Simone Innocenti, Axa Italia

Tra le prime aziende ad aver introdotto nel mercato assicurativo italiano nel 2016 un modello distintivo di smart working, Axa Italia ha annunciato l’avvio di un percorso di co-design sui nuovi modi di lavorare coinvolgendo tutti i 1700 collaboratori del Gruppo. Dal modello attuale, in cui i collaboratori di del Gruppo possono scegliere liberamente di lavorare da casa fino a tre giorni a settimana, verrà introdotto nell’ambiente di lavoro il co-design “una nuova modalità sempre più agile che supererà il concetto di tempo e luogo di lavoro, riscrivendo non solo la flessibilità ma anche il modo di lavorare in azienda”. La compagnia ha affermato in una nota che si è appena conclusa la prima fase di engagement dei collaboratori con un primo questionario per identificare in ottica di self assesment il proprio “essere smart” nei modi di lavorare.

Axa Italia, inoltre, ha annunciato che “sta per entrare nel vivo la fase di co-design che vedrà protagonisti i collaboratori in workshop e survey tematiche per comprendere gli specifici bisogni delle persone, dei manager e dei team e per identificare alcune tematiche da prendere in considerazione nelle prime linee guida sul new way of working”. Dopo l’estate, invece, prenderà il via la fase di change e messa a terra, con la costruzione dei team agreements, ovvero le regole del gioco che definirà ciascun team sulla base delle esigenze dei propri clienti, dei colleghi e delle singole persone.

“In questi ultimi anni abbiamo vissuto 2 rivoluzioni nel nostro modo di lavorare – ha commentato Simone Innocenti, direttore hr, organization & change management di Axa Italia – Una prima rivoluzione scelta da noi 6 anni fa inventando un modello distintivo di smart working e un’altra imposta con l’arrivo della pandemia. Entrambe ci hanno permesso di rendere concreta la nostra cultura della fiducia e della responsabilizzazione delle persone, superando il concetto di un unico spazio lavorativo, e di dimostrare di saper raggiungere grandi risultati anche lavorando in luoghi diversi. Ora lavoriamo tutti insieme alla terza rivoluzione, per creare un’esperienza unica per ciascuno di noi, costruita in funzione di obiettivi ma anche di come si è come persone. Un modello che nasce per accogliere la diversità e supportare l’inclusione di tutte le persone”.

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Redazione

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