bancassurance

Le banche hanno digitalizzato i loro prodotti, ma mancano ancora le polizze digitali che entro la fine di quest’anno rappresenteranno il 35% dell’offerta delle banche tradizionali e addirittura l’80% delle nuove banche digitali nate sul mobile. Nonostante questi valori di penetrazioni, il valore complessivo dei premi è ancora marginale, ma IIA stima che il valore dei premi della mobile digital bancassurance varrà 30 miliardi di euro in Europa nel 2030. È quanto emerge dal report sulla Mobile Digital Bancassurance realizzato dal gruppo di lavoro di IIA – Italian Insurtech Association che riunisce compagnie assicurative, istituzioni finanziarie, aziende tecnologiche e i principali attori del mercato bancassurance per monitorare, analizzare e discutere delle principali trasformazioni che stanno riguardando questo settore. Al gruppo di lavoro hanno partecipato: Helvetia Italia Assicurazioni, illimity bank, Afi Esca, Mia Platform, Axway, OpenLegacy, EMFGroup, Corvallis Srl, Tinexta, e Iama Consulting.

Bancassurance primo canale distributivo

La bancassicurazione si conferma il primo canale distributivo di prodotti assicurativi del nostro Paese: il collocamento di polizze mediante sportelli bancari è stato nel 2020 pari a 62,5 miliardi di euro, rappresentando circa il 58% della raccolta assicurativa complessiva, seguita dalla distribuzione tramite il canale delle agenzie. La quasi totalità della raccolta assicurativa riguarda le polizze dei Rami Vita (96%), mentre residuale è quella associata ai Rami Danni, che nel 2020 è risultata pari a circa 2,6 miliardi di euro.

Bancassurance, in pole le vendite di polizze Vita

Il business della bancassicurazione è caratterizzato prevalentemente dalle polizze Vita, vendute soprattutto tramite canali tradizionali, anche perché più complesse rispetto ai prodotti assicurativi non-vita. Questi ultimi possono essere invece offerti con un maggiore livello di personalizzazione e rilevanza, in modalità stand-alone e attraverso canali digitali, andando incontro alle esigenze di un consumatore che predilige soluzioni su misura e pay-per-use, pagabili sulla base del reale utilizzo.

Banche, la carica dell’online

La pandemia ha accelerato la digital transformation delle banche, che hanno sviluppato sui canali digitali e soprattutto mobile gran parte dei loro servizi. Secondo recenti dati di IIA infatti 9 conti correnti su 10 sono aperti online e il 35% della clientela non si reca fisicamente all’interno della filiale se non ne ha l’esigenza, sintomo del cambio di abitudini da parte del consumatore. L’aumento nel numero di banche digitali, sia con focus retail che corporate ha contribuito ad allargare il bacino di clienti attivi sui canali digitali.

La mobile digital bancassurance

In questo contesto anche l’offerta assicurativa, diventata fondamentale nella strategia di crescita delle banche, è costretta a evolversi per adattarsi a una customer base sempre più digitale, portando allo sviluppo della mobile digital bancassurance. Secondo le principali banche mobile tech attive sul nostro mercato ad esempio, a livello retail Revolut e N26 e a livello corporate llimity e Qonto, la vendita di assicurazioni digitali sarà uno dei tre servizi più importanti fonte di revenue.

“La mobile digital bancassurance è l’evoluzione naturale della bancassurance. Oggi siamo all’anno zero, ma per far sì che questo comparto possa crescere è necessario iniziare a porsi degli obiettivi ambiziosi” commenta Simone Ranucci Brandimarte, presidente di IIA “Oggi oltre la metà della raccolta premi arriva dal canale bancario, ma sempre meno persone vanno in filiale. I clienti si aspettano soluzioni che permettano loro di gestire le loro finanze personali e polizze assicurative da remoto e da uno smartphone. Per intercettare questa fetta di mercato bisogna creare un’offerta nuova che possa essere distribuita via web e mobile, con proposte instant e on demand. Sarà importante investire in piattaforme nuove e tecnologicamente avanzate, prodotte internamente o in partnership con startup insurtech”.

Mobile digital bancassurance, gli ostacoli alla crescita del settore

La ricerca di IIA ha registrato alcuni ostacoli alla crescita della Mobile Digital Bancassurance, che oggi si trova ancora in uno stato embrionale: il 55% del top management intervistato ritiene che la mancanza di relazione umana non permetta di illustrare in maniera esaustiva i prodotti; il 45% dei prodotti oggi proposti non risultano interessanti per i clienti; il 36% pensa che questo limite sia dovuto al basso valore espresso dai prodotti assicurativi attualmente in portfolio.

Mobile digital bancassurance, lo stato dell’arte

Attualmente in Italia il 25% delle banche è attivo con almeno un servizio di mobile digital bancassurance, con la previsione di arrivare al 35% entro la fine del 2022 e al 90% entro il 2030. La percentuale sale drasticamente se si guarda alle banche full digital: il 75% offre polizze assicurative tramite canali digitali, ma il 100% dei prodotti riguarda il ramo danni, il cui 30% riferito al comparto motor, il 25% a quello casa e il 25% a infortuni persone e animali. Nei prossimi 12 mesi verranno lanciati sul mercato principalmente prodotti infortuni sport, infortuni pet, polizze relative alla mobilità urbana, casa, motor e vita.

Verso prodotti di bancassurance personalizzati

Secondo gli autori della ricerca, è importante per gli operatori di bancassicurazione passare da un’offerta di prodotti standardizzati, studiati per essere venduti in modalità bundle con altri prodotti finanziari, a un’offerta di prodotti con un maggiore livello di personalizzazione e rilevanza, studiati per essere venduti in modalità stand-alone. Combinando le informazioni contestualizzate agli eventi più importanti che caratterizzano la vita delle persone (ad esempio, cambi casa o la nascita di un bambino) con i dati generati dalle interazioni (ad esempio le conversazioni con gli operatori dei call center), tramite l’adozione di predictive analytic è possibile aumentare le vendite di prodotti assicurativi digitali dal 20 al 40 percento. La personalizzazione può riguardare anche il pricing: molte banche stanno usando il credit scoring dei loro clienti come parametro per generare pricing più personalizzati.

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Redazione

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