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Nel 2023 le perdite assicurate a livello globale hanno raggiunto quota 118 miliardi di dollari mentre le perdite economiche globali si sono attestate a 380 miliardi di dollari. A rivelarlo è il report 2024 Climate and Catastrophe Insight pubblicato da Aon. Nel periodo di 12 mesi preso in esame dagli analisti della società di brokeraggio è emerso che le perdite assicurate legate agli eventi catastrofali sono state del 31% superiori alla media del 21° secolo, superando i 100 miliardi di dollari per il quarto anno consecutivo. Inoltre, lo studio ha segnalato che il “gap di protezione” a livello mondiale si è attestato al 69% – mentre nel 2022 era pari al 58% – evidenziando “l’urgenza di ampliare la copertura assicurativa”.

“In un contesto di crescente volatilità e complessità, le organizzazioni hanno la possibilità di diventare più resilienti ai rischi climatici e catastrofici evidenziati nel nostro rapporto – ha dichiarato Greg Case, Ceo di Aon – Lavorando in modo trasversale nel settore pubblico e privato, stiamo accelerando l’innovazione, proteggendo le comunità meno servite e affrontando meglio gli impatti economici delle condizioni meteorologiche estreme per creare risultati più sostenibili per le aziende e le comunità di tutto il mondo”.

Le evidenze emerse

Secondo Aon, nel 2023 il numero di eventi catastrofali con perdite ingenti ha raggiunto livelli record. Primi fra tutti quelli legati ai terremoti che hanno causato il maggior numero di perdite economiche. A seguire troviamo le tempeste convettive gravi: in cima alla lista dei paesi più colpiti troviamo la Nuova Zelanda, la Grecia, la Slovenia, la Croazia e anche l’Italia. Sono state invece 95.000 le persone che hanno perso la vita a livello globale – il numero più alto dal 2010 – soprattutto a causa di terremoti e ondate di calore. “Non a caso – si legge nel report – il 2023 è stato l’anno più caldo mai registrato, con anomalie di temperatura senza precedenti e massimi storici osservati in 24 Paesi e territori”.

“Lo studio ha analizzato come le comunità possano essere vulnerabili alle varie catastrofi naturali in modi diversi – ha dichiarato Michal Lörinc, responsabile di Catastrophe Insight di Aon – Ad esempio, i terremoti del 2023 hanno messo in evidenza la sottoassicurazione e l’importanza della regolamentazione e dell’applicazione dei codici edilizi. Inoltre, le alluvioni mortali – in particolare in Libia e in India – rafforzano la necessità di un’adeguata manutenzione delle infrastrutture, mentre gli incendi delle Hawaii hanno dimostrato la necessità cruciale di sistemi di allerta e previsioni affidabili”.

“I risultati del rapporto evidenziano la necessità per le organizzazioni – dagli assicuratori ai settori ad alto impatto come l’edilizia, l’agricoltura e l’immobiliare – di utilizzare una diagnostica lungimirante per aiutare ad analizzare le tendenze climatiche e mitigare il rischio, oltre a proteggere la propria forza lavoro – ha aggiunto Andy Marcell, Ceo di Risk Capital e Ceo di Reinsurance di Aon – I risk manager possono avvalersi di strumenti sempre più sofisticati e sfruttare le analisi per sbloccare il capitale e prendere decisioni migliori. Allo stesso modo, il settore assicurativo svolge un ruolo cruciale nel migliorare la resilienza finanziaria delle comunità all’interno dei propri portafogli, cogliendo l’opportunità di colmare il gap di protezione con prodotti nuovi e pertinenti.”

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Redazione

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