marketplace assicurativi

I ricavi a livello globale dei marketplace assicurativi (siti di comparazione o aggretatori) hanno toccato quota 6,74 miliardi di dollari nel 2021. A dirlo è un report realizzato da Insuramore. La ricerca ha indentificato 339 marketplace incentrati interamente o in parte sull’attività assicurativa con oltre 250 società che ne possiedono più di uno. Dallo studio è emerso che la quasi totalità dei ricavi (il 97,6%) è stato realizzato da sole 100 aziende delle 250 rilevate. Il leader di questo gruppo è la Bhl Holdings, società che ha in portafoglio ComparetheMarket.com e altri marchi.

La maggior parte dei marketplace ha sede negli Stati Uniti, anche se secondo il report “ciò è dovuto più dalle dimensioni del settore assicurativo statunitense che dalla quota di distribuzione o dall’influenza di questo modello negli Usa, che è in ritardo rispetto a molti altri paesi”. Gli altri paesi dove forte è la presenza di marketplace assicurativi sono Francia, Regno Unito, Germania e India. Complessivamente, questi cinque paesi ospitano 126 marketplace.

Poco più del 70% del totale globale de 339 markteplace rilevati dall’indagine è dedicato esclusivamente a fornire confronti per prodotti assicurativi mentre il resto si divide tra alcuni che aggregano anche altri prodotti finanziari (es. depositi, prestiti) e altri che fungono da marketplace anche per servizi non finanziari (es. energia, telecomunicazioni).

I marketplace assicurativi sono diventati una caratteristica consolidata e in crescita dei sistemi di distribuzione assicurativa da quando i primi pionieri in questo campo si sono sviluppati nei primi anni del 21° secolo. Tuttavia, avverte il report, la crescita futura non è certa.

Marketplace assicurativi, un futuro incerto

Un elemento di questa incertezza riguarda la natura delle società che posseggono i marketplace assicurativi. Ad oggi ad avere in portafoglio questa tipologia di attività sono private equity, compagnie assicurative (es. Covéa, Legal & General), broker (es. Aprile, Assiteca), media (es. Bauer Media, DPG Media), società di e-commerce (ad es. Alibaba, Rakuten), fintech (ad es. Gruppo MutuiOnline, LendingTree) ed altre tipologie di aziende (ad es. Petco, Way.com). Inoltre, la notevole attività di fusione e acquisizione nel settore negli ultimi tempi ha visto la cessione da parte di Admiral della maggior parte dei suoi marchi di marketplace a RVU (un’impresa privata), l’acquisizione del comparatore assicurativo Gabi da Experian (un gruppo internazionale di analisi dei dati) e l’acquisto dei marketplace GoCompare e Mozo dalla media company Future.

L’altro elemento di incertezza riguarda il panorama competitivo e la misura in cui i marketplace assicurativi consolidati saranno influenzati dall’emergere di una nuova generazione di intermediari digitali basati sull’intelligenza artificiale. Sebbene non promettano di fornire confronti dell’intero mercato tra tutti o la maggior parte dei fornitori di assicurazioni, questi intermediari “sono progettati in parte per sfruttare la loro tecnologia per stabilire un vantaggio a livello di marketing”. In pratica potrebbero rivelarsi migliori di alcuni marketplace nel fornire il prodotto giusto nel luogo (digitale) giusto al prezzo giusto e con la promozione più efficace per un determinato cliente, in particolare per i clienti le cui esigenze assicurative possono deviare anche leggermente dal mainstream.

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Redazione

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