problemi complessi

Per gli attuari, valutatori di rischi per eccellenza, il futuro è già cominciato, ed è una fonte inesauribile di nuove sfide: calo demografico, evoluzione tecnologica, cambiamento climatico, rischi idrogeologici, guerre e migrazioni, cambiamenti del lavoro e degli stili di vita, Big Data e intelligenza artificiale. A queste sfide è necessario rispondere velocemente, rivedendo l’intero sistema, pensando alla gestione internazionale dei rischi del cambiamento climatico, alla necessaria evoluzione del welfare, alla gestione della transizione energetica, alla sostenibilità, con il fine ultimo del well being della società.
Il ritmo del cambiamento sta accelerando ormai in tutti i campi, e la professione dell’attuario, che da più di 80 anni si occupa di valutare l’incertezza, sta evolvendo con la stessa velocità.
Nel mondo lavorano 100 mila attuari, in Europa 29 mila, in Italia quasi 1.200. La professione è da anni una delle più richieste, la domanda cresce più dell’offerta. Come Ordine, prevediamo che in Italia nei prossimi 10 anni ne serviranno almeno altri mille. E’ una professione giovane “proiettata verso il futuro”. Di quelli che ci sono oggi, metà ha meno di 44 anni, un quarto meno di 34. Le donne sono il 45%.
Come dipendenti o liberi professionisti gli attuari continuano a lavorare prevalentemente nelle assicurazioni, nella previdenza, nel welfare, nella finanza. Ma con la moltiplicazione e la complessità dei rischi connessi ai cambiamenti focalizzati dal recente Congresso di Milano la figura dell’attuario esce dal tradizionale ambito professionale e diventa sempre più centrale e determinante in tutte le sedi e le occasioni in cui si prendono decisioni che hanno effetti sul futuro. Le competenze degli attuari si sono già allargate e consolidate in nuove attività: risk management, enterprise risk management, fondi sanitari, Cyber risk. Ma è anche iniziato il lavoro sulle nuove sfide, e in tutto il mondo gli attuari si preparano a recitare un ruolo “globale” in collaborazione con le aziende, i governi, i regolatori: nella mitigazione dei nuovi rischi e nella costruzione di sostenibilità ambientali, sociali ed economiche.
In occasione del Congresso gli attuari italiani hanno condiviso anche con lAssociazione Attuariale Europea, che quest’anno è sotto la guida italiana, come la professione, con passione, entusiasmo e coraggio, si stia evolvendo verso una figura capace di assistere i decisori nella valutazione dei rischi da una prospettiva globale. Per sostenere questo sviluppo è necessario lavorare sulla formazione, e l’Ordine, anche attraverso l’obbligo alla formazione continua e le attività delle commissioni, è pronto a fianco dei propri iscritti.
Queste alcune delle sfide in atto per le quali gli attuari stanno già lavorando.

Invecchiamento della popolazione e welfare

Il calo demografico è una delle sfide che impegnano gli attuari per i contraccolpi sul sistema previdenziale, sanitario e del welfare in generale. In Italia i 65enni e oltre passeranno da poco più di un quinto (22%) di oggi a un terzo nel 2070. Le classi di età attiva (20-65) passeranno dal 60% di oggi a poco più della metà nel 2070. L’invecchiamento della popolazione «trascinerà» la quota degli anziani non autosufficienti, attualmente poco più dell’8%, al 10% nel 2050.
La proposta degli attuari al sistema Paese è di uniformare il progetto di welfare con un “Welfare integrato ed allargato” per tutti. È necessario un piano di medio-lungo periodo per rendere il sistema più efficace e più personalizzato rispetto ai bisogni individuali, analizzando le carenze, le aree di maggiore scopertura e indirizzando di conseguenza risorse e scelte di policy.
Nell’ambito di tale progetto, sarà necessaria la creazione di sinergie fra i due pilastri della sanità: il Servizio Sanitario Nazionale e la sanità integrativa (fondi sanitari e mutue), evitando duplicazioni e ottimizzando le risorse. Sarà inoltre necessario costruire un secondo pilastro a capitalizzazione collettiva per la non autosufficienza.
Per il sistema pensionistico, il nostro compito è sempre stato quello di valutare la sostenibilità del sistema e l’adeguatezza delle prestazioni, che per il futuro passa attraverso il rilancio ed il miglioramento normativo della previdenza complementare, anche nella parte relativa alle rendite, e una “messa a punto” della pensione di base.

Calamità naturali

La principale novità italiana sui cosiddetti rischi catastrofali, di competenza degli attuari, riguarda i recenti provvedimenti contenuti nella legge finanziaria, che hanno istituito per la prima volta un sistema che prevede una partnership tra Stato e privati per l’assicurazione di tutte le imprese, entro fine 2024, contro inondazioni, frane e altri eventi naturali. Gli attuari, attraverso il lavoro della specifica Commissione, sono disponibili a collaborare ai tavoli pubblici per la costruzione di un modello sostenibile e equo.

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Presidente del Consiglio Nazionale degli Attuari