incendio

La pandemia da Covid-19 ha lasciato un rilevante e indelebile segno inciso nella vita di chiunque mettendo in ginocchio l’economia globale e colpendo i più disparati settori commerciali.

Di certo, l’avvento imprevedibile e inimmaginabile del virus, nonché i relativi strascichi, che ha ancorato per un determinato periodo in lockdown tutta la popolazione mondiale, ha rappresentato per numerose Imprese un ostacolo insormontabile impossibile da superare che, purtroppo, ne ha sancito la chiusura. Inoltre, tale periodo storico, ha generato un aumento della vulnerabilità delle imprese legata al rischio di usura da parte anche ad opera della criminalità organizzata.

In ambito nazionale, non si tratta di un fenomeno geolocalizzato in zone e aree definite bensì rappresenta un evento che ha interessato le più disparate realtà economiche ed imprenditoriali, da nord a sud.

In tale contesto storico, possiamo definire particolarmente “anomala” la correlazione che unisce l’exploit di incendi occorsi ad esercizi commerciali, aziende, capannoni, opifici industriali, stabilimenti, etc. denunciati in concomitanza e successivamente alla pandemia da Covid-19.

Come è facile immaginare, le emergenze che hanno impattato sull’aspetto economico durante l’ultimo triennio hanno determinato difficoltà di natura finanziaria innalzando i rischi di azioni connesse a frode a discapito delle Compagnie Assicurative.

Di fronte a queste avversità alcuni proprietari, locatari e gestori commerciali ed industriali, messi anche alle strette da irreversibili tensioni finanziarie hanno optato la simulazione dell’evento di natura accidentale dando, nella sostanza, fuoco alla propria azienda. Se alla base di ciò, come nella quasi totalità dei casi, Vi è anche una copertura assicurativa è evidente che ci troviamo di fronte ad una frode ai danni di Compagnie Assicurative.

Il modus operandi della truffa per la simulazione del reato incendio

L’idea “diabolica” di far divampare un incendio e distruggere un locale commerciale necessita di una precisa ed accurata strategia, pianificando ad arte le mosse da compiere, nella quale regia non mancano “esperti” tecnici collusi.

Spesso l’incendio “costruito” avviene durante i periodi di chiusura per ferie, con sistemi di videosorveglianza “stranamente” fuori uso avendo cura di lasciare in tensione le prese di corrente di apparecchiature elettroniche per poi, eventualmente, giustificare l’evento con un guasto tecnico che avrebbe provocato l’incendio.

Vi sono poi circostanze che vedono sul luogo dell’evento, la presenza di liquido infiammabile o sostanze acceleranti con le quali sarebbe stato appiccato l’incendio. Il tutto per far apparire l’evento quale atto doloso intenzionale compiuto da parte di malviventi. In verità, quest’azione dissimulatoria, è posta in essere proprio dall’effettivo beneficiario dell’indennizzo assicurativo che tende a far credere agli Inquirenti ed all’Assicuratore di esser stato vittima di un atto volontario posto in essere ai propri danni.

Numerosi sono i casi in cui è stato possibile stabilire che quell’evento non è solo doloso ma addirittura auto provocato. E’ importante e fondamentale in questi casi approfondire a 360 gradi l’evento senza tralasciare il minimo particolare.  

Spesso le analisi socio economiche sul conto degli assicurati evidenziano indicatori di anomalia, così come sono un indice di anomalia statistica le caratteristiche di polizza qualora di recente stipula con coperture estese e somme assicurate che capienti, oppure, in caso di contratti pregressi, la presenza di variazioni al contratto di assicurazione ad esempio con innalzamento delle somme assicurate, richieste di deroghe e di rinunce alle rivalse diminuzione delle franchigie, operatività della garanzia per atti dolosi e/o vandalici, etc.

La domanda di indennizzo si fonda su beni di valore inferiore a quanto dichiarato, talvolta obsoleti, fuori mercato o addirittura provenienti da altri incendi, asseritamente acquistati da fornitori di dubbia attendibilità commerciale le quali fatture di vendita, pur risultando autentiche in punto materiale, risultano a valle false in punto ideologico.

È fattore critico di successo, in questi casi, la scelta di numerosi assicuratori di costituire Pool di Professionisti che operano in sinergia per l’accertamento dei fatti, la determinazione della legittimità della domanda di indennizzo e la quantificazione del danno, senza trascurare le opportune analisi in chiave Antifrode mediante strutture esterne specializzate all’uopo.

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Paolo Azzaro

Ceo di Gesea Solution Group, società che opera nell'ambito del Risk & Security Management, Insurance Fraud e Fraud Management.