Cents, startup

Non solo il prezzo. Oggi i consumatori quando devono acquistare un prodotto o un servizio tengono d’occhio un altro aspetto non meno importante: il profilo etico dell’azienda che lo realizza o distribuisce. Secondo un’indagine del 2021 della società di analisi Exasol, l’86% degli acquirenti decide se comprare o meno i prodotti di un brand in base a fattori quali la posizione del marchio rispetto a temi come diversity & inclusion, tutela ambientale e cambiamento climatico. Non tutte le aziende però si sono attivate per migliorare il proprio posizionamento su queste tematiche. Ed è proprio a loro che si rivolge con la sua proposta l’italiana Cents S.r.l.,piattaforma ad impatto sociale che unisce l’esperienza benefica a quella dell’acquisto, connettendo persone, aziende ed istituti finanziari al Terzo settore. “Oggi ci troviamo in un momento storico in cui chi compra desidera dare anche un significato morale all’acquisto – afferma ad InsurZine Alessio Mazzalupi, Ceo e co-founder di Cents– La nostra realtà si fonda sul desiderio di creare un mondo in cui con le proprie abitudini di acquisto, è possibile contribuire positivamente sulla società”.

Una passeggiata illuminante

L’idea di Cents nasce durante una passeggiata sui Navigli a Milano. Racconta Mazzalupi: “Una sera mentre tornavo a casa ho visto un clochard e mi sono reso conto che girando da anni senza contanti non avevo nemmeno pochi spiccioli da donare a chi si trova in difficoltà. Nella mia mente scatta subito un pensiero: chissà quanti come me si sono trovati nella stessa situazione. Oggi, infatti, non è ancora possibile fare donazioni di modiche cifre con il cellulare, nonostante tutto il sistema dei pagamenti si stia spostando verso il digitale e il contactless”.

Dall’università al mondo dell’imprenditoria sociale passando dall’open banking

Ex presidente della Bocconi Students Fintech Society presso il prestigioso ateneo milanese, Mazzalupi ha sviluppato diverse skills relative al mondo dell’open banking già durante i suoi studi. “Proprio grazie alle nozioni acquisite tra i banchi universitari e dell’associazione studentesca ho deciso insieme a Riccardo Valobra (co-founder) di realizzare un’applicazione che avrebbe consentito a chiunque facesse acquisti con carta di arrotondare le transazioni e quindi di donare facendo leva sull’open banking”.

Dietro all’ambizioso progetto di Cents oltre ai due founder, c’è una squadra composta da cinque donne. “Io e Riccardo crediamo molto nell’empowerment femminile e da qui la nostra scelta di avere, per ora, un team rosa. Inoltre, secondo degli studi di settore le donne sono molto più interessate all’imprenditoria sociale. Da poco abbiamo una CTO che si occupa dello sviluppo, una Social media manager, una Designer, una UX/UI Designer e una ragazza che si occupa di Pr con un focus sugli Enti Non Profit partner . Inoltre, abbiamo anche degli advisor esterni”.

Lo sviluppo di Cents

Fin dalla realizzazione del primo prototipo i due startupper hanno compreso che ci sono molte frizioni lato utente. “In primis in pochi si fidavano a connettere il proprio conto bancario con applicazioni terze – spiega – Mentre altri non riuscivano proprio a eseguire l’iter per collegare il loro conto corrente a causa della difficoltà che trovavano nel condividere i dati. Da qui la contezza che il modello funzionava, ma occorreva intervenire lato contesto di utilizzo. Infatti, il lavoro da fare sul fronte user experience era decisamente fondamentale per riuscire a sfruttare la nostra idea innovativa al 100%”.

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Riccardo Valobra e Alessio Mazzalupi co-fondatori di Cents

A gennaio 2022 Cents è stata selezionata da Fin+Tech Accelerator, il programma di accelerazione dedicato alle startup che sviluppano soluzioni e servizi in ambito Fintech e Insurtech, parte della Rete Nazionale Acceleratori Cdp. Uno step importante per la crescita della società che ha permesso ad Alessio e Riccardo di trovare la chiave di volta per intervenire e risolvere le problematiche legate alla user experience. La soluzione è stata rivolgersi agli e-commerce. “Portando il nostro modello sull’e-commerce siamo in grado di generare impatto e a comunicarlo ad ogni transazione e ad ogni acquisto – afferma Mazzalupi – L’e-commerce dona una percentuale ad ogni ordine e consente all’acquirente,in fase di check-out, di scegliere se effettuare o meno una donazione. Perché al check-out? Perché il consumatore ha il portafoglio aperto e, quindi, è più propenso a donare una piccola somma di denaro. Questo significa che le aziende che collaborano con noi possono offrire ai loro clienti la possibilità di sostenere una causa sociale e/o ambientale. Una volta che il nostro potenziale partner sceglie quale causa si sposa meglio con la sua mission e quale Ente no profit sostenere, non gli resta che integrare la nostra soluzione. Per una società questa non è solo un’occasione per contribuire attivamente al sostegno di una onlus, ma anche un’opportunità per migliorare l’immagine del brand ed attrarre talenti. Noi ci occupiamo poi di fornire ai nostri partner delle Kpi su quelli che sono i risultati raggiunti dall’Ente no profit”.

Gli Enti del Terzo settore che hanno una partnership attiva con la startup sono più di trenta e sono divise in categorie: ambiente e animali, cooperazione internazionale, ricerca e salute, arte e cultura, solo per citarne alcune.  Tra questi enti benefici vi sono anche nomi importanti come Fondazione Umberto Veronesi, Sos Mediterranee, Marevivo. “Ora, anche grazie al follow-on investment ricevuto dall’acceleratore, tra gli obiettivi della nostra startup c’è riuscire a raggiungere un numero di venti-trenta store e-commerce partner entro fine anno e riuscire a comunicare in maniera efficace i risultati raggiunti dai nostri Enti No Profit partner. Inoltre, tra le società del Terzo settore che collaborano con noi ci sono alcune realtà internazionali. Tra i nostri sogni c’è anche il superamento dei confini nazionali entro un paio d’anni”.

Cents e il mondo assicurativo

Grazie al traguardo raggiunto con Fin+Tech la società è entrata in contatto anche con il mondo assicurativo italiano. “Stiamo dialogando con alcune compagnie ed è emerso un quesito fondamentale: ‘come può Cents ingaggiare maggiormente un assicurato?’ La risposta sta nell’innescare nel cliente una consapevolezza: assicurarsi può essere etico. Come? Ad esempio, integrando la nostra soluzione all’interno del processo di acquisto di una polizza. Ad oggi non abbiamo ancora partnership attive con le compagnie, ma avendo quest’ultime milioni di clienti e se consideriamo il fatto che chiunque possieda un’auto è obbligato a stipulare una polizza Rc Auto, ecco che con pochi centesimi potremmo davvero fare la differenza e l’impatto sociale sarebbe veramente importante”.

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Francesca Ghisi

Classe 1994, laureata in Giurisprudenza è esperta in Bancassurance e Diritto Comparato.