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A luglio con la chiusura di un round da 400 milioni di dollari e la conseguente valutazione di 4,5 miliardi, wefox è diventata la prima insurtech del mondo. “È stato premiato il nostro modello di business indiretto che ci differenzia da molti nostri competitor che invece puntano a un sistema full digital che prevede la completa disintermediazione del rapporto compagnie cliente”. Ad affermarlo è Matteo Bevilacqua, Ceo di wefox Italy, in un’intervista concessa ad Insurzine in cui delinea strategia ed obiettivi della società, sbarcata ufficialmente nel nostro Paese nella primavera di quest’anno.

Il fondatore di wefox Julian Teicke ha dichiarato che l’approccio della società si basa sul binomio “prevedere e prevenire”. Con quali modalità attuerete questo approccio?

Occorre contestualizzare la citazione di Julian:l’approccio tradizionale del mondo assicurativo è infatti quello di intervenire a seguito di un sinistro, ovvero tenere indenne l’assicurato della perdita economica che ha subito a seguito di un danno. È quindi un approccio che potremmo definire “ex post”. wefox vuole invertire questo paradigma ed intervenire “ex ante”, ovvero riuscire a prevedere il probabile danno in modo da prevenire il suo verificarsi e quindi proteggere l’assicurato dal danno stesso, più che dalle sue conseguenze economiche.

È evidentemente un obiettivo molto ambizioso, che per essere raggiunto ha bisogno da un lato di grandi capacità tecnologiche e dall’altro di sofisticate competenze in tema di analisi dei dati. La tecnologia è indispensabile per poter raccogliere l’enorme quantità di dati necessaria a queste analisi. Questi dati devono essere raccolti in tempo reale, ma devono essere anche conservati e confrontati con le serie storiche e con archivi digitali. Immaginate ad esempio i dati relativi alle grandinate, divisi per periodi dell’anno, per regione, per orario, incrociati per la severità del danno provocato, per la temperatura di quel giorno e di quel momento. Non ci sono limiti alla granularità che si può ottenere. Il dato deve essere “pulito” e deve essere correttamente conservato affinché possa essere recuperato e analizzato. Costruire un’architettura tecnologica in grado di fare questo e di farlo per centinaia di tipologie di dati diversi è evidentemente possibile solo grazie a enormi investimenti in tecnologia. Ad oggi, circa il 30% dei talenti che lavorano in wefox si occupano dello sviluppo e della continua implementazione della nostra piattaforma.

Una volta che si hanno i dati, inizia il lavoro di analisi. E’ qui che entrano in gioco i nostri attuari e il team di ricerca che abbiamo in Francia. Grazie all’output del loro lavoro siamo in grado di prevedere con sempre maggiore accuratezza la probabilità del verificarsi di un rischio, ovvero la probabilità che si concretizzi un sinistro, il dove, il come, quali siano le cause scatenanti. Tutto questo ci permetterà di poter avvertire i nostri clienti per tempo e proteggerli da una sempre più crescente serie di eventi pericolosi e dannosi realizzando la nostra mission: proteggere le persone dal danno (e non solo dalle sue conseguenze economiche), in modo semplice e intuitivo per l’utente.

Grazie anche al capitale raccolto nell’ultimo round, wefox ha affermato che si impegnerà nello sviluppo di nuovi prodotti assicurativi. Quali?

La strategia di wefox è quella di entrare in ogni paese tramite operazioni di M&A finalizzate all’acquisizione di intermediari leader in un’area di business e quindi leader in una famiglia di prodotti assicurativi. Una rapida integrazione nel gruppo del nuovo arrivato permette di trasferire in tempi relativamente rapidi queste competenze a tutti gli altri paesi. È proprio grazie all’eccellente lavoro del team dedicato all’integrazione che in pochi mesi siamo in grado di utilizzare in ogni paese i prodotti sviluppati in anni negli altri paesi.

Un esempio concreto è il caso dell’Italia, dove le nostre competenze in tema di affinity legato al mondo dell’automotive sono state rapidamente esportate creando un team affinity europeo, che supporta i team nazionali con l’obiettivo di massimizzare l’esperienza italiana in tutta Europa. Diversi partner con i quali prima collaboravamo solo a livello italiano ci stanno chiedendo di espandere la collaborazione a livello europeo, dove non riescono a ottenere i risultati che ottengono con noi in Italia.

wefox, Matteo Bevilacqua Ceo wefox Italy
Matteo Bevilacqua Ceo wefox Italy

I prodotti più innovativi e legati alla tecnologia vengono sviluppati internamente grazie alle competenze assicurative del singolo paese e quelle tecnologiche di gruppo. Sempre per rimanere in Italia, abbiamo sviluppato prodotti legati all’utilizzo e alla sicurezza dei veicoli che ci permetteranno di rendere le coperture sempre più ritagliate sulle esigenze del singolo cliente. Il metodo tradizionale di quotazione di un veicolo, infatti, utilizza variabili come l’età del proprietario, la potenza del veicolo, la provincia di utilizzo, e così via. Oltre a queste informazioni noi possiamo utilizzare anche dati legati alla telematica imbarcata nel veicolo, e quindi ad esempio far pagare al cliente solamente i km effettivamente guidati, o legare la copertura alla quantità di energia elettrica caricata. Ma non ci fermiamo qui: grazie alle nostre capacità e agli accordi che abbiamo con diverse case auto possiamo sapere ogni veicolo che tipo di ADAS monta e quindi sviluppare tariffe ancora più specifiche legate alla sicurezza di ogni singolo veicolo. Tutto questo porta sia a una maggiore sicurezza per l’utente finale sia a un risparmio in termini di costo della polizza.

Uno degli obiettivi più volte dichiarati da Teicke è offrire in futuro un’unica polizza per coprire tutto e che si adatti al cambiamento degli stili di vita delle persone nel tempo. Come ci si arriva?

Per comprendere le esigenze assicurative di un cliente, oggi un intermediario non può far altro che presentargli lunghi e complessi questionari, spesso ripetitivi, che il cliente va a compilare svogliatamente e inevitabilmente in modo non sempre accurato. Si moltiplicano così le ripetizioni, le domande, i documenti, gli errori, le imprecisioni e soprattutto il tempo e quindi i costi necessari per sviluppare un lavoro di consulenza serio e accurato. Una volta recepite queste informazioni, utilizzando la sua esperienza maturata con altri clienti e le sue capacità tecniche, l’intermediario predispone un’offerta assicurativa il più competa possibile al cliente. Questa offerta è spesso composta da una serie innumerevole di polizze, composte a loro volta svariate garanzie che spesso si sovrappongono almeno parzialmente in diverse polizze. Il risultato è quello che tutti conosciamo: scarsa comprensione da parte dei clienti delle loro coperture, poca chiarezza, difficoltà nel gestire i sinistri e costi elevati.

La “one policy” di wefox è un obiettivo che ci siamo dati e sul quale abbiamo già fatto diversi passi concreti su alcune piattaforme in Italia, dove il cliente può costruirsi autonomamente, o con il supporto dei nostri consulenti, un progetto assicurativo composto dalle sole garanzie a cui è interessato e non da un insieme di polizze delle quali attiva solo alcune garanzie. Se, ad esempio, è interessato a coprire solo l’incendio del contenuto della sua abitazione, le sue responsabilità verso i terzi e l’assistenza stradale della sua autovettura, potrà attivare in modo semplice solamente queste tre garanzie integrando il suo progetto con ulteriori coperture quando lo vorrà. Tutte le informazioni necessarie per una copertura vengono riutilizzate dalla piattaforma per le altre, evitando ripetizioni e perdite di tempo per il cliente, che dovrà rispondere solamente a eventuali nuove domande non fatte in precedenza. Ovviamente, i nostri consulenti lo supporteranno e guideranno affinché abbia ben chiaro cosa ha coperto e cosa invece no.

Il passo successivo è stato quello di proporre al cliente il miglior progetto per le sue esigenze, partendo da una serie limitata di domande. Questo strumento è molto apprezzato dai nostri consulenti e presto sarà a disposizione della nostra rete di intermediari, che potranno quindi presentare un progetto completo e ritagliato sulle esigenze facendo un numero di domande sempre minore: la piattaforma, infatti, migliorerà sempre più la sua capacità di analisi grazie al motore di intelligenza artificiale.

L’evoluzione di questa attività porterà alla “one policy”, un insieme di eterogenee garanzie assicurative ognuna legata a uno specifico rischio e che possono essere attivate e disattivate al variare delle esigenze e degli stili di vita del cliente seguendo il naturale corso della sua vita. Sarà uno strumento irrinunciabile per tutti quegli intermediari che vorranno offrire un servizio di estrema personalizzazione, qualità e tempestività ai loro clienti.

La spinta tecnologica di wefox trova la sua espressione massima nell’hub di innovazione a Parigi. È possibile che in futuro anche Milano possa avere un centro di innovazione assicurativa sulla scia di quello parigino?

Assolutamente sì, questo è un processo già consolidato. Diverse risorse del team italiano collaborano con il nostro hub francese mettendo a disposizione di quest’ultimo le attività di ricerca e sviluppo fatte in questi anni. Le nostre ricerche sono particolarmente avanzate in tema dell’analisi dei tratti di personalità, efficacia nelle comunicazioni, declinazione del linguaggio, modelli reattivi, analisi dei dati e molto altro.

In Italia siete partiti con l’offerta auto che verrà distribuita tramite un canale phygital. Qual è stata la risposta degli intermediari?

Il mercato si è dimostrato molto reattivo al nostro progetto, abbiamo già incontrato molti intermediari e abbiamo chiuso diversi accordi. Puntiamo ad avere 200 collaborazioni attive per la fine del 2022 e 500 per la fine del 2023. È oramai chiaro al mercato che la strategia di wefox è quella di “abilitatore di sistema” per le compagnie assicurative e di strumento per aumentare il fatturato e i margini per gli intermediari, siano questi broker ed agenti.

Come già detto, il nostro modello di business è indiretto, crediamo profondamente nel ruolo fondamentale dell’intermediario per garantire il miglior servizio al cliente e non potrebbe essere diversamente essendo noi stessi degli intermediari. Questo è uno dei punti principali che ci differenzia da molti nostri competitor che invece puntano a un sistema full digital che prevede la completa disintermediazione del rapporto compagnia cliente. Questi modelli di business non sono stati premiati dal mercato e oggi fanno fatica a crescere, a differenza di wefox che a seguito dell’ultimo round e della conseguente valutazione di 4,5 miliardi è diventata la prima insurtech del mondo.

La nostra esperienza nel settore dell’intermediazione ci ha premesso di costruire una piattaforma che risponde a tutte le esigenze di un intermediario: abbiamo potuto costruire la piattaforma che avremmo sempre voluto dalle compagnie di assicurazione. Partiremo con un’offerta auto molto completa e competitiva, per poi allargarla a tutti i prodotti retail. L’obiettivo è che l’intermediario che collabora con noi possa trovare più offerte di varie compagnie per ogni prodotto e per ogni tipologia di rischio, potendo così gestire tutto il ciclo di vita di una polizza in modo semplice ed efficiente.

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Andrea Turco

È il Direttore Responsabile di Insurzine.