ia

L’onda lunga degli investimenti in AI e GenAI continuerà anche nel 2024. Lo dicono le intenzioni dei dirigenti aziendali raccolte nel report “BCG AI Radar: From Potential to Profit with GenAI” realizzato da Boston Consulting Group e lanciato in occasione dell’inizio della nuova edizione del World Economic Forum di Davos. L’analisi, basata su un’indagine condotta su 1.406 dirigenti in 50 mercati e 14 settori, mostra come, nonostante l’esitazione riguardo all’uso delle nuove tecnologie, ci sia una intenzione diffusa e positiva in termini di investimenti: il 71% dei dirigenti intervistati intende aumentare gli investimenti tecnologici nel 2024 – con un salto di 11 punti percentuali rispetto al 2023 – e un numero ancora maggiore (85%) prevede di aumentare la spesa per l’AI e la GenAI. Il 54% dei dirigenti prevede che l’AI permetterà di ridurre i costi già quest’anno, soprattutto grazie all’aumento della produttività delle operazioni. ”Sperimentando la GenAI, quasi tutti i ceo nel mondo – me compreso – hanno osservato una curva di apprendimento più ripida del previsto. Quando la tecnologia cambia così rapidamente poi, si può essere più propensi ad aspettare e vedere dove si arriva. Ma con la GenAI, vincono coloro che stanno già sperimentando, imparando e costruendo su scala” ha dichiarato Christoph Schweizer, ceo di Bcg. “Questo è l’anno giusto per trasformare le promesse di questa nuova tecnologia in successo aziendale tangibile”. I dirigenti europei sono tuttavia tra i più restii a credere che AI e GenAI possano portare a una maggiore produttività nel 2024, anche se il 45% di essi rimane proattivo nel fornire linee guida sull’uso dell’AI e della GenAI, in linea con la media europea (46%).

A raccogliere i frutti di AI e GenAI è attualmente solo una piccola percentuale di aziende. Oltre il 60% dei dirigenti intervistati afferma infatti che le proprie aziende stanno ancora aspettando di vedere come si svilupperanno le normative specifiche per l’uso dell’AI e solo il 6% delle aziende ha già formato più del 25% del proprio personale sull’utilizzo degli strumenti di GenAI. 
“Le aziende che usano già l’AI generativa prevedono di guadagnare fino a 1 miliardo di dollari di produttività a livello globale, opportunità che si apre anche alle aziende italiane, che potranno aumentarla significativamente utilizzando software off the shelf come ChatGpt e Microsoft Copilot. Per ottenere risultati significatici bisogna però attivare percorsi strutturati di formazione del personale” ha commentato Roberto Ventura, Managing Director e Partner di Bcg. “Ci sono poi applicazioni più avanzate, create e implementate da specialisti come data engineer e data scientist, capaci di generare per l’azienda impatti significativi. L’elemento chiave è il focus su applicazioni trasformative per funzioni o prodotti.”

Il potenziale della GenAI

Per sbloccare il pieno potenziale della GenAI, i dirigenti dovrebbero implementarne rapidamente gli strumenti per aumentare la produttività dal 10% al 20% in tutta l’azienda, migliorare dal 30% al 50% l’efficienza e l’efficacia delle attività quotidiane rimodellando processi e funzioni, arrivando ad inventare nuove esperienze, servizi e offerte per i clienti, capaci di impattare positivamente il proprio fatturato nel lungo termine.
Lo studio Bcg evidenzia come aziende che stanno gestendo questa trasformazione in modo vincente si differenziano da quelle ancora ferme ad osservare su alcuni elementi. Ad esempio, le aziende vincenti investono per aumentare la produttività e il fatturato: i dati dimostrano che le organizzazioni che prevedono di investire più di 50 milioni di dollari in AI e GenAI quest’anno hanno una maggiore probabilità (1,3x) di risparmiare sui costi del 2024 rispetto ai propri pari e una probabilità di 1,5 volte maggiore di prevedere un risparmio superiore al 10%. Queste stanno anche aggiornando le proprie competenze sistematicamente, con il 21% delle organizzazioni che spendono più di 50 milioni di dollari in AI e GenAI ad avere già formato più di un quarto del proprio personale. Le aziende vincenti creano inoltre partnership per implementare l’uso di AI e Gen AI, quando solo il 3% dei dirigenti le considera prioritarie. Infine, implementano i principi dell’AI responsabile (RAI): tra le aziende intervistate che investiranno più di 50 milioni di dollari nell’AI nel 2024, il 27% ha infatti già affidato al Ceo la responsabilità della strategia RAI (contro il 14% registrato in generale).

I vantaggi della GenAI nelle assicurazioni

Anche le assicurazioni stanno attualmente investendo in queste tecnologie. Secondo Christopher Freese, managing director e senior partner Insurance di Bcg, l’intelligenza artificiale generativa avrà un impatto maggiore sul settore rispetto alla semplice intelligenza artificiale. “GenAI non rappresenta solo un miglioramento rispetto ai tradizionali modelli di apprendimento automatico utilizzati, ad esempio, per l’elaborazione del linguaggio naturale o la visione artificiale. Democratizza l’accesso all’intelligenza artificiale, semplificando l’interfaccia così profondamente che chiunque, indipendentemente dalle competenze di programmazione, può sfruttare la potenza dell’intelligenza artificiale. In questo senso ricorda l’introduzione dell’iPhone e del suo app store, che ha aperto la strada a un ecosistema completamente nuovo di applicazioni e servizi”.
Per Freese, mentre l’IA tradizionale “è stata in gran parte limitata a un approccio basato su casi d’uso, ottimizzando nicchie di modelli operativi esistenti, anziché trasformarli radicalmente”, con la GenAI “i principali assicuratori guardano oltre i singoli casi d’uso e la implementano per riprogettare il loro modello operativo end-to-end”.
Freese individua due approcci di applicazione della Gen AI adottati dagli assicuratori. Il primo si concentra su alcune applicazioni adattate lungo tutta la catena del valore e che hanno un impatto sulle operazioni quotidiane. Freese cita gli assistenti di conoscenza e gli assistenti di codifica. I primi riducono il tempo necessario per ricercare informazioni documentate mentre i secondi accelerano lo sviluppo dei software. Il secondo approccio consiste nel concentrarsi sulla trasformazione end-to-end dei singoli verticali come, ad esempio, il processo di richiesta di indennizzo.
Sui risultati raggiunti dall’uso della GenAI, Freese parla di risparmi maggiori “compresi tra il 40% e il 60%”, che deriveranno dall’aumento della produttività nel servizio clienti. Bcg stima inoltre un raddoppio della produttività degli agenti grazie agli assistenti della conoscenza basati su GenAI. Risparmi, infine, si potranno avere anche sui costi di gestione dei sinistri.

Iscriviti alla newsletter di InsurZine per restare aggiornato su tutte le ultime news e eventi Insurtech

Redazione Insurzine

La Redazione di InsurZine è composta da collaboratori, influencer ed analisti, esperti del settore insurtech