CeTIF Summit 2022

Il settore finanziario deve fare di più in tema di sostenibilità e digitale. Quanto fatto finora non basta. È questo l’appello che è venuto fuori durante il CeTIF Summit 2022. L’evento, che è andato in scena l’8 giugno presso l’Università Cattolica di Milano, ha visto la partecipazione di accademici ed esperti del settore bancario e assicurativo. L’appuntamento ha avuto come focus due tavole rotonde intitolate rispettivamente “Il mercato e la finanza”e “Le strategie e la vision”.

Il mercato e la finanza

A fare gli onori di casa è stata Antonella Occhino, presidente della Facoltà di Economia dell’Università Cattolica, che ha dato subito la parola a Federico Rajola, direttore del CeTIF (Centro di Ricerca su Tecnologie, Innovazione e Servizi Finanziari). Secondo Rajola, le imprese italiane devono accogliere positivamente il cambiamento legato alla transizione ecologica e digitale. “Non essere Esg compliant pone le imprese di fronte ad una serie di difficoltà e tra queste vi è anche l’accesso al credito. Non basta però la sola innovazione tecnologica, sono necessarie competenze, conoscenze e capitale umano e servono salti organizzativi”.

Successivamente Paolo Gerardini, vicepresidente credito e finanza e presidente piccola industria di Assolombarda, ha illustrato i dati del centro studi di Assolombarda che hanno analizzato la transizione energetica, ecologica e digitale operata dalle imprese negli ultimi anni. “Oggi un’impresa su due non riesce a mantenere attiva la produzione a causa della situazione geopolitica odierna – ha spiegato – Inoltre, un’impresa su quattro ha problemi relativamente alla mancanza di impianti adatti e il 17% delle imprese ha problemi di approvvigionamento nei magazzini. Necessariamente questo comporta un reshoring e nearshoring. Infatti, il 50% delle imprese associate stanno ristudiando i propri processi di catena di valore. Gli imprenditori di oggi altro non sono che i figli di Olivetti che già molti anni fa conduceva un’impresa sostenibile”.

Secondo Massimo Doria, capo del servizio strumenti e servizi di pagamento al dettaglio di Banca d’Italia, un aiuto per digitalizzare il Paese e per aiutare le aziende a diventare esg compliant può arrivare dall’attuazione del Pnrr. “La trasformazione digitale e la transazione ecologica porteranno un grande valore alla supply chain – ha detto Doria – L’innovazione tecnologica sta facendo saltare le regole pubbliche del sistema finanziario e occorre creare un ecosistema tech che consenta di legare insieme tutti i partecipanti. Occorre crescere ancora di più per quanto riguarda l’open banking, ma anche approfondire tematiche come DeFi e Dlt. La regolamentazione deve fare la sua parte, ma la standardizzazione delle regole per il digitale non è sufficiente”.

Le strategie e la vision

A ribadire l’importanza di “fare ecosistema” tra il settore finanziario e quello assicurativo è stato il direttore Rajola, che aprendo la seconda tavola rotonda della mattinata ha spiegato l’importanza per il CeTIF di collaborare insieme a banche e compagnie per aiutarle nel viaggio verso una completa digitalizzazione.

Paola Papanicolaou, group head of transformation di Intesa Sanpaolo, ha affrontato il tema della customer experience nel settore finanziario. Per Papanicolaou, oggi i consumatori si aspettano un servizio che sia semplice e immediato. Ma non sempre per i prodotti bancari e assicurativi questo è automatico. Il nuovo consumatore digitale ha delle esigenze e tra queste vi è la velocità nell’acquisto. Come sappiamo i servizi offerti dal settore finanziario non sono semplici e per noi questa è una vera sfida. Digitalizzare non riguarda solo i prodotti offerti agli utenti finali, ma tutta l’impresa. Come Gruppo, ad esempio, abbiamo introdotto un sistema tech che automatizza il 78% dei controlli che devono essere svolti quotidianamente dai colleghi. Questo migliora sia la qualità del lavoro sia l’efficienza del servizio”. 

Sul fronte digitalizzazione è intervenuta anche Francesca Sesia, coo di BlackRock Italia, che ha illustrato come nell’ambito della trasformazione digitale due sono gli elementi che devono essere rappresentati come opportunità: la semplificazione della finanza e l’efficienza della stessa e della tecnologia.

A concordare con Sesia e Papanicolaou è stato Ennio Sonnino, coo di Bper Banca, che ha spiegato come Bper sta seguendo tre linee guida per assistere le imprese nella trasformazione digitale. “Per assistere i nostri clienti nella digitalizzazione è fondamentale mantenere: relazione umana, strumenti efficienti e veloci. Questo è possibile grazie a IoT e AI. Oggi occorre creare valore per gli utenti finali attraverso la trasformazione digitale questo perchè può portare la mia azienda ad essere preferita rispetto ad altre e poi per introdurre dei servizi premium”.

Anche Illimity è impegnata nell’aiutare le pmi clienti ad affrontare la transazione ecologica. Con una value proposition riassumibile nel claim “fare utile aiutando a fare utile”. “Anche noi come banca abbiamo in ottica esg delle linee guida da seguire – ha affermato Francesco Mele, cfo & head of central functions di Illimity – Aiutare i nostri clienti, che sono per lo più pmi, ad affrontare la transazione ecologica è fondamentale”.

Fabio Carniol, General manager di Helvetia Italia ed Helvetia Vita, ha preso spunto dai dati di una ricerca dell’Italian Insurtech Association sul consumatore digitale per affermare che le esigenze del consumatore sono cambiate. “Il cliente è molto preoccupato per la sostenibilità del pianeta e la nostra value proposition è la consulenza che forniamo ai nostri potenziali clienti che vogliono investire in Esg. Il mercato assicurativo sta cambiando, oramai la digitalizzazione è fondamentale ed è importante aiutare le aziende italiane a ragionare in un’ottica di risk management”.

Anche Bruno Scaroni, group chief transformation officer di Assicurazioni Generali, pone l’accento sull’importanza della digitalizzazione come strumento per dialogare meglio con gli utenti finali. “Grazie a 5G, IoT e AI possiamo innovare davvero, soprattutto ora che nell’era post pandemia l’assicurazione è diventata centrale per le persone”.

Per Oscar di Montigny, chief innovability & value strategy officer di Banca Mediolanum, la trasformazione digitale farà sì che il sistema finanziario come lo conosciamo noi oggi non esisterà più. “Noi dobbiamo diventare dei garanti dell’ Esg e per questo il nostro impegno deve essere totale. Oggi per poter parlare di finanza sostenibile e di finanza etica bisogna prima lavorare sugli individui che lavorano all’interno delle aziende”.

A chiudere i lavori è stato Alberto Vacca, head of life and health di Allianz Italia. Secondo Vacca i business model aziendali odierni non sono ancora incentrati sulle tematiche Esg, ma mirano ad essere Esg compliant. “L’accelerazione che è avvenuta nel 2020 e 2021 ha cambiato in meglio gli obiettivi aziendali e spero che questa ondata non si fermi. Come compagnia vogliamo la net zero economy e stiamo lavorando seguendo tre linee direttrici: rivedere il rischio wellness, offrire nuovi prodotti sostenibili e aggiungere ai vecchi prodotti criteri Esg”.

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Francesca Ghisi

Classe 1994, laureata in Giurisprudenza è esperta in Bancassurance e Diritto Comparato.