convegno anra

L’evoluzione tecnologica che sta vivendo il sistema produttivo è stato il tema centrale della 22esima edizione del Convegno Annuale di Anra dal titolo “L’ecosistema digitale del rischio. Intelligenza Artificiale e Big Data” andato in scena a Milano nelle giornate del 24 e 25 ottobre. Le opportunità e i connessi rischi dei sistemi digitali sono stati discussi da risk manager, dirigenti di compagnie assicurative e da professionisti dei settori informatico, del mondo della ricerca, dell’etica e della giurisprudenza.

Fil rouge della manifestazione, la pervasività della dimensione digitale nel quotidiano, articolata in differenti macro temi attorno a cui ruotavano gli incontri: safety, healthcare e avatarizzazione, etica, normativa, supply chain. Argomenti che comportano la necessità di evoluzione del mondo del risk management in modo da fornire ai professionisti del presente e del futuro dell’insurance di acquisire competenze ad hoc per poter sfruttare la mole di dati in modo vantaggioso per le imprese del panorama assicurativo.

“Questo congresso è stato una doppia sfida – ha dichiarato il presidente di Anra Carlo Cosimi – una prima, di tipo logistico-organizzativo, ha riguardato l’impegno preso un anno fa di tornare in presenza dopo il Covid. L’abbiamo vinta: i numeri sono stati da record nella storia di Anra. Una seconda sfida, quella della complessità del tema cui abbiamo voluto dare massimo rilievo nel Convegno 2022: la rivoluzione digitale”.

Per Cosimi, la crescita della rete mondiale di comunicazione dati e la spinta dell’innovazione tecnologica in questi due primi decenni ha innescato molti processi: la progressiva ed esponenziale crescita della digitalizzazione delle aziende, la smaterializzazione degli archivi dei dati e delle informazioni, l’avvento di una dimensione social delle comunicazioni e delle relazioni. “Tutto ciò ha cambiato le abitudini di vita e gli stili di consumo, e ha consentito lo sviluppo di algoritmi e di applicazioni di intelligenza artificiale, significando per le società, le aziende, i singoli cittadini, nuove opportunità ma anche nuove minacce e rischi di cui tener conto. La capacità di analisi e di gestione dei dati richiederà una crescente diffusione di soluzioni di intelligenza artificiale che, di per sé, non è né buona né cattiva, ma dipende dall’uso che se ne fa”.

La digitalizzazione può presentare straordinarie opportunità, ma se mal concepita o utilizzata può determinare danni e disequilibri sociali. “Vi è dunque consapevolezza del fatto che l’intelligenza artificiale può, se utilizzata in modo improprio, generare notevoli rischi, riconducibili all’interazione dei sistemi di Intelligenza Artificiale con gli esseri umani e con altri sistemi di IA, nonché rischi sociali quando viene utilizzata per escludere o discriminare fasce sociali o minoranze, o per manipolazione dell’opinione pubblica fino ad arrivare all’utilizzo di scopi militari” ha concluso Cosimi.

Tema centrale del Convegno è stata quindi l’analisi dell’ecosistema del rischio digitale, una riflessione necessaria in una fase in cui l’innovazione dell’artificiale corre e si deve raffrontare con l’elemento umano, con la persona che è individuo, forza lavoro, società.

Il supporto della tecnologia alla gestione del rischio infatti, seppur sollevata dall’intervento del calcolatore, non è esonerata dalla funzione di responsabilità ed etica, ossia di interpretazione, cui è chiamata a rispondere: un esempio per tutti – riecheggiato nell’intervento di apertura da Salvatore Lampone, presidente del Comitato tecnico-scientifico di Anra – è quello di Stanislav Petrov, che il 26 settembre 1983 nel bunker Serpukhov 15, visualizzando sugli schermi cinque missili americani, decise di non avviare la prevista risposta al supposto attacco, interpretando il segnale come un errore: si era trattato, si comprese dopo, dell’abbaglio del sole riflesso dalle nuvole. È l’esempio concreto di come l’uomo abbia sempre una capacità di analisi e di interpretazione più ampia e complessa di quella delle macchine, che rappresentano però un potenziale utilissimo per il settore economico. Senza dimenticare che per garantire l’affidabilità degli hardware è necessario tener conto di due fattori fondamentali: i potenziali guasti e l’invecchiamento della macchina stessa.

In questo nuovo mondo di “futuro presente” bisogna capire chi è il risk manager oggi, come evolve la sua funzione, come si concilia con l’emergere di nuove famiglie di rischio. Il nuovo risk manager deve supportare le decisioni unendo tutto in un approccio olistico, tenendo fede al processo di risk management e, “nel momento della decisione, deve essere uomo, non computer”, ha sottolineato Salvatore Lampone.

Durante l’evento si è svolta anche la cerimonia di consegna dei diplomi a tutti i corsisti che, durante l’anno, hanno superato l’esame di certificazione di competenze Ferma Rimap dei professionisti della gestione del rischio, riconosciuta a livello europeo dalla Federazione Europea della Associazioni di Risk Management.

“Il mondo va molto veloce, cerchiamo sempre di anticipare le tendenze ma non ci riusciamo mai. Per noi di Anra è importante fornire una preparazione adeguata ai nostri associati e i numeri di questo Convegno testimoniano che ci stiamo riuscendo – ha aggiunto Carlo Cosimi nell’intervista a margine del discorso di apertura dell’evento -. Dichiarare la volontà della nostra Associazione di voler crescere ancora forse è presuntuoso, ma quello che possiamo fare è lavorare sulla qualità della nostra formazione e dei nostri eventi, cercando di individuare i fabbisogni di conoscenza e formativi della categoria dei risk manager. Abbiamo scelto un tema complesso e in qualche maniera ostico per l’industria assicurativa in generale perché stiamo parlando di innovazione tecnologica, di processi di digitalizzazione in corso in tutte le industries e di come il risk manager dovrà dotarsi in futuro di algoritmi di Intelligenza Artificiale e di come potrà utilizzare in maniera efficiente nel suo lavoro i big data che ha e avrà a disposizione”.

Seguici sui nostri canali social: Facebook Twitter 

Leggi tutte le nostre notizie cliccando QUI

Redazione

La Redazione di InsurZine è composta da collaboratori, influencer ed analisti, esperti del settore insurtech