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L’export rappresenta il 30% del Pil del nostro Paese e coinvolge quasi 130 mila aziende italiane la maggior parte delle quali è costituita da piccole imprese. Le aziende italiane che intendono internazionalizzare i loro business devono sapersi organizzare e comprendere quali possano essere i rischi che incontreranno nel processo di internazionalizzazione. A discutere di questo tema insieme ad Anra nel corso del webinar “Internazionalizzazione delle imprese strategie, rischi e programmi assicurativi” è stata Strategica Group, società specializzata nel risk management.

Imprese italiane, Internazionalizzazione & export

Ad aprire i lavori è stato Enrico Guarnerio, fonder e Ceo di Strategica Group, che ha spiegato come la situazione degli investimenti sia continuamente in evoluzione, si per chi delocalizza sia per chi esporta. “Questo – afferma Guarnerio – sta configurando dei profili di rischio sempre più sofisticati ed esposti a repentine e violente fluttuazioni degli indicatori economici delle imprese. Tutto il panorama industriale italiano è coinvolto in un processo di internazionalizzazione. Le imprese internazionalizzate, infatti, sono mediamente più grandi, più produttive, più propense all’investimento e con una migliore remunerazione del lavoro rispetto alle imprese orientate al solo mercato italiano. Il tema dell’ internazionalizzazione – continua Guarnerio – è ormai completamente compenetrato nelle economie mondiali e sta trasformando completamente il lato economico delle imprese, il loro business, il posizionamento strategico e, soprattutto, il profilo della gestione del rischio”.

Rischi dell’internazionalizzazione

A concordare con quanto affermato da Guarnerio è stata Paola Radaelli, senior risk management consultant di Strategica Group, che nel suo speech ha illustrato una panoramica dei principali rischi legati ad una strategia di internazionalizzazione. “Il nostro obiettivo è quello di avere un’idea della variazione del profilo di rischio delle aziende che intendono internazionalizzarsi. Per farlo è necessario contestualizzare la realtà italiana in una realtà mondiale. Nel 2019 il mercato italiano aveva un valore gross domestic product di 2.009 miliardi di dollari in valori correnti secondo quanto riportato dalla World Bank, mentre la crescita Cagr (compounded average growth rate ndr.) nel decennio 2009-2019 è rimasta sostanzialmente stabile. Negli ultimi quattro anni (2015-2019) abbiamo avuto una minima crescita, ma sostanzialmente perché l’Italia partiva da valori molto bassi. Le Pmi che ambiscono ad una crescita maggiore e stabile devono scegliere l’internazionalizzazione, sapendo dove espandersi e comprendendo i rischi legati all’espansione. Al contrario, per le grandi aziende l’internazionalizzazione è una necessità”.

“L’internazionalizzazione – conclude Radaelli – comporta rischi importanti e tra questi troviamo le persone, gli asset e il business, i rischi legati alla normativa, quelli legati al credito e al cambiamento climatico e, infine, quelli inerenti ai competitor locali e alle differenze culturali”. 

Programmi Assicurativi Internazionali

Le imprese che decidono di entrare in un mercato estero avviano operazioni commerciali, allestiscono stabilimenti produttivi, aprono sedi operative sul territorio e stringono partnership internazionali. Per farlo però necessitano di accedere a know-how specifici relativi alla gestione dei rischi per operare un corretto trasferimento. “Quando si decide di intraprendere un iter di internazionalizzazione occorre conoscere il mercato di riferimento in cui si andrà ad operare – afferma Marco Accinelli, account executive multinational e property risk consultant di Strategica group – In tema di trasferimento dei rischi, in particolare, si rende necessario provvedere alla corretta progettazione del programma assicurativo internazionale più adatto alle esigenze, agli obiettivi e alla risk tollerance aziendale. Le principali complessità riscontrabili nel trasferire al mercato assicurativo i rischi legati all’internazionalizzazione sono: disomogeneità, diverse esigenze di coperture a livello locale, diverse capacità di ritenzione e/o massimali, diverso approccio nella valutazione e gestione dell’evento dannoso, standard”.

“Per valutare i rischi – spiega Accinelli – non esiste un approccio unico, ne esistono quattro. L’approccio decentralizzato, ovvero l’emissione di polizze separate in ogni paese, l’approccio globale, ossia l’emissione di un’unica polizza in tutto il mondo, il controlled master program o Cmp che consiste nell’emettere una polizza master e, di conseguenza, delle polizze locali nei mercati in cui l’impresa si espande, e l’approccio ammesso solamente per gli Stati appartenenti alla comunità europea che è il ‘programma internazionale in libera prestazione di servizi‘ (Lps e/o Fos).”

“Quando si implementano programmi internazionali – continua Accinelli – occorre soddisfare una serie di requisiti e questo obiettivo può essere raggiunto attraverso il Principio delle quattro C, ovvero compliance, controllo, costo e ampiezza e uniformità delle coperture. Inoltre, occorre che il coordinamento tra assicuratore, broker e cliente sia efficiente. Tutto questo sempre tenendo conto della specificità dell’impresa.”

Il gruppo Strategica e International Hub

A concludere il webinar è stato Guarnerio che ha ricordato come Strategica Group da più di vent’anni offre consulenza nell’ambito di risk management e che, in principio, aveva una connotazione incentrata su analisi del rischio e definizione dei piani di mitigazione. “Negli anni – racconta Guarnerio – abbiamo sviluppato delle competenze specifiche in tutte le tematiche di autofinanziamento dei rischi. Ad oggi, abbiamo realizzato anche un International hub ovvero una struttura specializzata nella gestione di programmi assicurativi internazionali complessi in modo omogeneo, coordinato e conforme alle normative in tutto il mondo. Il nostro hub – spiega Guarnerio – conta una partnership esclusiva con il più importante network di intermediari indipendenti al mondo, l’utilizzo di tools e servizi dedicati alla gestione di programmi assicurativi internazionali, un team di specialisti nel coordinamento di tutti i soggetti coinvolti nell’implementazione e nella gestione tecnico-amministrativa di programmi internazionali e, infine, un modello contrattuale di collaborazione che assicura la piena paternità del portafoglio e del know-how alle parti coinvolte”.

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Redazione

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