furto auto

La frode in assicurazione nei furti di autovetture, veicoli commerciali, beni strumentali e macchine operatrici è da ritenersi ormai un fenomeno criminale di natura transazionale, molto redditizio e attrattivo per le organizzazioni malavitose italiane e straniere. Il focus è di architettare un furto mai avvenuto, ovvero tecnicamente definito “simulazione di reato”. Le macro aree nelle quali si impianta il predetto modello sono, tendenzialmente, di tue tipi:

• autovetture esportate all’estero
• relitti importati dall’estero

Le diverse fasi emergenziali dell’ultimo triennio, sia sanitarie che economiche, hanno generato, anche, sofferenze finanziarie che come ciclicamente avviene elevano il rischio di condotte fraudolenti ai danni di imprese assicurative. Infatti nel caso di autovetture esportate all’estero si è potuto osservare che in molti casi vi è anche il movente finanziario che spinge il proprietario del veicolo a “disfarsi” del proprio bene beneficando indebitamente di un doppio profitto, ovvero la vendita dell’autovettura oltre i confini nazionali che viene spesso gestita da organizzazioni dedite a tale scopo e l’indennizzo assicurativo derivante dalla denuncia di falso furto.

In tale contesto, spesso, i porti marittimi rappresentano i crocevia del traffico illecito di veicoli, i veri punti logistici ove gli stessi, all’interno di container, possono percorrere tutte le rotte del mondo. Proprio a tal proposito, oggi più che mai, le attività di lotta e contrasto a tale fenomeno necessitano di azioni investigative che vadano oltre i confini nazionali per opporsi alle sempre più raffinate tecniche truffaldine utilizzate dalle organizzazioni criminali di matrice italiana ed estera. Quest’ultime operano secondo una vera e propria catena di montaggio, basata su processi, tempi di azione e competenze tecniche definite, consolidate ed estremamente efficaci.

Nell’altro scenario invece, sempre attraverso strutture illecite ben organizzate, si assiste ad acquisti di veicoli incidentati (relitti) provenienti dall’estero che, anziché esser riparati, vengono dai proprietari italiani assicurati per il rischio furto che dopo breve tempo ne denunciano il furto. In questo caso il beneficio illecito dell’assicurato è nel ricevere un indennizzo assicurativo a fronte di un bene non marciante, intenzionalmente assicurato con copertura Cvt (corpi veicoli terresti) e falsamente denunciato per il furto. E non importa se si può incorrere in reati molto gravi quali furto e riciclaggio internazionale di veicoli oltre che ricettazione, appropriazione indebita, truffa, falso e estorsione: quando c’è la possibilità di racimolare enormi somme di denaro, coloro che operano in tali frangenti non hanno alcun scrupolo.

Il modus operandi della truffa per la simulazione di reato del veicolo illecitamente esportato all’estero

Come ogni truffa, dietro la parte “operativa” si cela sempre una strategia criminale, dove l’abilità è nel contornarsi delle giuste figure in grado di far funzionare perfettamente la macchina dell’illecito. Nel fenomeno in esame, il tutto parte dal capo indiscusso del gruppo criminale che mantiene le fila di tutte le attività compiute dai complici.

Subito di sotto trovano spazio i procacciatori di auto, ovvero i soggetti che cercano i veicoli che, con la complicità dei loro proprietari, verranno successivamente denunciati quali falsamente rubati. Qui entrano in gioco i drivers, ovvero i conducenti, talvolta occasionali, che assumono il possesso dei veicoli per esportarli all’estero nel periodo in cui i beni non sono formalmente da ricercare nelle banche dati veicoli rubati e solo dopo esser giunti a “destinazione” i proprietari denunciano il furto in Italia alle Autorità (simulazione di reato) chiedendo l’indennizzo assicurativo all’Assicuratore (frode assicurativa).


Una procedura dunque strutturata che non può consentire errori o ritardi nella filiera. Tendenzialmente, se un veicolo è in partenza per l’estero altri devono essere in “lavorazione”. Si tratta per lo più di autovetture di elevato valore commerciale, di lusso e alta gamma, autovetture particolarmente richieste sul mercato italiano ed estero, tutte in ottime condizioni. I viaggi internazionali dei mezzi avvengono anche via mare con rotte del traffico internazionale con destinazione finale Emirati Arabi, Medio Oriente, Africa e Asia raggiungibili da porti italiani, francesi, spagnoli e olandesi.

Le principali criticità riscontrabili

Nel contesto sopra descritto ci si ritrova di fronte a fenomenologie fraudolente che riguardano prevalentemente veicoli di alta gamma esportati all’estero in data antecedente alla denuncia di furto o di relitti provenienti dall’estero utilizzati in Italia per la simulazione di furti finalizzati alla frode in assicurazione. Le leve chiave per rilevare e documentare gli elementi critici in ordine alle fenomenologie predette sono una attenta ed accurata analisi del sinistro con specifiche verifiche tecniche, oltre che un valido Network Internazionale attraverso cui poter avere una capillare copertura territoriale per le opportune analisi del caso. Il risultato, a favore delle imprese di assicurazione, derivante dal contrasto è la redditività acquisita dalla mancata liquidazione di una indebita e fraudolenta richiesta di indennizzo oltre, nel tempo, un concreto effetto preventivo.

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Paolo Azzaro

Ceo di Gesea Solution Group, società che opera nell'ambito del Risk & Security Management, Insurance Fraud e Fraud Management.