rischi metaverso

Il metaverso, riportato in auge dal creatore di Facebook Mark Zuckerberg, porta con sé numerose opportunità e altrettanti rischi. Se, infatti, nelle attività della vita reale si producono e condividono quantità di dati personali, nel metaverso, il cui mercato si stima possa raggiungere gli 800 miliardi di dollari entro il 2024, il volume di tali emissioni aumenta significativamente. Di conseguenza, le ricerche degli esperti dovranno concentrarsi sull’identità digitale, tema che non ha a che fare soltanto con l’identità online, ma anche con quella offline, che comprende tutti i nostri dati sensibili, metodi di pagamento inclusi. Proteggere queste informazioni potrebbe essere, quindi, vitale per la sopravvivenza del metaverso.

Rischi metaverso per gli individui

In questo contesto, Ermes – Intelligent Web Protection ha di recente attivato il proprio dipartimento di ricerca e sviluppo per il monitoraggio del fenomeno. La società italiana ha individuato diversi rischi a cui gli utenti che approcciano il metaverso possono andare incontro. Si parte dal classico furto di informazioni e si arriva a quello di identità (digitale) passando per quello di criptovalute. Ce ne sono altri più legati al mondo del metaverso tra cui l’impersonation (un hacker potrebbe sfruttare le informazioni pubbliche reperibili online per impersonare terze parti e ottenere informazioni personali da parte degli utenti, traendoli in inganno), l’attacco human joystick (nel metaverso è possibile controllare la posizione degli utenti e spostarli nello spazio fisico senza che questi se ne rendano conto) e l’attacco chaperone (comporta la modifica dei confini dell’ambiente virtuale di un utente e potrebbe essere usata per danneggiarlo fisicamente, ad esempio, facendolo cadere da una vera rampa di scale o facendogli valicare confini pericolosi nel mondo offline)

Rischi metaverso per le aziende

Questi i rischi per gli individui, ma quelli per le aziende? Ermes cita il Fomo (fear of missing out), in pratica molte aziende potrebbero sentirsi in dovere di presenziare nel metaverso, per evitare di essere tagliate fuori dalla “next big thing”: potrebbero prendere decisioni avventate senza conoscere adeguatamente il medium e finire così nelle mani sbagliate. Sono già innumerevoli, infatti, le offerte di vendite di pubblicità o di presenza sospette nel metaverso rivolte alle imprese. C’è poi la compromissione dell’integrità, ovvero un’azienda potrebbe esporre i propri dati sul metaverso senza considerare che andrebbero trattati allo stesso modo di qualunque esposizione pubblica online, e cioè con la massima cura e tenendo sempre a mente il rischio di un possibile furto di dati. Infine la violazione del copyright. “Ermes – dichiara Lorenzo Asuni, Chief Marketing Officer di Ermes – Intelligent Web Protection – sta tenendo un occhio vigile sulle nuove evoluzioni, sia tecnologiche che sociali, che riguardano il metaverso. Credo sia prematuro, tuttavia, parlare di soluzioni tecniche applicabili in quanto non esiste ancora un vero metaverso unificato. Ciò che, ad oggi, possiamo fare, è individuare i trend tipici di una nuova tecnologia che potrebbe sfruttare l’ingenuità e la poca attenzione degli utenti. Non esistono, al momento, difese se non l’education e best practice personali. Il nostro team ricerca e sviluppo sta preventivamente cercando strumenti concreti per rendere sicura l’esperienza delle persone nel metaverso”.

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Redazione

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