frode

Sull’Italia patria dei furbetti ci hanno pure ricamato un film, di poco successo, ma tant’è. L’evasione fiscale nel nostro Paese è una piaga tuttora irrisolta. Solo tra il primo gennaio 2021 e il 31 maggio 2022 sono stati sei i miliardi volati via in truffe secondo il bilancio della Guardia di Finanza rivelato in occasione del 248esimo anniversario del corpo. E stiamo parlando di soldi rubati allo Stato. Soldi nostri. Dalle truffe non è esente neppure il settore assicurativo. Un’indagine realizzata a maggio 2022 da Konsumer Italia, associazione per la difesa dei diritti dei consumatori, ha rivelato che il 25% dei sinistri è a rischio frode, eppure le sentenze di condanna raggiungono a malapena il 10% delle querele. C’è quindi uno scarto non indifferente. E questo è un problema sia per le compagnie che per l’assicurato onesto. Abbiamo provato a fare una panoramica sullo stato delle truffe assicurative con Paolo Azzaro, amministratore delegato di Gesea, azienda specializzata in audit, antifrode e sicurezza aziendale.

Cosa ci dicono i dati sul fenomeno delle frodi assicurative in Italia?

Le frodi assicurative in Italia rappresentano un fenomeno in costante ascesa. IVASS, l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni, nelle proprie relazioni annuali pubblica i dati relativi all’andamento dei sinistri connessi al rischio frode rientranti nel ramo R.C. Auto. In tale contesto, con riferimento alla relazione IVASS nel 2021 pubblicata a giugno 2022, si è registrato un incremento dell’incidenza dei sinistri R.C. Auto esposti a rischio frode su tutto il territorio nazionale, con riferimento particolare ad alcune province del Sud, tra cui Napoli, Caserta e Crotone, ove più di un sinistro su due è considerato esposto al rischio di frode. Tuttavia, quando si parla di frodi assicurative il pensiero volge tendenzialmente al ramo auto ma, purtroppo, sono attuate con costante frequenza in tutte le garanzie assicurative, come ad esempio nel ramo vita, incendio, furto, infortuni, malattie, trasporti, corpi, merci, cauzioni, medmal, e tante altre. Di certo la pandemia da Covid 19, oltre ad una emergenza sanitaria, ha determinato anche preoccupante e diffusa recessione economica che ha aggravato il fenomeno delle frodi in tutti i rami aziendali, basti pensare ad esempio all’elevato ed anomalo incremento di incendi in attività commerciali ed opifici. Le frodi, nelle cosiddette garanzie preferite, tendono a raffinarsi sempre più basandosi su menti ed autori di elevato livello intellettuale, organizzativo ed operativo, frutto anche della partecipazione di molteplici figure ricoprenti ruoli ben precisi, nell’iter fraudolento, dalla stipula del contratto assicurativo fino alla gestione finanziaria che segue all’indennizzo assicurativo.

Quali sono le frodi più comuni?

La simulazione del sinistro o l’esagerazione dolosa del danno sono azioni propedeutiche a frodare le Compagnie Assicurative, senza escludere tuttavia le frodi di natura assuntiva aventi lo scopo di conseguire il miglior premio mediante false e mendaci dichiarazioni rese all’assicuratore. Dalla esperienza maturata sul campo nell’ultimo ventennio, nell’analisi investigativa di casi connessi a rischio frode, il profilo del frodatore medio si è evoluto e strutturato, avendo aumentato la propria capacità intellettiva con un approccio maggiormente scientifico e creativo, così come dimostrato dalle recenti inchieste giudiziarie relative a frodi assicurative perpetrate in ambito nazionale ed internazionale.
Le principali e più comuni frodi assicurative sul ramo danni si ritrovano tendenzialmente nei casi di maggior frequenza con minor valore medio, abitualmente poste in essere da frodatori occasionali, ad esempio nei sinistri assistenza, perdite pecuniarie da annullamento viaggio, incidenti stradali, etc. A ciò si aggiungono i danni in abitazione e i furti di autovetture.

Paolo Azzaro, amministratore delegato di Gesea

Quali quelle più difficili da intercettare?

Le tipologie di frodi di minor frequenza e di elevato valore economico, anche per i motivi sopra trattati, detengono un elevato livello di sofisticazione che introduce elementi di dissimulazione con limitati indicatori di ricorsività soggettiva ed oggettiva, tale da richiedere agli Assicuratori un maggior grado di competenza nella selezione, identificazione e gestione dei casi a rischio frode. Certamente le frodi poste in essere con la simulazione di decesso all’estero ai danni di soggetti di nazionalità africana, asiatica, sudamericana ed est europea, meglio esplicitano il modello sopra indicato. Non da meno, ad esempio, sono i casi di danno da incendio, trasporti, furti di preziosi e di opere d’arte.

Quale può essere un buon approccio per le compagnie assicurative per prevenire l’attività fraudolenta?

Le Compagnie Assicurative, con riferimento all’ultimo decennio, hanno riservato un costante e crescente interesse verso la prevenzione ed il contrasto alle frodi in assicurazione. Il posizionamento, sempre più trasversale, delle strutture deputate al controllo, unito alla poliedricità delle risorse operanti al loro interno, è fattore critico di successo. La generazione del Saving, derivante dalla lotta alle frodi, rappresenta la qualità del costo industriale che spesso si tramuta in un investimento. Non ultimo l’utilizzo delle nuove tecnologie con sistemi predittivi di rilevazione degli indicatori di anomalia rappresenta un valido supporto all’attività di prevenzione sia in fase assuntiva che nella gestione del danno.

Nell’attività di prevenzione quale aiuto possono dare le nuove tecnologie?

La tecnologia rappresenta di sicuro un importante alleato delle Compagnie assicurative nella lotta alle frodi. Ad oggi i progressi tecnologici concedono opportunità, sia per coloro che commettono le frodi assicurative che per gli attori che tentano di contrastarle. Negli ultimi anni, le Compagnie hanno adoperato tecniche e criteri di analisi dei dati sempre più avanzati per identificare ad esempio tendenze, modelli, ricorrenze, anomalie e selezione dei clienti.

La frode assicurativa è un fenomeno molto complesso che spesso coinvolge più ruoli e può assumere forme molto diverse. Ciò rende difficile lo sviluppo di modelli specifici ed accurati in grado di identificare costantemente tutti i tipi di frode; si pensa che le piattaforme basate su AI potranno rappresentare sempre più un valido supporto tecnologico alla identificazione, gestione, contrasto e conseguente prevenzione dei fenomeni fraudolenti. Il primo momento della prevenzione è certamente la fase assuntiva ove è altrettanto importante la qualità e la sensibilità degli Intermediari supportati dalla tecnologia nella selezione dei rischi. Medesimo ruolo strategico è assunto dagli Analisti Antifrode nel contrasto al fenomeno della frode assicurativa.

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Paolo Azzaro

Ceo di Gesea Solution Group, società che opera nell'ambito del Risk & Security Management, Insurance Fraud e Fraud Management.