sostenibilità assicurazioni

Il nome rimanda ad un film cult degli anni ’90, ma mentre nel film delle sorelle Wachowski Matrix era un mondo virtuale creato dalle macchine per tenere sotto controllo gli esseri umani, nel progetto della startup modenese Doyle, Matrix è uno strumento innovativo per la mappatura dei rischi relativi alla sostenibilità delle aziende. Basato su intelligenza artificiale, la soluzione misura in tempo reale l’impatto degli ESG sugli stakeholder. Grazie a Matrix, quindi, le aziende possono costruire la loro matrice di materialità che identifica i temi ESG prioritari, proponendo il loro posizionamento rispetto alla rilevanza data sia dagli stakeholder sia dall’azienda.

ESG, un tema sempre più attuale

“Matrix – spiega ad Insurzine Filippo Furini, Ceo di Doyle – permette a tutte le aziende di mappare in tempo reale i potenziali rischi di sostenibilità percepiti dagli stakeholder, in modo da intervenire prontamente e indirizzare nella giusta direzione le risorse finanziarie. È rivolto alle aziende di tutte le filiere e ad enti no profit”.

Per le aziende l’attenzione degli azionisti e degli altri stakeholder relativa alle questioni ESG è in aumento. Una ricerca condotta da Sap e Qualtrics che ha visto coinvolti oltre mille consumatori italiani, ha evidenziato la crescita della sensibilità verso i temi ESG. Tanto che i clienti sono disposti a pagare prezzi più alti per prodotti e servizi sostenibili. “Grazie a Matrix – continua Furini – l’attenzione verso i temi ESG può essere gestita e trasformata da potenziale rischio a opportunità. Il contenzioso oltre ad essere dispendioso, può avere anche un impatto negativo sulla reputazione di un’impresa. Matrix può identificare tempestivamente il rischio e oltre a prevenire il contenzioso, con l’analisi di materialità dinamica identifica interventi strategici”.

Il metodo Crowdchecking

La soluzione pensata da Doyle si basa sull’applicazione di un metodo denominato Crowdchecking (letteralmente “ascolto della folla”) che ha come protagonisti i Virtual Team. Questi team virtuali analizzano i dati ESG e misurano le prestazioni ESG delle aziende, identificando i rischi nascosti, le potenziali opportunità e le tendenze generali, in tempo reale. L’output finale è una classifica degli ESG più “materiali” per gli stakeholder dell’azienda e il confronto con il benchmark di settore, il tutto analizzato in un report dettagliato. L’analisi può poi essere aggiornata in qualsiasi momento, dando origine alla Dynamic Materiality, una sorta di mappa che consente una revisione periodica della rilevanza dei rischi ESG dell’azienda.

L’applicazione al mondo assicurativo

La soluzione, come detto in precedenza, può essere applicata a tutte le industrie, inclusa quella assicurativa, ad esempio per la mappatura dei rischi ESG, utili nel determinare i premi sui rami danni. “Gestire efficaci processi di prevenzione dei rischi potrebbe essere la leva per un riposizionamento strategico delle compagnie assicurative e un riavvicinamento alle persone” afferma Furini secondo cui “nel ramo Salute, tenere conto di criteri specifici ESG ad esso correlati (come ad esempio gli indicatori sugli inquinanti) potrebbe voler dire, per un’assicurazione, offrire servizi assicurativi personalizzati per pazienti con malattie croniche o malattie rare”.

Filippo Furini, Ceo Doyle
Filippo Furini, Ceo di Doyle

“Sul fronte Climate Action, oggi, delle persone che sottoscrivono una polizza assicurativa sulla propria casa, circa il 70% include i rischi derivanti dagli impatti del cambiamento climatico. Nella gestione dei rischi – conclude Furini – per proteggere e migliorare la reputazione nei confronti dei diversi stakeholder in una così ampia varietà di tematiche, le aziende devono prestare attenzione al cambiamento di enfasi verso le questioni ESG, identificando quelle che possono avere una maggior rilevanza per i loro principali stakeholder”.

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Andrea Turco

E’ il Direttore Responsabile di Insurzine. Ha collaborato con Radio Italia, Libero Quotidiano, OmniMilano e Termometro Politico