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Dopo 3 anni di continuo calo, i prezzi Rc Auto, nel 2022 sono tornati ad aumentare. Questo è quello che è emerso da un’indagine condotta dall’Osservatorio assicurativo auto di Segugio.it. Sebbene ancora lontano dai valori del 2018 (454,8 euro), a dicembre 2022 il prezzo medio per l’Rc Auto è stato di 369,7 euro, in aumento del 10,6% rispetto all’anno precedente quando si era attestato a  334,3 euro.

Gli aumenti sono stati graduali e continui nel corso dell’anno e trovano spiegazione in una serie di fenomeni che hanno avuto impatto sul mercato assicurativo quali: la forte crescita dell’inflazione, che secondo i dati provvisori dell’Istat relativi al NIC (indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività), ha registrato una crescita media nel 2022 dell’8,1%, segnando il dato maggiore dal 1985, con evidenti ripercussioni sul costo dei sinistri e delle riparazioni; L’aumento della circolazione, in seguito alla riduzione delle restrizioni legate al Covid, ha accresciuto la frequenza degli incidenti del 9% secondo i dati Ania (frequenza passata dal 4,46% del Q3 2021 al 4,85% del Q3 2022); L’aggiornamento delle tabelle di Milano, ossia lo strumento che regola su scala nazionale gli importi per i risarcimenti dei danni non patrimoniali e l’aggiornamento, da parte del Mise, degli importi per il risarcimento del danno biologico per lesioni di lieve entità, con conseguenti aumenti intorno al 7%.

Secondo l’analisi svolta da Segugio.it, gli aumenti anche se con portata diversa hanno colpito tutte le Regioni, (Tabella 1). In sole 5 Regioni si registra una crescita dei premi inferiore al 10% e sono: Molise (+5%), Liguria (+6,8%), Marche (+7,4%), Campania (+7,5%) ed Emilia-Romagna (+7,6%). Le 5 Regioni più colpite dagli aumenti, con rincari oltre il 15% sono state invece: Valle d’Aosta (+23,2%), Trentino-Alto Adige (+18,8%), Umbria (+16,1%), Basilicata (+15,7%) e Puglia (+15,3%).

Approfondendo il campione a livello provinciale (Tabella 2), la situazione si fa più variegata: due province mostrano un premio mediamente in calo (Crotone con un -7,1% e Fermo con un -5%) e altre tre hanno registrato un premio invariato con aumenti inferiori all’1% (Asti +0,1%, Rimini +0,4% e Piacenza +0,5%). Inoltre, la quasi totalità delle province registra aumenti superiori al 5% e i rincari maggiori si registrano a Imperia (+32,5%), Benevento (+26,2%), Siena (+24,4%), Aosta (+23,2%) e Mantova (+22,9%). Infine, tra le province più popolose Roma (+11,8%), Milano (+9,5%), Torino (+10,2%) hanno registrato valori molto vicini alla media, mentre Napoli (+7,5%) e Palermo (+15,2%) hanno registrato un valore rispettivamente più basso e più alto di quello medio italiano, pari al +10,6%.

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Redazione Insurzine

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