deadhappy alert

Ha fatto scalpore nel Regno Unito la recente campagna pubblicitaria dell’assicuratore sulla vita DeadHappy. Ritraeva un’immagine di Harold Shipman, serial killer condannato a 15 ergastoli per aver ucciso 15 suoi pazienti tramite iniezioni letali di morfina, accompagnata dalla frase “Perché non sai mai chi potrebbe essere il tuo medico”.

La comunicazione dissacrante e scabrosa per promuovere prodotti vita è la cifra stilistica che distingue l’insurtech dai competitor tradizionali. Lo spiega bene Benjamin Hatton, insurance analyst presso GlobalData: “DeadHappy si è posizionato come un attore nuovo nel settore delle assicurazioni sulla vita attraverso il suo marchio schietto ma spesso divertente. Con slogan come assicurazione sulla vita per cui morire e per favore muori responsabilmente, l’assicuratore sta chiaramente cercando di portare l’assicurazione sulla vita ai consumatori più giovani”.

Tutta la comunicazione di DeadHappy, a partire dal suo nome, è studiata per parlare a millennial e gen Z: sito web con teschi, scritte in modalità graffiti. L’obiettivo è intercettare parte di quella fetta di adulti nel Regno Unito – circa 8,5 milioni di persone – che non hanno un’assicurazione sulla vita. Per battere i player tradizionali, oltre a presentare un’offerta modulare, flessibile e digitale, è puntare su una comunicazione in grado di catturare subito l’attenzione dei consumatori. “DeadHappy – continua Hatton – sta cercando di cambiare l’atteggiamento dei consumatori nei confronti della morte”. La strategia sembrerebbe funzionare. Secondo un sondaggio sui consumatori assicurativi inglesi GlobalData, DeadHappy risulta il secondo marchio insurtech più noto nel Regno Unito dopo Marmalade.

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Redazione Insurzine

La Redazione di InsurZine è composta da collaboratori, influencer ed analisti, esperti del settore insurtech