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La digitalizzazione si sta diffondendo in tutti i mercati. Le compagnie di assicurazione, in particolare, si stanno concentrando sulla modernizzazione dei loro sistemi per aumentare la competitività e fornire servizi nuovi e innovativi. Le parole d’ordine in questo settore sono cloud ibrido e sviluppo di applicazioni cloud-native.

Ormai, i clienti si aspettano servizi digitali veloci e di qualità in tutti gli ambiti della loro vita e sono più disposti che mai a considerare quelli di un concorrente se ciò significa che le loro esigenze verranno soddisfatte meglio e più rapidamente.

In molti casi, l’infrastruttura IT esistente non è sufficientemente flessibile per soddisfare in modo ottimale le esigenze dinamiche dei clienti. Per esempio, la maggior parte degli ambienti IT si compone di sistemi eterogenei sviluppati specificamente per determinati prodotti assicurativi. La presenza di diversi sistemi legacy, così come l’esistenza di processi solo parzialmente automatizzati, costituisce un ostacolo all’implementazione di strategie e innovazioni digitali. Le aziende del settore assicurativo devono quindi modernizzare i loro sistemi principali per soddisfare le crescenti richieste dei loro clienti. Allo stesso tempo, possono aumentare flessibilità e produttività, accelerare lo sviluppo e migliorare l’efficienza dei costi, oltre a ottimizzare l’esperienza e reagire più velocemente alle variazioni del mercato. La modernizzazione dei sistemi offre la possibilità di proporre servizi online innovativi tra cui ispezioni virtuali, rapporti digitali sui danni o una valutazione dei danni basata sull’intelligenza artificiale (AI), fino alla liquidazione proattiva e automatizzata dei sinistri. 

Ma cosa bisogna considerare quando si modernizzano i sistemi principali di una compagnia assicurativa? La modernizzazione è sempre un processo graduale, con migrazioni e miglioramenti mirati. In particolare, ci sono tre aree da considerare: l’infrastruttura di destinazione, il panorama applicativo esistente e la scelta del percorso di migrazione, e la strategia di sviluppo futuro.

Cloud ibrido come infrastruttura di destinazione

Oggi, le strategie di modernizzazione si concentrano sull’uso di tecnologie cloud innovative e flessibili e su architetture container-based che permettono alle aziende del settore di integrare i loro sistemi principali in un ambiente ibrido unificato che rappresenta una base coerente per la progettazione e la distribuzione delle applicazioni – in loco nel proprio data center, in un cloud privato o pubblico, a seconda delle necessità. È possibile operare sia con applicazioni esistenti che cloud-native. Le compagnie di assicurazione possono utilizzare oggi i componenti di cui hanno bisogno ed espanderli successivamente quando le loro esigenze aumenteranno. Ciò significa che con un modello di cloud ibrido  beneficiano dell’elevata scalabilità e flessibilità di un cloud pubblico e, al tempo stesso, hanno le garanzie normative e di conformità di un cloud privato.

Tre percorsi di migrazione

Le applicazioni assicurative di base sviluppate su hardware proprietario devono essere modificate per poter operare su infrastrutture basate su cloud e container. Tale trasformazione è necessaria per semplificare lo sviluppo, il deployment e la portabilità verso infrastrutture moderne. In linea di principio, ci sono tre modi per farlo: lift-and-shift, replatforming e riscrittura.

Con il metodo lift-and-shift, le applicazioni esistenti con le loro dipendenze vengono impacchettate in un container – senza ulteriore modernizzazione. Questo permette loro di essere utilizzate in qualsiasi ambiente di cloud ibrido. L’architettura applicativa rimane sostanzialmente invariata, ma può essere modernizzata in seguito.

Con il replatforming, livelli API vengono usati per la comunicazione. Aggiungendo nuovi livelli, la funzionalità dell’applicazione esistente è resa accessibile a nuove applicazioni, permettendo inoltre la connessione a sistemi di terzi o l’integrazione di FinTech assicurative. Anche in questo caso, non cambia l’architettura dell’applicazione esistente.

Infine, la riscrittura, che comporta una modifica fondamentale del codice del programma di un’applicazione sulla base di una nuova architettura a microservizi e abilita una scalabilità flessibile. Riscrivere un’applicazione non equivale a svilupparne una nuova da zero, ma comporta la creazione di nuove funzioni per sostituire e smantellare le applicazioni esistenti. Come parte di una strategia di modernizzazione completa, la riscrittura può seguire gli approcci lift-and-shift e replatforming.

La scelta della strategia di modernizzazione e di migrazione dipende da diversi fattori, tra cui la selezione delle applicazioni, i requisiti aziendali o il contesto. Ogni compagnia di assicurazione deve quindi prendere una decisione individuale, tenendo conto del fatto che le tre varianti hanno talvolta differenze considerevoli in termini di durata della migrazione e costi.

Una strategia di sviluppo cloud-native

Con questo approccio, le aziende possono aumentare velocità, flessibilità e qualità dello sviluppo e della distribuzione delle applicazioni. Gli approcci cloud-native sono basati su flussi di lavoro iterativi, collaborazione, automazione e microservizi. Le pipeline di Continuous Integration (CI) e Continuous Deployment (CD) assicurano un’erogazione del software lineare e completamente automatizzata. Anche le architetture di microservizi con applicazioni modulari e liberamente accoppiate sono particolarmente vantaggiose. Rispetto alle applicazioni monolitiche, sono più facili da creare, testare, distribuire, aggiornare e cambiare. Una delle componenti cloud-native sono le metodologie DevOps che integrano la cultura, l’automazione e la progettazione della piattaforma per aumentare la reattività di un’organizzazione attraverso la consegna di servizi rapidi e di alta qualità.

Una strategia di sviluppo cloud-native offre quindi numerosi vantaggi, che le compagnie di assicurazione non mancano di apprezzare. Un esempio è quello di AXA Svizzera che ha trasformato lo sviluppo di applicazioni con Red Hat OpenShift[1], concentrandosi sulla messa a punto di soluzioni innovative che hanno garantito maggiori resilienza e stabilità. Attività di routine come il deployment, l’integrazione o i test sono effettuati tramite Red Hat OpenShift, indipendentemente dall’infrastruttura sottostante. AXA Svizzera è così in grado di reagire in modo più rapido e flessibile alle mutevoli esigenze dei clienti. Secondo uno studio Forrester, il 95% degli intervistati afferma che gli sviluppi cloud-native offrono vantaggi significativi[2]. Tra questi, l’incremento della produttività, il miglioramento della qualità delle applicazioni e dell’affidabilità del sistema, oltre all’aumento della soddisfazione del cliente.

Più che mai, le compagnie di assicurazione si trovano di fronte alla necessità di sviluppare più velocemente nuovi servizi innovativi e di renderli disponibili in modo flessibile, scalabile e orientato al cliente – in conformità con le normative locali. Questo è possibile grazie a tecnologie cloud ibride per un provisioning flessibile che assicura maggiore trasparenza dei costi, strategie di migrazione differenziate a seconda dell’applicazione sorgente e sviluppo di applicazioni cloud-native, che offre funzionalità e agilità aggiuntive e supporta un time-to-market più rapido.


[1] https://www.redhat.com/de/global/dach/axa-schweiz-open-source-story

[2] Forrester: “The Critical Value Of Cloud-Native Development For Insurance Firms”, agosto 2020, vedi: https://www.redhat.com/rhdc/managed-files/cl-forrester-cloud-native-development-for-insurance-analyst-material-f25282-202009.pdf

Nikolai Stankau, Director Business Development, EMEA FSI & Global Accounts di Red Hat

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