Cyber risk, Corvus Insurance

Gli attacchi informatici aumentano ma molte Pmi continuano a rimanere senza assicurazione. L’allarme arriva dal Regno Unito ma accomuna anche il nostro Paese dove secondo un’indagine di IIA e Crif condotta nel 2021 appena il 9% delle Pmi ha una copertura cyber e l’8% una copertura per le interruzioni di attività. Questo nonostante gli attacchi di cybersecurity abbiano determinato in Italia 7 miliardi di costi diretti e indiretti per le imprese.

Anche nel Regno Unito la situazione non è delle migliori. Stando ad una ricerca sulle assicurazioni per le Pmi condotta da GlobalData nel biennio 2021/22, la penetrazione dell’assicurazione informatica tra le imprese inglesi rimane bassa (solo il 56,2% delle medie imprese, il 40,0% delle piccole imprese e il 16,8% delle micro imprese aveva una polizza assicurativa informatica nel 2022). Eppure un terzo delle Pmi intervistate ha ammesso che il livello di rischio informatico che devono affrontare è aumentato dalla pandemia. Secondo Ben Carey-Evans, senior insurance analyst di GlobalData, l’aumento della consapevolezza è dovuto ai recenti attacchi informatici che hanno coinvolto grandi organizzazioni come Holiday Inn e la banca digitale Revolut. “Questi importanti attacchi – spiega – hanno portato ad una crescita della consapevolezza tra le Pmi che chiunque può essere preso di mira e che gli aggressori informatici possono causare interruzioni in una serie di modi diversi. È anche più probabile che le aziende più grandi dispongano di sistemi IT più robusti, quindi è molto verosimile che sia più facile attaccare una Pmi”. Per Carey-Evans “gli assicuratori devono quindi dimostrare che possono aiutare le aziende a fermare gli attacchi offrendo una copertura preventiva, comprensiva di sistemi di sicurezza e formazione del personale”.

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Redazione

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