2024

Lasciamo alle spalle un anno pieno di insidie. Economiche, sociali, geopolitiche. Il 2023 alla fine non è stato meglio del 2022. Ad una guerra, russo/ucraina, se ne è aggiunta un’altra ugualmente sanguinosa: quella tra Israele e Hamas. L’anno appena passato è stato il più caldo di sempre. Le catastrofi naturali sono ormai la nuova normalità, con il loro carico di vittime e perdite economiche (250 miliardi di dollari nel 2023 secondo un report di Munich Re). La situazione finanziaria, nonostante il calo dell’inflazione, resta negativa. Rimanendo in Italia, l’Istat stima un Pil in crescita di appena lo 0,7% sia nel 2023 che nel 2024, in rallentamento rispetto al 2022. Anche gli investimenti subiscono un brusco stop in confronto al biennio precedente.

E i settori assicurativo e insurtech come se la passano? Il 2023 è stato per loro un anno di trasformazione e adattamento. A livello globale il mercato delle assicurazioni vita ha continuato a soffrire, seguendo un trend simile a quello del 2022 mentre la crescita dei premi nel settore danni è stata robusta. Le attività di M&A sarebbero in calo, almeno osservando i dati del primo semestre forniti da Clyde & Co. Il settore insurtech, di cui noi ci occupiamo quotidianamente, sta passando a quella che Gallagher Re chiama “fase due” che segue la “fase uno” quella del grande esperimento. Gli ingenti investimenti iniettati negli anni passati nelle startup assicurative sono ormai un lontano ricordo. Ora gli investitori si stanno concentrando su realtà che danno risultati aziendali sostenibili e profittevoli. Quello sarà il mantra che verrà perseguito anche nel prossimo futuro. Già, il futuro. Cosa vedono gli analisti nella loro sfera di cristallo? Quali attese per il settore assicurativo? Lo sguardo è un misto di prudenza e ottimismo. Il timore è di rimanere scottati. Forse è anche per questo che la fiducia dei ceo assicurativi nella crescita del settore, sebbene solida, ha mostrato un leggero calo rispetto all’anno precedente come osservato dal Kpmg 2023 Insurance Ceo Outlook. I rischi per il 2024 sono quelli individuati dal Global Risks Report 2024 pubblicato dal World Economic Forum in collaborazione con Zurich Insurance Group e Marsh McLennan. Ovvero le preoccupazioni per il persistere della crisi del costo della vita e i rischi interconnessi di misinformazione, disinformazione e polarizzazione sociale, alimentati dall’IA.
Anche noi, nel nostro piccolo, abbiamo provato a chiedere ad alcuni esperti del settore quali sono le sfide e i rischi che attendono il settore assicurativo e insurtech nell’anno che è appena iniziato. Qui di seguito le loro previsioni.

Andrea Turco, Direttore Responsabile di InsurZine


Il 2024 nel settore assicurativo sarà caratterizzato da diversi aspetti interconnessi. Se l’Intelligenza Artificiale continuerà a essere al centro delle discussioni, è tuttavia auspicabile che tale tema venga affrontato in modo più concreto, andando oltre la “moda” e integrando la tecnologia in strategie ponderate per contribuire al valore economico e sociale. L’altra grande buzzword, la sostenibilità, dovrebbe seguire un percorso simile. Meno washing, molta più concretezza. È fondamentale un impegno concreto e tangibile per cambiare rotta e generare un impatto. A nostra volta, come Politecnico di Milano siamo fortemente coinvolti in nel Progetto Horizon Europe della Commissione europea – si chiama PIISA – focalizzato sul ruolo delle assicurazioni nella lotta al cambiamento climatico, con progetti e soluzioni concrete volte a avere davvero un impatto sui cittadini, sulle imprese, magari anche solo su un numero ristretto di loro ma con impatto che sia tangibile. La tangibilità è essenziale anche nelle collaborazioni e nelle partnership, che non dovrebbero essere semplici vetrine di annunci, ma veri asset strategici per innovare e rispondere alle nuove esigenze del mercato. Le partnership dovrebbero essere percepite come opportunità di apprendimento e miglioramento continuo, permettendo di correggere eventuali errori e rilanciare con nuovi progetti di collaborazione.
Anche in questo senso è da vedere l’embedded insurance, non come l’ennesimo canale distributivo – come dire, con uno in più non si sbaglia mai – ma come una scelta ponderata per soddisfare le effettive esigenze dei clienti finali, in continuità con l’esperienza che stanno avendo, ad esempio di acquisto, o nelle nuove necessità che si stanno delineando.

Laura Grassi, Direttore dell’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano


Sicuramente la grande protagonista sarà l’intelligenza artificiale, che abbiamo imparato a conoscere a livello generalista con l’avvento di Chat GPT e con altri strumenti anche di natura professionale. A questo proposito, è utile ricordare il dibattito che si sta svolgendo a livello globale sul tipo di approccio legato alla regolamentazione del fenomeno. Si passa da una posizione più soft, come ad esempio quella americana, ad una più hard, come quella dell’Unione europea, che sta raggiungendo l’obiettivo di approvare in via definitiva l’AI (Artificial Intelligence) Act, ossia l’iniziativa legislativa volta a garantire la sicurezza e il rispetto dei diritti fondamentali nell’uso dei sistemi di intelligenza artificiale nel mercato europeo. Nel 2024 e oltre, i nostri occhi dovranno essere puntati (anche) sugli aspetti della norma che hanno rapporti diretti con il mondo assicurativo. Un esempio su tutti: la valutazione del merito creditizio delle persone fisiche e il risk assessment e tariffazione in relazione alle assicurazioni sulla vita e sulla salute rientrano nei casi d’uso ad alto rischio, sottoposti a requisiti rigorosi (tra gli altri, valutazioni d’impatto sui diritti umani obbligatorie, misure di mitigazione del rischio, utilizzo di datasets di alta qualità, supervisione umana, elevati standard di robustezza, sicurezza informatica). Certo, poi, non possiamo dimenticare, tra le altre, le sfide legate al cyber risk, con la marcia di avvicinamento all’implementazione al Regolamento DORA, alla declinazione, anche a livello tecnologico, dei principi di sostenibilità e inclusione (pensiamo agli aspetti ambientali connessi alla blockchain) e alla compliance, sempre più al centro dell’attenzione del legislatore europeo.

Andrea Maura, Partner Studio Legale Aliant Legal Grounds


Il 2024 si profila come un capitolo cruciale per il settore assicurativo, rendendo imprescindibili una serie di trasformazioni in risposta alle sfide tecnologiche e alle crescenti aspettative dei consumatori. Dovrà esserci una vera e propria rivoluzione nella formazione all’interno delle compagnie assicurative. Nuove figure professionali, come esperti di dati e analisti di rischi cibernetici, emergono come essenziali per affrontare le sfide in rapida evoluzione del settore. Un altro punto di grande rilevanza riguarda l’Embedded Insurance, che integra le polizze direttamente nei prodotti e servizi quotidiani. Questo approccio semplifica il processo di acquisto per i consumatori e offre soluzioni assicurative più personalizzate e vedrà una grandissima e inevitabile crescita. Le assicurazioni poi, stanno estendendo ormai da un po’ il loro raggio d’azione oltre la copertura tradizionale degli immobili, abbracciando l’ecosistema casa. La collaborazione con fornitori di tecnologie smart consente e consentirà sempre di più alle compagnie di offrire soluzioni integrate, che vanno dalla sicurezza domestica alla gestione energetica, contribuendo a creare un ambiente abitativo più sicuro e sostenibile. L’incremento degli investimenti in tecnologia e innovazione rappresenterà un altro aspetto chiave nel 2024. Compagnie assicurative e broker si stanno dedicando sempre più all’adozione di tecnologie emergenti come intelligenza artificiale, apprendimento automatico e blockchain. Questo spostamento è motivato dalla volontà di migliorare l’efficienza operativa, ridurre i rischi e offrire esperienze più fluide agli utenti. Il settore assicurativo sanitario dal canto suo, si prepara ad una significativa trasformazione, concentrando maggiormente le polizze sulla prevenzione e gestione della salute. Tecnologie indossabili, analisi dei dati biometrici e app per la salute diventano elementi integranti delle offerte assicurative sanitarie. Il cambiamento climatico emergerà inevitabilmente come una priorità, spingendo le compagnie a sviluppare soluzioni innovative per affrontare le sfide ambientali. L’uso di dati satellitari, modelli climatici avanzati e intelligenza artificiale contribuirà a valutare in modo più accurato i rischi climatici e a fornire soluzioni su misura per individui, imprese e comunità vulnerabili. Un altro aspetto rilevante è l’adozione di soluzioni tecnologiche da parte di agenti e piccoli broker, affrontando la sfida del consolidamento di mercato. Inoltre, l’educazione del consumatore diventa cruciale, con l’impegno delle compagnie nella promozione della cultura assicurativa attraverso canali digitali. Infine, l’intelligenza artificiale rivoluzionerà la gestione documenti, definizione dell’offerta e distribuzione. L’intelligenza artificiale rappresenterà un elemento rivoluzionario in tutte le fasi del business assicurativo, dalla gestione documenti alla definizione dell’offerta e alla distribuzione dei prodotti. Il consolidamento del mercato insurtech si estenderà a compagnie, broker, agenti e tech companies, creando sinergie per sfruttare al meglio il cambiamento tecnologico in corso. In sintesi, il 2024 si prospetta come un anno in cui il settore assicurativo abbraccerà l’innovazione in tutte le sue sfaccettature, trasformando radicalmente il modo in cui concepiamo, distribuiamo e consumiamo le assicurazioni.

Simone Ranucci Brandimarte, Presidente di Italian Insurtech Association


Inizia il 2024 con grandi aspettative per il settore assicurativo, caratterizzato da una serie di cambiamenti significativi e opportunità di crescita. Con metà dei paesi del mondo pronti a votare e una crescente presenza di intelligenza artificiale (AI) generativa e innovazione tecnologica, le prospettive indicano un anno eccezionale. Le nuove tecnologie, inclusa l’IA, promettono di migliorare la vita di tutti, entrando sempre più nel lavoro e nelle case di ognuno. Per noi Broker si apriranno scenari di crescita importanti, perché le nuove tecnologie, insieme alle nostre capacità professionali, saranno sempre più di supporto alla nostra attività. Il digitale sarà protagonista nello scambio di dati con assicuratori, periti, risk manager e liquidatori, il tutto a vantaggio della clientela. Affronteremo il cambiamento climatico e i rischi legati agli eventi catastrofali, rispondendo all’obbligo di assicurazione per le imprese introdotto dalla Legge di Bilancio 2024. I rischi cyber e la sicurezza informatica costituiranno una sfida da affrontare con impegno, forti della nostra competenza e professionalità. Il nuovo codice della strada, ora unificato in tutta Europa, comporterà cambiamenti insieme a miglioramenti e costi differenziati. Questi trend richiedono un continuo aggiornamento delle competenze su cui AIBA, grazie alla sua Academy, divisione operativa dell’Associazione dedicata alla formazione, è da sempre impegnata per fornire gli strumenti più avanzati per la promozione della cultura assicurativa. Infine, come sempre, ci impegneremo a tenere aperto e vivo il dialogo con le Istituzioni italiane e europee sul fronte normativo e della semplificazione, in un’ottica sempre più favorevole ai consumatori.

Flavio Sestilli, Presidente AIBA


Per il 2024 ritengo che avremo un’elevata focalizzazione per la parte Insurance sul fenomeno delle aggregazioni sia di Compagnie ma soprattutto ancora di Broker mentre sul tema Insurtech la focalizzazione sarà sui temi di AI Generativa, IoT e Blockchain. Attualmente nel settore del brokeraggio assicurativo emergono due tendenze principali: la digitalizzazione e il consolidamento, talvolta strettamente correlate tra loro. Per quanto riguarda la spinta verso la digitalizzazione, il settore assicurativo nel complesso è storicamente indietro di molti anni sull’innovazione tecnologica rispetto, ad esempio, a quello bancario. A questo si aggiunge il contesto italiano, che continua a evidenziare un notevole divario rispetto ai principali “competitor” europei. Negli ultimi anni abbiamo anche assistito ad un cospicuo incremento del numero di operazioni straordinarie. Spinti dalla necessità di innovare ed effettuare investimenti in tecnologia, ma privi delle risorse finanziarie necessarie, i Broker medio – piccoli stanno considerando la possibilità di individuare acquirenti interessati al loro business. A contribuire a questa tendenza, vi sono anche le attuali condizioni macroeconomiche, soprattutto l’incremento dei tassi di interesse, che rende più costoso l’accesso ai finanziamenti.
Lato Insurtech le tecnologie più rilevanti per il supporto alle attività aziendali includeranno ancora la Blockchain e l’IoT. Nel caso della Blockchain, la sua applicazione principale riguarda l’ottimizzazione dei processi e dei sistemi, soprattutto nella gestione dei sinistri e richieste di risarcimento. Per quanto riguarda l’IoT, ci troviamo in una fase più avanzata per cui ci sono già numerosi strumenti in uso, come nel settore della domotica e della mobilità, che pur rappresentando mercati significativi, stanno vivendo una fase di stasi nell’innovazione. Per quanto riguarda invece l’Intelligenza Artificiale, si tratta di un fenomeno con risvolti certamente epocali, ma è doveroso specificare che non ha ancora trovato una diffusione abbastanza rilevante nel settore assicurativo e lo avrà sempre più nel 2024.

Marco Contini, Insurance Business Advisor


Nel 2024, le previsioni e i trend nel settore assicurativo a mio avviso saranno ampiamente influenzati dalle tecnologie emergenti, in particolare dalle applicazioni e dai quei servizi basati su algoritmi di intelligenza artificiale avanzata. Questa tendenza sarà alimentata da un crescente bisogno di innovazione tecnologica in tutte le aree del mercato, dalle Compagnie alle associazioni di categoria e ai gruppo aziendali Agenti, dalle Istituzioni fino alle associazioni dei consumatori. Negli anni passati, si è ritenuto che la tecnologia avrebbe drasticamente depauperato il ruolo degli intermediari nel settore assicurativo costringendoli ad una severa diminuzione in luogo della distribuzione diretta attraverso soluzioni volte ad arrivare direttamente al cliente finale saltando a piè pari la rete sul territorio. Tuttavia, oggi assistiamo a un paradossale riconoscimento dell’importanza fondamentale delle reti fisiche dei distributori assicurativi, sostenuto da un utilizzo dinamico e concreto delle tecnologie disponibili. Risulta quanto meno curioso il cambiamento e l’orientamento del pensiero della maggioranza degli stackeholders convinti sostenitori del “tech” in funzione del “normal” dove realmente ci si sta accorgendo che erano previsioni assolutamente errate pensare di tagliar fuori, in un mercato “emozionale” come quello assicurativo, le figure umane atte a far capire l’importanza di una polizza, della descrizione della stessa e del bisogno indispensabile di queste all’interno di una nazione evidentemente sotto assicurata. Per fortuna solo gli stolti non cambiano mai idea. Personalmente, non ho mai pensato che il settore assicurativo potesse prescindere dalle persone e dalla distribuzione multicanale. Prevedo che il 2024 sarà ancora più caratterizzato da un approccio “phygital”, che combinerà elementi fisici e digitali. La tecnologia avrà il compito di valorizzare le reti di distribuzione assicurativa efficaci, performanti, profittevoli, con persone oneste e preparate, e il mercato richiederà una selezione accurata di chi avrà le caratteristiche sopradescritte per operare nel settore assicurativo. È riconosciuta ormai da anni l’importanza dei BIG Data aggregati, dove si è già riusciti attraverso l’utilizzo di tecnologie di machine learning e AI a clusterizzare modelli e bisogni legati direttamente ai clienti finali; inconsapevolmente lasciamo sempre traccia dei nostri comportamenti ed abitudini e la tecnologia così come è in grado di determinare scelte guidate dalle analisi dei dati dei clienti, sarà altrettanto in grado di determinare e segnalare e scegliere le migliori reti di distribuzione con informazioni aggregate già disponibili nei registri pubblici e privati che metteranno in evidenza il valore unico di ciascun intermediario. Sono sicuro che il trend del 2024 legato alle reti di vendita sarà sempre più legato alla necessaria attenzione alla redditività e profittabilità delle stesse e che i modelli predittivi basati sull’intelligenza artificiale svolgeranno un ruolo cruciale nella definizione delle strategie delle Compagnie di assicurazione e nella scelta dei loro collaboratori sul territorio. La sfida significativa per il 2024 e gli anni successivi sarà comprendere e valutare quanto investire in tecnologie innovative, considerando un modello che ancora suscita dubbi e visioni contrastanti. Stiamo assistendo a un cambiamento, l’avvento di un modello nuovo che incontra resistenze, sia per abitudine o pigrizia, sia per mancanza di consapevolezza o visione. Paradossalmente, questo aprirà le porte a quegli imprenditori, direttori e manager che avranno una visione prospettica e saranno tra i primi a esplorare e adottare questo modello, dotandosi delle migliori risorse. Vorrei sottolineare che l’adozione di questi modelli servirà come stimolo a operare con saggezza, incarnando l’autentica essenza di un ruolo sociale come quello dell’assicuratore, orientato a migliorare la qualità del nostro paese. Riconosco che può essere difficile avere fiducia nei modelli predittivi, e può sembrare inquietante che un algoritmo possa suggerire ciò che è meglio per noi, e che le nostre azioni possano determinare un punteggio positivo o negativo basato sulle nostre scelte passate o su altri fattori. Tuttavia, che ci piaccia o no, questo è un fenomeno che sta già accadendo da tempo. Personalmente, ritengo che la gestione di tutte queste informazioni sia guidata dalla necessità di salvaguardare e tutelare il consumatore finale. Le intelligenze artificiali possono spaventare e creare inquietudine, ma come ho sempre sostenuto, la differenza la fanno le persone, le relazioni e i valori a esse connessi. Fortunatamente, siamo ancora lontani da scenari alla Matrix, ma se riusciamo a conoscere e riconoscere le nuove tecnologie, saremo preparati a sfruttarle per migliorare la nostra qualità di vita e i servizi ad essa associati

Giuseppe Gulino, Presidente di SHARE

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Andrea Turco

È il Direttore Responsabile di Insurzine.