insurtech, assicurazione pmi

Le piccole e medie imprese sono il cuore e l’anima dell’economia, in particolare quella italiana. La pandemia e il mutato contesto socio/ economico hanno portato le pmi a modificare i modelli di business ed accelerare l’adozione delle tecnologie digitali dando vita a nuove esigenze di rischio. In un recente report “Resiliency in Times of Change: Rethinking Insurance to Help SMBs Thrive” la società di consulenza Majesco ha fornito alcuni consigli agli assicuratori per fornire prodotti e servizi a valore aggiunto alle pmi in modo da aiutarle ad affrontare le nuove sfide del mercato.

“Questa nuova ricerca sottolinea l’importanza per gli assicuratori di avere discussioni strategiche su come pianificheranno, stabiliranno priorità, budget e gestiranno i cambiamenti necessari nei loro modelli di business, prodotti, canali e tecnologia per supportare le crescenti e mutevoli esigenze e aspettative del mercato delle pmi – ha affermato Denise Garth, chief strategy officer di Majesco – Le pmi sono altamente digitali e si aspettano che lo siano anche gli assicuratori. Le pmi rappresentano un’enorme opportunità per il settore assicurativo di generare entrate nuove e ricorrenti, ma dovranno fare affari in modo diverso per sfruttare l’opportunità con nuove strategie e tecnologie”.

Le nuove esigenze delle Pmi

Secondo la ricerca, le pmi stanno affrontando cinque criticità: inflazione, reddittività aziendale, talenti (fidelizzazione e attrazione), criminalità e rischio informatico/sicurezza dei dati. A queste gli assicuratori sono chiamati a rispondere con prodotti e servizi innovativi. In particolare per quanto riguarda la tutela della nuova forza lavoro: le pmi, infatti, si affidano sempre di più ad appaltatori o a gig workers. C’è poi l’aspetto legato ai pagamenti digitali: le pmi guidate da esponenti della generazione Millennial e Zeta sono abituate ad accettare forme di pagamento innovative come Apple Pay, Samsung Pay o Pay Pal.

In questo contesto le pmi si aspettano che anche gli assicuratori adottino approcci simili per i pagamenti dei premi e dei sinistri. Non vanno poi tralasciati i rischi legati ai connected device sempre più utilizzati dalle pmi: qui gli assicuratori possono sfruttare tali dispositivi per migliorare e personalizzare i prezzi dei premi, contribuendo nel contempo a monitorare e ridurre il rischio attraverso servizi a valore aggiunto. Infine, le pmi, soprattutto quelle di Millennials e Gen Z, sono interessate a tutti i canali di distribuzione, coerentemente con le loro aspettative di un mondo multicanale. A loro gli assicuratori possono dare risposta con un’offerta assicurativa integrata.

Assicurazioni e Pmi, la situazione in Italia

Un’indagine del 2021 condotta da Crif, Italian Insurtech Association (IIA) e Nomisma, ha lanciato un allarme sotto assicurazione per le pmi italiane. Nonostante sia stato registrato un aumento della consapevolezza dei rischi, 1 milione e 653 mila aziende (su 4,35 milioni di pmi italiane) non disponde di una copertura assicurativa. A detta degli analisti i motivi di questa bassa assicurazione sono principalmente due: uno scarso livello di alfabetizzazione finanziaria e digitale e una bassa percezione dei rischi che l’attivitià imprenditoriale comporta. Andando a vedere di quali coperture dispongono le pmi italiane si è scoperto che il 71% ha sottoscritto una copertura Rc verso terzi, il 64% incendio e il 56% furto. Poche hanno sottoscritto una responsabilità civile degli amministratori (39%) e ancor di meno sono le pmi che hanno una polizza cyber risk (9%) e interruzioni di attività (8%). 

Anche l’indagine Crif, IIA e Nomisma, ha sottolineato l’importanza per il settore assicurativo di sviluppare un’offerta strategica “per aiutare le imprese a sviluppare il loro business con una maggior attenzione ai rischi, una maggiori digitalizzazione delle competenze degli intermediari e degli strumenti utilizzati per interagire con il cliente e infine evolvere il processo di pricing per ottimizzarlo fornendo al cliente proposte su misura rispetto alle sue esigenze”. 

In particolare, il 69% delle compagnie assicurative dovrà proporre servizi accessori e complementari alle polizze per supportare le pmi in particolare in ambito cyber security (82%), marketing e digital advertising (59%), consulenza alla crescita del business (58%) e servizi per certificare l’impresa a livello di sostenibilità in ambito Esg (50%). Secondo Roberta Gabrielli, Project manager Nomisma “la direzione intrapresa dalle assicurazioni vede il potenziamento della strategia di customer centricity grazie all’arricchimento del patrimonio informativo e dati specifici sulle pmi e sui settori di appartenenza. Customer centricity è anche diffusione di tool digitali a favore di intermediari – broker e agenti – e clienti, per un’ottimizzazione della customer experience e del journey del cliente pmi” conclude.

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Redazione Insurzine

La Redazione di InsurZine è composta da collaboratori, influencer ed analisti, esperti del settore insurtech