Calvin Risk, team

Se finora i rischi legati all’utilizzo massivo dell’intelligenza artificiale (IA) erano previsioni di imprenditori come Elon Musk e di molti risk manager, ora sono diventati un pericolo concreto. Una recente indagine condotta da Swiss Re ha rivelato che l’ascesa dell’IA sta aumentando le opportunità di frode e perdita di proprietà intellettuale, ma anche rischi di valutazioni di affidabilità creditizia fasulle o falsi punteggi assicurativi. Secondo lo studio, ad esempio, nell’assicurazione auto i sistemi di gestione dei sinistri basati sull’IA possono persino essere indotti a vedere danni ingenti dove non ce ne sono. Da questa analisi emerge un chiaro segnale di pericolo. Per aiutare imprese e privati a difendersi da queste “nuove” minacce è scesa in campo la startup svizzera Calvin Risk, fondata nell’agosto 2022 come spin-off del Politecnico di Zurigo. La cyber/insurtech ha sviluppato una piattaforma denominata Calvin, che è un sistema di gestione del rischio incentrato sull’inventario di soluzioni di IA di un’azienda (ovvero la somma totale di tutti gli algoritmi sviluppati per uso commerciale). A raccontare ad InsurZine la realtà è stato Julian Riebartsch, ceo e co-founder della società.

“Calvin Risk fornisce una valutazione completa del rischio degli algoritmi di intelligenza artificiale in vari settori. I nostri servizi sono progettati per aiutare le organizzazioni a identificare, quantificare e valutare i rischi dell’IA sotto forma di uno strumento decisionale per la gestione del rischio, chiamato “Calvin”. La piattaforma è un sistema di gestione del rischio incentrato sull’inventario AI. Le aziende possono quantificare i rischi tecnici, etici e normativi del loro inventario di IA, nonché il loro impatto economico. L’attività di valutazione continua poi in ogni punto del ciclo di vita di un algoritmo. Il risultato fornisce una panoramica e approfondimenti sulla variazione dei livelli di rischio nel tempo e sui fattori più importanti, sia a livello di singoli algoritmi che a livello di inventario. Inoltre, la piattaforma calcola la probabilità che si verifichi un incidente e l’esposizione al rischio economico. In questo modo i team leader, i manager, i responsabili di funzione o i team di rischio hanno la possibilità di monitorare costantemente ciò che accade all’interno della loro organizzazione e di fornire automaticamente un resoconto sullo stato delle loro attività di IA”.

L’applicazione di Calvin al settore assicurativo

Le tecnologie basate sull’IA hanno un enorme potenziale per rivoluzionare il mondo assicurativo in quanto possono consentire alle compagnie di fornire prodotti più personalizzati ai clienti ed aumentare al contempo l’efficienza e la redditività dei servizi. “Nel nostro ultimo caso di studio sul settore assicurativo, dimostriamo che Calvin Risk comprende le sfide che le compagnie devono affrontare nell’implementazione di soluzioni di IA. La nostra piattaforma offre solide capacità di monitoraggio e audit, consentendo agli assicuratori di monitorare la qualità dei modelli di IA nella vita reale, di identificare i rischi potenziali e di adottare misure proattive per mitigarli. Inoltre, Calvin permette di approfondire vari aspetti del processo decisionale dei modelli di IA, garantendo la trasparenza e la conformità a normative come l’EU AI Act”.

Secondo Riebartsch per diffondere la cultura di queste nuove tipologie di rischio occorre che le compagnie e le insurtech collaborino proattivamente. Con alcune di loro la startup collabora proattivamente. “Lo scorso anno abbiamo avviato una collaborazione con un grande gruppo assicurativo internazionale. Questo gruppo assicurativo negli ultimi anni ha perseguito intensamente la sua strategia aziendale di IA per mantenere la sua posizione di leader in questo mercato altamente competitivo. Attualmente questa società utilizza centinaia di algoritmi diversi nelle sue varie divisioni. L’adozione della nostra piattaforma ha aiutato l’azienda a migliorare gli attuali processi e metodi di valutazione utilizzati per portare questi modelli di IA dallo sviluppo alla produzione”.

L’applicazione dell’IA passa anche dalla normativa europea

Il numero uno della startup ha raccontato che l’Italia è il prossimo obiettivo di Calvin Risk. “Ci stiamo concentrando sul mercato europeo e le imminenti innovazioni normative come l’EU AI Act stanno dando un impulso al tema della governance dell’IA e della gestione del rischio in Europa e anche in Italia dove vediamo anche grandi potenziali di operare. Tuttavia, l’Europa tende a guardare all’innovazione con cauta moderazione. È infatti molto importante proteggere i valori europei, anche attraverso normative che tengano il passo con l’innovazione tecnologica. Allo stesso tempo, dobbiamo ricordare che la creazione di barriere normative eccessive non è mai la soluzione giusta. Un prodotto come la piattaforma di gestione del rischio di Calvin Risk consente di portare sul mercato algoritmi più sicuri e di qualità superiore, pur mantenendo gli sforzi etici. Consente inoltre di migliorare l’efficienza dei processi attraverso regole e comportamenti standardizzati. Ciò porta a un processo di valutazione affidabile ed efficace”.

Calvin Risk, ceo
Julian Riebartsch, ceo e co-founder di Calvin Risk

Assicuratori, serve più coraggio sull’IA

La startup svizzera ha da poco raccolto 1,5 milioni di dollari in un round di finanziamento pre-seed. I fondi ottenuti dagli investitori saranno utilizzati dalla società per espandere il team di ricerca e sviluppo e convalidare l’approccio di quantificazione del rischio. Riguardo al futuro del settore assicurativo Riebartsch ritiene che le compagnie debbano trovare ancora una dimensione di maggiore concretezza sul fronte innovazione.

“Gli assicuratori si trovano di fronte a una scelta difficile: considerarsi i primi ad abbracciare l’IA, ma rischiare di subire contraccolpi reputazionali e normativi a causa di rischi mal gestiti, oppure continuare con un’adozione a metà e cedere terreno agli sfidanti “più coraggiosi” orientati alla tecnologia. A nostro avviso, gli assicuratori dovrebbero raccogliere la sfida e mettere in atto strumenti che rendano l’IA sicura, affidabile e responsabile. Queste imprese farebbero bene ad applicare un approccio sistematico e olistico di gestione del rischio e di governance ai loro processi di sviluppo e implementazione”.

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Francesca Ghisi

Classe 1994, laureata in Giurisprudenza è esperta in Bancassurance e Diritto Comparato.