Interoperabilità, il ponte tech realizzato dall’italiana Flowbe

La startup ha sviluppato una piattaforma dì interoperabilità denominata TENet che consente ad aziende, operatori e utenti di interagire in seno a processi specifici in modalità nativamente digitale e certificata. A raccontarlo a Insurzine è stato Gianluca Bortignon, business solution Manager e co founder di Flowbe.
Flowbe, cofounders

Rendere semplice, accessibile e scalabile l’interoperabilità tra sistemi informativi all’interno degli ecosistemi di business. Questo l’obiettivo di Flowbe startup italiana nata appena due anni fa. Una visione esplicitata dal motto societario bridging the distance (ridurre le distanze). Una sorta di ponte fra mondi di dati che parlano lingue diverse. Un google translate dei dati. L’idea parte da un contesto tecnologico in pieno fermento. Come spiega ad Insurzine Gianluca Bortignon, business solution Manager e co founder insieme ad altri tre soci di Flowbe. “Oggi – dice – viviamo in una epoca dove i processi che coinvolgono operatori di business sono spesso inefficienti a causa delle modalità di interazione dei dati tra sistemi informativi diversi.  Lo scambio dei dati è per lo più basato su un paradigma di fruibilità oramai superato”.  La digital transformation ha cambiato le carte in tavola. “Grazie ad essa – continua – ormai la quasi totalità delle aziende gestisce i propri dati internamente in modalità digitale. Nel momento in cui, però, un’azienda deve rendere disponibili tali informazioni ad un differente operatore in seno ad uno specifico processo viene attuato un salto dal mondo digitale e strutturato a quello tradizionale e destrutturato, per la mancanza di corretti paradigmi di interoperabilità”.

Per questa tipologia di processi si utilizzano infatti ancora molto spesso supporti tradizionali (documenti cartacei, pdf, email) i quali, sebbene possano sembrare semplici da gestire, in realtà comportano una serie di problemi. A illustrare quali ci pensa Bortignon: “Il set di informazioni scambiato su supporti di questo tipo necessita ogni volta di una validazione ed imputazione nei sistemi informativi propedeutica a riportare nel mondo digitale e strutturato i dati ricevuti, proprio perché risulta complesso gestire automaticamente dati scambiati su supporti cartacei o pdf. Lunghi tempi di processamento, costi, errori e contenziosi sono la naturale conseguenza”.

La piattaforma TENet

Per risolvere queste inefficienze e l’incapacità dei sistemi informativi di player differenti di parlare tra di loro, Flowbe ha sviluppato una piattaforma di interoperabilità denominata TENet (Trusted Exchange Network). “TENet – spiega Bortignon – intende cambiare il paradigma tradizionale della fruibilità dei dati, consentendo alle aziende/operatori e agli utenti di interagire tra loro in seno ad uno specifico processo in modo nativamente digitale e certificato”. La piattaforma, utilizzando le più recenti tecnologie di interoperabilità, come Dlt e Blockchain, supporta le aziende nell’implementazione di processi interaziendali basati su tre driver: semplicità, scalabilità e certificazione. “Grazie alla piattaforma – afferma Bortignon – non ci saranno più documenti da compilare e da scambiare per trasferire i dati da un’azienda ad un’altra e mesi di tempo all’oscuro dello stato di avanzamento del processo. Grazie a TENet questi potranno essere lavorati nel giro di pochissime ore, in modalità certificata e garantita per tutti gli operatori (compreso l’utente finale) con un enorme beneficio complessivo”.

Cercasi capitale

Flowbe è stata recentemente selezionata da Fin+Tech, il programma di accelerazione dedicato alle startup che sviluppano soluzioni e servizi in ambito fintech e insurtech, parte della Rete Nazionale Acceleratori Cdp. Un primo traguardo che consentirà alla società di andare a caccia di risorse per mettere a segno l’obiettivo principale: realizzare i primi processi di interoperabilità e portare i primi benefici tangibili agli utenti dei servizi coinvolti. “Chiaramente per fare questo abbiamo bisogno di risorse – commenta Bortignon – ed è per questo che in questo periodo siamo in fase di fundraising e prevediamo nei prossimi mesi un aumento di capitale, anche grazie all’ausilio di Fin+Tech, che ci permetta di far crescere la struttura e diversificare i nostri mercati”.

Interoperabilità, comparto assicurativo spettatore interessato

Essendo il tema dell’interoperabilità trasversale ad ogni settore, anche il settore assicurativo è spettatore interessato. Secondo Bortignon “questo comparto, negli anni, ha fatto grande uso di operatori di Bpo (Business Process Outsurcing) trasferendo di fatto all’esterno l’operatività a basso valore e inefficiente (ed il relativo costo). In questo ambito ci sarebbe tantissimo da fare perché TENet può efficientare quei processi rendendoli molto più economici e soprattutto monitorabili”. Secondo il co-founder di Flowbe “nel mondo assicurativo, sicuramente Ania, al pari del ruolo giocato da Abi Lab nel progetto PayBe annunciato in questi giorni in collaborazione con alcuni dei principali istituti bancari italiani, potrebbe svolgere un ruolo centrale”.

Gianluca Bortignon, business solution Manager e co founder di Flowbe
Gianluca Bortignon, business solution Manager e co founder di Flowbe

Il futuro oltre confine

Ad oggi la società è attiva solo in Italia, ma con il progetto PayBe mira a superare i confini nazionali. “Il bello di una tecnologia versatile come quella di Flowbe – dichiara Bortignon – è la semplicità con cui la si possa applicare anche in contesti fortemente differenti da quello italiano. Quello dell’interoperabilità è un tema che inevitabilmente impatterà gli operatori di business di tutto il mondo e coloro che prima coglieranno quest’opportunità avranno sicuramente un vantaggio competitivo non irrilevante”.

La chiacchierata si chiude con un commento sullo stato dell’arte dell’insurtech in Italia. Bortignon vede iniziative interessantissime in questo settore. Due, a suo dire, sono i filoni particolarmente attivi: il primo legato alla capacità di analisi dei dati finalizzata ad efficientare sistemi, migliorare la propositività e tendere verso modelli di offerta sempre più personalizzati sui comportamenti degli utenti; il secondo legato all’utilizzo di canali sinergici per aumentare la fruibilità degli strumenti assicurativi che stanno evolvendo velocemente per coprire esigenze sempre più puntuali. “L’elemento che vedo fondamentale, nell’insurtech ma non solo, è rappresentato dalla capacità dei grandi player del settore di sfruttare le opportunità di collaborazione con startup innovative come la nostra che possono portare grandi innovazioni in tempi brevi e a costi ridotti, con importanti ricadute positive in termini di business. Anche in questo caso – conclude Bortignon – i primi a cogliere i vantaggi di collaborazioni basate su modelli di open innovation avranno un vantaggio competitivo certo sul mercato”.

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