conflitto

I negoziati volti a porre fine al conflitto russo-ucraino non decollano e la tensione sia sul campo che nelle relazioni globali resta alta. In questo contesto anche il mondo assicurativo sta reagendo agli effetti della guerra. Di questo si è discusso nell’evento organizzato da Gbsapri con il patrocinio di Acb – Associazione Categoria Brokers e intitolato “Rischio guerra”.

Ad introdurre i lavori è stato Ennio Profeta, consulente e risk manager di Gbsapri, che ha ricordato come lo scoppio della guerra russa-ucraina abbia sottoposto chiunque a ripensare al proprio futuro. “Gli operatori del settore assicurativo non erano preparati a questo evento – ha detto Profeta – Le conseguenze di questa guerra non si ridurranno solo alla morte di soldati e civili o ai danni causati dal rincaro delle materie prime. Infatti anche le aspre sanzioni adottate da Unione Europea, Stati Uniti e Canada causeranno danni importanti e i risk manager assicurativi in questo scenario saranno protagonisti”.

La guerra che è in corso non è strutturata come i conflitti mondiali del ventesimo secolo. “Io vedo ancora molte polizze con clausole di rischi guerra definiti sulla base delle strategie belliche della Prima e della Seconda guerra mondiale – ha affermato Luigi Viganotti, presidente di Acb – Purtroppo il mondo assicurativo non sempre corre alla stessa velocità dell’innovazione e tutti abbiamo compreso che questa guerra ha elementi molto diversi dal concetto di conflitto armato che tutti conosciamo. Basta pensare agli attacchi cyber che si sono verificati in Ucraina e in Russia negli scorsi mesi. Noi brokers stiamo lavorando per trovare delle soluzioni diverse e per avere un mercato ricettivo che affronti la modernità”.

La figura del risk manager in questo contesto

A concordare con quanto affermato dai colleghi è stato Carlo Cosimi, presidente di Anra, che nel suo intervento ha ribadito come la figura del risk manager in questo quadro di belligeranza sia fondamentale per le imprese. “Parlare di rischio guerra con un conflitto in corso è attuale e ci permette di discutere di come questo impatti sulla figura e sul lavoro dei risk manager – ha commentato Cosimi – La complessità dei nostri tempi genera dei rischi sistemici che stanno prevalendo sui rischi governabili. Dopo due anni stiamo uscendo da un rischio pandemico, rischio che nessuno di noi aveva mai incontrato in Europa. A questo si aggiunge un conflitto bellico in territorio europeo e anche questo è un rischio sistemico. Il problema è che il conflitto tra Russia e Ucraina è una guerra che non si combatte più sul campo, ma su tre dimensioni diverse, ovvero: sul campo, sul fronte della comunicazione e della propaganda politica e sul mondo cyber. Qui la figura del risk manager per le nostre filiere è centrale”.

Oggi i risk manager si stanno trovando ad aiutare gli imprenditori nella gestione di questi rischi complessi e, soprattutto, mutabili. “Se in precedenza un risk manager assisteva un imprenditore nella possibile gestione di un rischio trasporto a seguito dello scoppio di una guerra o offriva delle coperture specifiche per la gestione di stabilimenti siti all’estero in aree di guerra o limitrofe, in questo contesto la gestione dei rischi guerra è molto diversa. Infatti, ai rischi tipici dei conflitti armati dobbiamo aggiungere quelli conseguenti al quadro sanzionatorio adottato contro la Federazione Russa. Questo può compromettere l’attività imprenditoriale dei clienti. I Risk manager – ha proseguito Cosimi – hanno compreso la necessità di ripensare alle coperture guerra interrogandosi in un’ottica tipica di risk management per offrire un supporto efficace alle nostre filiere per provare a prevenire possibili perdite”. 

Le misure sanzionatorie contro la Russia

A fornire un quadro dettagliato delle misure sanzionatorie contro la Federazione Russa è stato Enrico Ferorelli (avvocato dello studio legale Thmr). “In data 7 marzo 2022, Ivass ha diffuso un comunicato dove ribadiva l’obbligo per gli intermediari assicurativi di mantenere il pieno rispetto delle misure restrittive decise dall’Unione Europea contro la Russia – ha affermato Ferorelli – Tra queste sanzioni troviamo le misure di congelamento previste dall’art. 2 del Regolamento UE numero 26 del 2014. Queste impattano sui player del mercato assicurativo”. Ferorelli ha illustrato alcuni dei possibili aspetti utili a chi opera nel mondo insurance per evitare di incorrere in violazioni degli obblighi europei. “Il costante monitoraggio delle liquidazioni può aiutare un operatore del settore. Occorre sempre accertarsi che la richiesta di risarcimento non arrivi da uno dei territori della Federazione Russa e che vi sia un costante monitoraggio delle misure di congelamento in atto”.

Il segmento marine nel contesto attuale

A raccontare delle ripercussioni che il segmento marine sta subendo nel contesto attuale sono stati Marco Poliseno (broker marine di Poliass) e Jean Luc Anselmi (senior underwriter di Garex). “Il ruolo del broker è sempre più consulenziale – ha dichiarato Poliseno – Consigliare e guidare il cliente nel cercare di identificare quali sono i suoi rischi e trasferirli al settore assicurativo in questo scenario di guerra è complesso, ma è fondamentale. In questo scenario, infatti, i costi delle estensioni del segmento marine fanno aumentare i rischi e conseguentemente i premi. Oggi più che mai dobbiamo fornire coperture ai nostri assicurati che siano efficienti, ma il panorama è mutevole”.

Garex è un gruppo assicurativo specializzato nella sottoscrizione di rischi guerra e Anselmi nel suo intervento ha ribadito la complessità della gestione delle coperture in questo contesto sanzionatorio. “Il conflitto russo-ucraino sta facendo emergere dei rischi relativi al trasporto marittimo e al trasporto via terra – ha raccontato Anselmi – In questo contesto l’assicuratore non solo deve controllare le sanzioni, ma anche tutte le possibili esposizioni al rischio che un cliente può avere nel passaggio in zone di guerra o che sia limitrofo a queste aree. Abbiamo visto tutti con quanta velocità la Russia ha invaso l’Ucraina. Ecco la nostra missione è coprire questa tipologia di rischio.”

Il segmento Aviation

Dopo l’11 settembre 2001 il mondo è cambiato e con lui anche il segmento assicurativo che si occupa del rischio guerra nei cieli aperti. “Nell’ambito dell’aviazione relativamente al rischio guerra abbiamo molti sinistri – ha dichiarato Dario Mulas Debois, broker aviation – Se pensiamo solo all’ultimo ventennio e all’episodio delle Torri Gemelle comprendiamo tutti come il segmento aviation sia diventato un vero protagonista nel panorama insurance. Unione Europea, Stati Uniti e Canada a seguito dell’inizio delle attività belliche del 24 febbraio scorso hanno emesso sanzioni stringenti contro la Russia anche nel settore aviazione. Per questa ragione i premi assicurativi dell’aviation sono in esponenziale aumento. Questa è una reazione estrema del mercato poiché potrebbe trovarsi a dover risarcire eventi che possiamo definire disastrosi”.

“Nel settore insurance – ha continuato Mulas – è in corso una revisione molto attenta delle polizza aviazione. Occorre precisare che da questa revisione sono escluse le polizze vigenti nei territori in cui è in corso il conflitto armato quindi Russia, Bielorussia e Ucraina. Questa esclusione però è suggerita anche verso gli Stati che sono limitrofi alla zona di guerra, ovvero Moldavia, Georgia e Finlandia. Nonostante ciò molti players non ancora nel segmento aviation stanno mostrando interesse a questa fetta di mercato e stanno cercando di entrare”.

Lo spazio tra i nuovi scenari del conflitto russo-ucraino

Il settore spaziale è legato al mondo aeronautico e, di conseguenza, il mondo assicurativo sta iniziando a mostrare dell’interesse verso questo nuovo segmento. “Collegandomi a quanto detto da Viganotti e Cosimi sul fronte delle nuove guerre parlare di cyber e space war è quanto mai attuale – ha dichiarato Marco Ramadoro, consulente aviation, aerospace e cyber – Il settore spaziale non è coinvolto in maniera diretta nel settore assicurativo, ma  in questo momento storico lo è attraverso le sanzioni che stanno toccando la Federazione Russa. A livello indiretto, infatti, questo segmento dell’industria subirà delle ripercussioni. Al contrario di altri Stati, la Russia ha sempre assicurato i lanci spaziali governativi e questo denota l’alto interesse della Federazione verso il mondo aerospaziale”.

A livello nazionale le nostre filiere del settore stanno soffrendo a causa delle sanzioni. “Le imprese aerospaziali italiane – ha raccontato Ramadoro – si forniscono da aziende aerospaziali ucraine, russe e bielorusse. Con gli eventi bellici in corso le nostre aziende del settore non possono rifornirsi di materie prime. Come consulente il mio compito è quello di cercare delle soluzioni e in un settore così complesso e innovativo non è semplice. Inoltre, in questa situazione di belligeranza i russi non hanno bombardato nessuna azienda aerospaziale sita in Ucraina. Questo conferma ancora una volta l’interesse di Putin verso questo settore”. 

Il rischio guerra e il rischio cyber

Concordando con Ramadoro, Simon Morosetti (broker cyber di Gbsapri) ha affermato che in questo contesto non si può non parlare di connettività e di cyber war. “In generale una guerra impatta nel mondo assicurativo a 360° – ha detto Morosetti – Con questa guerra l’attenzione verso le polizze cyber ha visto una crescita esponenziale. L’invasione russa in Ucraina ha evidenziano nuove tecniche belliche. Uno degli elementi di novità sta nell’uso massiccio della rete informatica dando spazio alla cosiddetta cyber war. Una prima fase di guerra messa in atto dalla Federazione Russa è stata composta proprio da una serie di attacchi cibernetichi ai database del governo ucraino. Ad ogni modo la guerra anche se viene condotta tramite il cyber spazio rientra nei fundamental risks assicurativi che impattano nella società in tutta la sua generalità. Il cyber nel settore insurance è comunque un mercato giovane. Per questa ragione le compagnie assicurative stanno incontrando delle difficoltà soprattutto nei rischi guerra”.

A concludere i lavori è stato Viganotti che ha raccolto alcune considerazioni in base quanto è emerso nel corso della tavola rotonda. “Parlare di rischio guerra e comprendere a fondo la definizione dello stesso è veramente complesso – ha affermato – Oggi la figura del broker e del risk manager sono veramente essenziali per le nostre imprese. Gli addetti ai lavori del settore assicurativo, infatti, devono comprendere e conoscere i rischi guerra per essere sempre più dei consulenti per i loro clienti.”

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Redazione

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