ICG, Mobility Suite

Rivoluzionare l’intero ciclo della gestione assicurativa del cliente grazie a una struttura di servizi “unica, accessibile, scalabile e on demand” in modo semplice e sicuro. Questa è la missione di ICG (Insurance Consulting Group), società che mira a trasformare, insieme alle varie insurtech, l’industria assicurativa. A raccontare ad InsurZine la realtà tech italiana è stata Natalia Antongiovanni, portavoce e Business Development Officer di ICG.

Natalia Antongiovanni, portavoce e Business Development Officer di ICG

Il supporto di ICG al mondo dell’innovazione assicurativa, è possibile innovare per chi è sul mercato da oltre 25 anni e si occupa di gestionali?

Il settore assicurativo si sta dimostrando capace di una forte accelerazione nella digitalizzazione dei servizi: le compagnie e i grandi broker cercano semplificazione, produttività e speed to market. Noi cerchiamo di mantenere insieme due anime: un’esperienza lunga quasi 3 decadi e un entusiasmo da startup tecnologica. Sempre più clienti si trovano ad operare in veri e propri ecosistemi, per cui è fondamentale seguire logiche tipiche dell’open insurance.

Forse la maggior innovazione degli ultimi anni, per le nostre piattaforme di gestione e governo dell’intero ciclo assicurativo rami danni, è proprio il catalogo di Servizi SaaS ICG, fruibili singolarmente per specifici obiettivi di ottimizzazione o sperimentazione. Questo consente livelli di flessibilità e scalabilità ancora molto rari per le applicazioni core dedicate alla gestione assicurativa.

Il mercato quindi si sta realmente aprendo e ibridando?

Tra i progetti più recenti, ICG ha aperto il suo motore di specialty underwriting integrandolo con le facility di un carrier globale e ha customizzato ICG Mobility Suite a vantaggio di operatori leader nell’assicurazione della mobilità in ambito flotte e rischi individuali. Va da sé che parliamo di un ambito in cui l’assicurazione diventa il fulcro di un ecosistema ibrido di servizi, tra cui quello assicurativo, dove il dialogo con i diversi attori deve essere fluido, online e garantito da API e microservizi.

Le più recenti release di Policy e Claims aumentano il focus ICG verso la bancassurance e semplificano i progetti di integrazione di software legacy nei sistemi di servizi target. Sotto questo aspetto stiamo anche concludendo diverse partnership per garantire ai nostri clienti un totale integrazione nativa verso altri loro fornitori, come Mia Platform e Paydo. Siamo convinti che il nostro obiettivo finale sia rendere l’assicurazione comprensibile, immediata e fruibile attraverso la tecnologia ed è uno dei motivi per cui puntiamo molto sulla cultura insurtech e l’introduzione di tecnologie avanzate facili da usare, favorendo e supportando l’ingresso nel mercato di startup ad alto contenuto innovativo.

Questo significa dare spazio anche alle applicazioni di intelligenza artificiale?

Tutti i nostri sistemi ormai da qualche anno sono costellati di concrete applicazioni dell’intelligenza artificiale a partire dai motori di workflow e automazione che animano tutte le soluzioni ICG on demand. Che si tratti di strutturare il processo di liquidazione di sinistri property integrandolo con dispositivi IoT, oracoli e interazioni con l’assicurato, o di ottimizzare la sottoscrizione di rischi business, modulando l’offerta sul profilo del cliente e le relative evoluzioni. All’intelligenza artificiale abbiamo delegato tutte quelle attività, spesso altamente ripetitive, a basso valore aggiunto.

Collaborate con molte realtà estere?

Piacciamo in particolare ai tedeschi e alle loro insurtech! Quando si tratta di scegliere una nuova vettura tutti noi cerchiamo qualità, affidabilità, tecnologia, garanzie ed un prezzo adeguato alle nostre tasche. Scegliere il partner informatico a cui affidare l’intero ciclo del proprio business assicurativo non è molto diverso, soprattutto se sei abituato a standard di qualità elevati e a continui audit.

A proposito di insurtech, il vostro legame con IIA è piuttosto “sui generis” o sbaglio?

Abbiamo creduto fortemente nell’associazione fin dalla sua fondazione: noi portiamo la “saggezza di lunga data” di un provider verticale con un grande knowhow assicurativo, confrontandoci con le esigenze delle compagnie da un lato e con le idee e le energie delle diverse start up dall’altro. Concordo in particolare con Stefano Bison di Generali quando sottolinea l’importanza di creare cultura all’innovazione.

Nel consiglio direttivo, poi, indosso un “cappello” ancora diverso, quello di portavoce dei temi di diversità ed inclusione, sostenibilità e centralità dei bisogni degli assicurati. Ho trovato in questo grandi alleate in particolare in Federica Dominoni (Unipolsai) e Pamela Negosanti (Expert.ai): stiamo lavorando gomito a gomito per veicolare proposte pratiche in tema di gender gap e linguaggio inclusivo, precorrendo, ci auguriamo, la Certificazione sulle Parità di genere nelle organizzazioni.

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Redazione

La Redazione di InsurZine è composta da collaboratori, influencer ed analisti, esperti del settore insurtech