ucraina

Instabilità crescenti, disordini sociali, quadro economico precario, segnali di recrudescenza del fenomeno terroristico: questi i principali lasciti che l’anno che si sta concludendo lascia in dote al 2023. È questo il punto di partenza dell’analisi realizzata da EY e cristallizzata nella Global Threat Map 2023, uno strumento che intende fornire un’istantanea della sicurezza nel mondo, per quanto concerne il livello (basso, attenzione, elevato, alto, grave) e la tipologia di minaccia (terrorismo, criminalità e politica) preponderante per ogni Paese.

L’EY Global Threat Map 2023 è stata presentata ieri a Roma presso il Centro Studi Americani, nel corso dell’evento “Crisis Management: come tutelare le aziende dai rischi globali”, organizzato da EY.

“Il conflitto fra Russia ed Ucraina sta provocando effetti a livello globale, con significative e perduranti ripercussioni nelle relazioni statuali e nel tessuto socioeconomico dei singoli Paesi – ha commentato Umberto Saccone, EY Europe West Forensic Security Leader – Nel breve e medio periodo le contromisure attuate potrebbero non essere idonee ad arginare le crescenti tensioni sociali, che in Occidente si stanno esplicitando in una progressiva polarizzazione delle classi sociali e in un montante senso di sfiducia nei confronti delle istituzioni nazionali: ciò determina un rischio diffuso di proteste e un potenziale incremento della minaccia terroristica. Allo stesso tempo, in alcune regioni del continente africano, come il vicino Nord Africa ed il Sahel, la legittimità delle istituzioni politiche potrebbe essere ulteriormente minata da un quadro socioeconomico in fase di aggravamento e dalla crescente pressione esercitata dai gruppi armati non statali. La stessa dinamica è rilevabile anche nei contesti in cui sono presenti sodalizi criminali strutturati, come quelli riconducibili al narcotraffico in America Latina. D’altro canto, le differenti evoluzioni geopolitiche in corso nel 2022 evidenziano il potenziale riacutizzarsi non solo delle conflittualità nello spazio post-sovietico e nei Balcani occidentali, ma anche il protrarsi di altre questioni irrisolte di lungo periodo, quali le questioni israelo-palestinese e curda e le tensioni nel Kashmir, in Estremo Oriente, nel Corno d’Africa e nella regione dei Grandi Laghi. Alcuni di questi fenomeni sono peraltro associati alla sempre più accesa competizione per il controllo delle risorse naturali”.

In questo contesto, l’EY Global Threat Map 2023 è uno strumento che consente alle aziende di orientarsi tra gli archi di crisi regionali a livello globale nel breve e medio periodo e definire di conseguenza un modello di gestione dei rischi, che limiti i danni e fornisca al management gli strumenti di continuità utili a ripristinare le attività di business.

“Un attacco terroristico, un rapimento con finalità di riscatto, un conflitto armato interstatale o un danno ambientale rappresentano minacce concrete per gli asset, il personale e la reputazione di un’azienda – ha dichiarato Fabrizio Santaloja, EY Europe West Forensic Managing Partner – Pertanto, la prevenzione e gestione delle crisi non può prescindere, né dal punto di vista metodologico né dal punto di vista giuridico, dalla valutazione delle minacce connesse alle attività aziendali in un determinato Paese. L’EY Global Threat Map 2023 vuole essere uno strumento di supporto alle funzioni manageriali per la pianificazione e la gestione delle attività della propria azienda. L’obiettivo della mappa è supportare le aziende nella gestione delle crisi oggi, intercettando al contempo potenziali variazioni delle tendenze future: infatti, Paesi con alti di livelli di criticità possono rappresentare delle potenziali opportunità di business e, allo stesso modo, Paesi con un basso livello di minaccia possono nascondere pericolose insidie”.

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Redazione

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