesso sistema per un periodo compreso tra 5 e 15 anni.

La gestione di sistemi multipli e diversi porta a risultati lavorativi negativi

Maggiore è il numero di tecnologie in gioco, maggiori sono le sfide che le aziende devono affrontare. Educare gli utenti su così tanti sistemi è estremamente difficile, e solo il 58% delle organizzazioni ritiene che i dipendenti siano adeguatamente formati. Le sfide principali nell’utilizzo di molteplici tecnologie riguardano il costo della loro manutenzione, le inefficienze causate dalla gestione di differenti informazioni di login e l’impiego totale di tempo e risorse. Anche considerando le singole tecnologie, gli intervistati affermano che l’incapacità di scalare è una delle tre principali preoccupazioni che riguardano i sistemi esistenti. Proprio riguardo la scalabilità, i CEO sono i più preoccupati: il 50% la cita come una delle sfide principali, rispetto al 33% del resto dei dirigenti. Lavorare con sistemi legacy sta rapidamente diventando una responsabilità.

Nonostante i timori, le aziende sono pronte a un cambio di passo

Il 99% delle società assicurative ha in atto un piano per modificare i propri sistemi tecnologici, in particolare le piattaforme di gestione di broker/agenzie e i sistemi di amministrazione delle polizze. Per il 41%, questo aggiornamento avverrà nei prossimi 12 mesi, mentre il 34% ha affermato che apporterà cambiamenti tecnologici entro il 2025. Questa travolgente spinta verso la modernizzazione e il consolidamento è fondamentale e avviene nonostante i timori legati a costi, integrazioni, all’adozione dei nuovi sistemi da parte dei clienti e alle interruzioni dell’attività.

Mettere il cliente al centro apre la strada alle decisioni di investire in tecnologia

La centralità del cliente è un elemento di differenziazione fondamentale nel settore assicurativo. Per l’87% degli intervistati, fornire valore ai clienti è la prima o la seconda priorità. Sebbene questo sia un motivo chiave per aggiornare la tecnologia, è anche causa di qualche esitazione, con il 38% degli intervistati che cita i timori sull’adozione da parte dei clienti dei nuovi sistemi come il motivo per cui devono ancora modernizzare la propria dotazione tecnologica.

“I dati mostrano come i player del settore assicurativo sono pronti a prendere decisioni verso un cambiamento tecnologico necessario a soddisfare meglio le aspettative dei clienti di un’esperienza moderna e digitale. Come mostra l’indagine, c’è un chiaro riconoscimento del fatto che i sistemi attuali sono obsoleti, disconnessi e non più in grado di soddisfare le esigenze digitali di oggi”, ha affermato Ceo di Novidea . “Nel mercato ora c’è un senso di urgenza a causa dei mandati Blueprint Two, fissati per luglio 2024, che richiedono aggiornamenti significativi degli stack tecnologici assicurativi legacy”.

A spingere l’acceleratore della rivoluzione digitale è proprio Blueprint Two, parte dell’iniziativa “Future at Lloyd’s” che ha l’ambizioso obiettivo di costruire il mercato assicurativo tecnologicamente più avanzato al mondo. Di questa fa parte anche il Core Data Record (CDR) una piattaforma che raccoglierà tutti i dati e le informazioni nel momento della sottoscrizione di una polizza e che le metterà poi a disposizione di tutte le fasi successive del rapporto assicurativo. E secondo quanto emerge dal report commissionato da Novidea, attualmente solo il 13% dei broker britannici afferma di essere “molto pronto” ad accogliere gli standard necessari per soddisfare le nuove normative e i requisiti relativi ai prossimi sviluppi del Core Data Record e del Blueprint Two.

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Laureata in Scienze ambientali, si iscrive al Master in Giornalismo della Scuola “Walter Tobagi/Ifg”, e nel 2011 conclude il percorso di formazione diventando giornalista professionista. Da allora lavora come giornalista freelance e autrice televisiva per diversi media nazionali e internazionali.