polizze digitali

La transizione digitale nel settore assicurativo sta accelerando: se a livello mondiale nel 2020 le polizze digitali rappresentavano solo il 23% del totale (polizze digitali che comprendono: assicurazioni vendute da compagnie che operano solo online, polizze phigital, cioè polizze vendute sia online che di persona, polizze tradizionali, ma proposte attraverso piattaforme digitali), si stima che nel 2030 arriveranno all’80%, con una crescita media percentuale annua del valore del 22%. È quanto emerge dall’Indagine sul mercato Insurtech e la penetrazione delle polizze digitali al 2030, realizzato da IIA – Italian Insurtech Association, l’associazione che riunisce oltre 200 player del settore assicurativo Italiano, in accordo con Global Insurtech Alliance e che ha coinvolto 155 protagonisti del settore in 7 mercati europei, quali Italia, Spagna, Germania, Austria, Francia, Olanda e Polonia.

Secondo le principali stime di mercato a livello mondiale il valore complessivo dei premi legati a polizze digitali raddoppierà entro il 2030, passando dai 5 mila miliardi di dollari del 2020, ai 10 mila miliardi del 2030. Non solo, secondo l’indagine a cura di IIA, l’aumento dei premi sarà accompagnato dall’entrata sul mercato di nuovi player, che copriranno il 20% del mercato, come nuove compagnie technologiche, MGAs, Start up ed Aziende terze, che al momento non vengono riconosciute da Regolatori Assicurativi. Questi nuovi soggetti saranno in grado di realizzare volumi di premi per circa 1,9 mila miliardi di dollari.

I fattori che contribuiranno a far crescere più velocemente il mercato entro il 2030 saranno: l’embedded insurance, ovvero le coperture assicurative offerte come servizio aggiuntivo assieme all’acquisto di un prodotto o servizio (per un valore di 730 miliardi di dollari), i prodotti distribuiti in ottica B2B2C, ovvero digital bancassurance, ma anche distribuzione tramite telco, utilities, e-commerce e altri player non assicurativi che integreranno la propria offerta con prodotti assicurativi (840 miliardi di dollari), nuovi prodotti per nuovi bisogni, atti a soddisfare nuove esigenze come la micro mobilità, la sharing economy, la connect mobility, la health-tech economy (840 miliardi di dollari) e prodotti legati al welfare (300 miliardi di dollari).

A fare da traino a questo incremento sarà in primo luogo la flessibilità della nuova offerta assicurativa (per il 33% degli intervistati), grazie in particolare allo sviluppo delle polizze on demand, ovvero le instant, che si attivano al momento dell’acquisto; le micro, ristrette ad un periodo temporale ristretto o ad un singolo evento; pay-per-use, pagabili sulla base del reale utilizzo; inclusive, offerte in bundling a un prodotto o servizio venduto in modalità digitale.

“L’incremento nell’utilizzo di piattaforme digitali spingerà la crescita del mercato assicurativo nei prossimi anni, basti pensare al raddoppio previsto al termine di questo decennio”, commenta Simone Ranucci prandimarte, Presidente di IIA. “Anche il volume generato dagli operatori esistenti – compagnie assicurative e intermediari – vedrà un forte incremento del valore, dai 5 agli 8 mila miliardi di dollari. È fondamentale però che questi player investano in insurtech. A differenza delle altre industry che con l’arrivo della digital transformation hanno visto un mantenimento delle dimensioni dell’industria ed in certi casi anche un ridimensionamento, per il settore assicurativo la digitalizzazione non implica solo un value transfer dall’analogico al digitale ma un vero e proprio ampiamento del mercato grazie ad una nuova offerta flessibile che permette di servizi segmenti di clientela, sia Retail che Corporate, al momento non servizi e quindi sott-assicurati. L’avvento del digitale va quindi ad incidere su quella fetta di mercato ancora sottopenetrata dall’offerta assicurativa, offrendo così un nuovo potenziale. Grazie all’open insurance sarà possibile allargare la base utenti di polizze assicurative, intercettando anche quei consumatori ora esclusi dai canali tradizionali”.

Dall’indagine emerge inoltre come gli investimenti in tecnologie insurtech passeranno dai 9.4 miliardi di dollari nel 2020 ai 155 miliardi nel 2030, con una crescita percentuale media del 32,7%. Grazie alla continua ricerca e all’aumento degli investimenti in tecnologie quali Intelligenza Artificiale, cloud computing, uso dell’apprendimento automatico, etc. si stanno sviluppando nuove soluzioni, come l’offerta di polizze ultra personalizzate, assicurazioni sociali. L’utilizzo di nuovi flussi di dati da dispositivi abilitati a Internet consentirà di valutare dinamicamente i premi. L’Insurtech può inoltre aiutare a prevedere in modo più puntuale quali siano le esigenze dei consumatori, quante polizze verranno sottoscritte, affinandone in questo modo il processo decisionale e la pianificazione assicurativa.

Infine, per quanto riguarda le tecnologie che maggiormente incideranno nel 2030, il campione intervistato indica principalmente la gestione dati (per il 33%), le interfacce operatore evolute (per il 25%); a seguire l’Intelligenza Artificiale (17%), la blockchain (9%), la realtà aumentata e la realtà virtuale (9%). L’impatto maggiore di queste tecnologie si vedrà sulla digitalizzazione dei sistemi Legacy (per il 25%), nella distribuzione (20%), nella configurazione e gestione dei prodotti (20%), nella gestione delle richieste di indennizzo (15%), nella profilazione (7%) e nell’integrazione dell’ecosistema (7%).

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Redazione

La Redazione di InsurZine è composta da collaboratori, influencer ed analisti, esperti del settore insurtech
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