cinema, media production

Realizzare un film è un processo particolarmente complesso che comporta molti imprevisti. Se questo poi si unisce al fatto che un girato è sempre frutto della creatività di un’artista che può cambiare idea in corso d’opera e che le nuove tecnologie cinematografiche comportano nuovi rischi nel settore appare chiaro che realizzare una polizza cinematografica è tutt’altro che semplice. Di questo si è anche discusso nel corso del webinar organizzato da Anra insieme a Satec Underwriting, Mga italiana, che ha illustrato le caratteristiche della sua polizza cinematografica “Media Production“.

Davide Gilli, amministratore delegato di Satec Underwriting, ha aperto i lavori raccontando i vari passi compiuti dalla Mga dalla sua fondazione ad oggi. “La storia di Satec inizia nel 1993 come managing general agent specializzato nella sottoscrizione di rischi space e aviation. Oggi, all’interno del progetto Specialty lines controllato dal Gruppo Cattolica Assicurazioni, che comprende un network di mga ed una società di riassicurazione, Satec è la principale underwriting agency che in partnership con mercati nazionali ed internazionali sottoscrive più di 140 milioni di premi. Siamo attivi in diversi segmenti e tra questi vi è quello delle polizze cinematografiche”.  

La polizza Media Production

A illustrare le caratteristiche della polizza “Media Production” della Mga è stata Barbara Chierici, cinema & entertainment senior underwriter di Satec Underwriting. “Per poter erogare una polizza cinematografica occorre dividere il momento della produzione in tre fasi fondamentali: pre-produzione, fotografia principale e post-produzione. Solo dopo averlo compreso sarà possibile individuare il pacchetto di polizza adatto a proteggere tutte le fasi di cui si compone il girato”.

Le sezioni della copertura

In una realtà in cui i supporti digitali per la realizzazione e la lavorazione del prodotto cinematografico sono sempre maggiori occorre creare delle polizze ad hoc che sappiano coprire i nuovi rischi richiesti dal mondo del cinema. “Cast, media, fermo tecnico, beni delle produzione, denaro, beni in custodia e Rc generale e dipendenti. Sono queste le sette sezioni con cui si compone la copertura Media production erogata da Satec – ha spiegato Chierici – La prima sezione Cast si occupa di risarcire la produzione in caso di interruzione o abbandono causati da indisponibilità degli artisti chiave per infortunio, morte, malattia o rapimento. La sua durata comprende tutta la fase della fotografia principale e il rischio viene calcolato sulla base di questionari medici relativi alla salute degli attori. La seconda sezione – ha continuato Chierici – è, invece, dedicata al risarcimento per la produzione in caso di danni ai supporti utilizzati per registrare immagini e suoni ed ai maggiori costi necessari per girare di nuovo le scene danneggiate. In questo caso la durata della copertura va dall’inizio della fotografia principale fino al completamento della copia campione”.

Esistono, inoltre, anche degli imprevisti legati alle apparecchiature tecniche utilizzate per la realizzazione del lavorato. “La sezione fermo tecnico si occupa di risarcire la produzione delle spese conseguenti a ritardi o interruzioni delle riprese causati da danni ai beni necessari usati per la produzione – ha affermato Chierici – La copertura dura 30 giorni a decorrere dall’inizio della fotografia principale. Un classico esempio è quando le riprese devono essere svolte in una strada all’aperto e vengono bloccate da una manifestazione pubblica. Assicurarsi contro i danni ai beni di terzi affidati alla produzione utilizzati è la sezione beni in custodia. Un esempio cardine è la locazione di location storiche – ha proseguito Chierici – La durata di questa sezione solitamente decorre 30 giorni prima dell’inizio della fotografia principale e termina fino a 30 giorni dopo la fine della stessa”.

 La realizzazione della polizza

Per realizzare la polizza Media production è necessario svolgere un processo assuntivo composto da: un questionario finalizzato a comprendere a fondo la sceneggiatura del prodotto da coprire, un’analisi sul budget per quantificare l’esposizione al rischio, un’analisi al piano di lavorazione e una relativa ai comportamenti passati di chi realizzerà il film. “Queste analisi ci consentono di modellare la copertura sulla base delle esigenze del singolo girato – ha concluso Chierici – La polizza Media production è nata come un pacchetto di coperture pensate per il cinema, ma è adatta anche a pubblicità, spettacoli a teatro e, anche se ad oggi non mi è mai capitato, ad eventi”.

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Redazione

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