Nuove normative Regtech

Si è tenuto giovedì 17 febbraio il webinar organizzato dall’Italian Insurtech Association (IIA) intitolato “Nuove normative RegTech” al quale hanno partecipato l’Avv. Andrea Polizzi, socio fondatore IIA e partner dello studio legale D’Argenio Polizzi e Associati e Stefano Negrini, key account manager di YouSign.

L’incontro rientra nel chapter dedicato al regtech di IIA, che è stato avviato a gennaio 2021. Ad un anno dall’apertura del chapter, Polizzi ha rimarcato l’importanza della regolamentazione assicurativa e, ancor di più, nella trasformazione digitale del settore.

La regolamentazione delle firme elettroniche in Italia

Ad aprire i lavori è stato proprio Polizzi che ha riassunto l’operato del chapter IIA da lui coordinato. “C’è una parte di innovazione che è derivata dall’emergenza pandemica, ma esiste anche una parte che rispecchia le necessità del mercato assicurativo – ha affermato Polizzi – Come è noto, la firma nel contratto di assicurazione è necessaria ai fini della prova. Nel processo di trasformazione digitale del settore è necessario che le firme elettroniche siano efficaci. In accordo con l’art. 2702 c.c., la firma elettronica è, nel nostro ordinamento, legalmente riconosciuta. Questo tema è oggi più centrale che mai, in quanto sono sempre di più i contratti stipulati da remoto. La scansione elettronica della firma è ritenuta debole dall’ordinamento, ma è molto diffusa nel nostro Paese”.

Se secondo il diritto civile, la firma olografa scansionata dall’utente finale è ritenuta ammissibile ai fini della validità del contratto, la stessa non lo è secondo Ivass. Ecco che sorge un problema regolamentare. Infatti, ai fini dell’art.62 del Regolamento Ivass nr. 40/2018, l’Autorità di vigilanza ha ritenuto che solamente la firma elettronica qualificata e la firma digitale sono valide per la sottoscrizione della documentazione relativa al contratto di assicurazione. Inoltre, in Italia, i testi normativi di riferimento per le firme elettroniche sono il Regolamento eIDAS (Reg. UE n. 910/2014) e il D.lgs. 82/2005. “Le Authority di riferimento hanno ribadito più volte che sono favorevoli all’utilizzo di firme elettroniche valide per la sottoscrizione di contratti assicurativi – ha continuato Polizzi – Ivass è, quindi, favorevole all’utilizzo delle firme elettroniche forti per sottoscrivere una polizza, ma queste non sono così diffuse nel nostro Paese. Ad oggi, sono 3 i tipi di firma elettronica ammessi: la fea (firma elettronica avanzata), la firma elettronica qualificata e la firma digitale. Anche lo Spid è stata ritenuto un equivalente valido alle firme elettroniche avanzate, anche se maggiormente utilizzato nella P.A. Resta fermo un punto: ad oggi, le firme elettroniche semplici (rappresentazione meccanica di una firma analogica) non sono ammissibili”.

Il point and click e la situazione emergenziale

Negli ultimi anni il mondo assicurativo è andato oltre, un esempio lampante è l’utilizzo della tecnologia point and click.  Quest’ultima ha creato una species all’interno del genus dei contratti elettronici. I point and click sono quei contratti mediante i quali un soggetto, il più delle volte consumatore, acquista un bene o un servizio attraverso un semplice click.

Da questa esperienza contrattuale, nel settore di riferimento sono nate altre modalità di prestazione e, successiva, validità del consenso del contraente debole. Una di queste è stata quella autorizzata da Ivass, Banca d’Italia e Consob durante la pandemia Covid-19. “Dal 31 gennaio 2020 e fino al 31 marzo 2022 – ha spiegato Polizzi – le disposizioni emanate in periodo di pandemia hanno portato all’introduzione temporanea di un’ulteriore forma di firma: l’accettazione del contratto per i contratti bancari, finanziari e assicurativi attraverso l’invio di una e-mail ordinaria dove l’utente riporta espressamente la volontà di sottoscrizione del contratto con allegata una copia del documento d’identità.”

In questi due anni di emergenza sanitaria questa modalità è stata ampliamente utilizzata e IIA ha presentato ad Ivass una richiesta per far sì che questa modalità di sottoscrizione diventi una modalità futura per i prodotti assicurativi meno rischiosi. “Ivass – ha concluso Polizzi – ha riconosciuto più volte, in concerto con Banca d’Italia e Consob, un’attenzione particolare verso questo tema di semplificazione. Sia per favorire la conformità con il resto d’Europa sia per favorire l’utente finale. Il processo di autenticazione però deve essere solido, così come deve essere tale anche il consenso dell’assicurato. Ulteriore attenzione, oggetto nelle relazioni Ivass, è stata quella riguardante la prevenzione contro le frodi.”

La realtà di YouSign

La parola è infine passata a Negrini che ha presentato YouSign, società francese che si occupa di erogare servizi di firma elettronica con particolare attenzione al mondo assicurativo. “Il settore ha subito diverse fasi di digitalizzazione – ha affermato Negrini – Ora, grazie a soluzioni come la nostra è possibile democraticizzare le firme elettroniche. Precedentemente, il possesso di token fisici come, per esempio, quello relativo alla firma digitale che prevedeva obbligatoriamente il possesso di una pennetta usb contente la fea, era molto poco diffuso. Una soluzione digitale, come la nostra, che riesca a effettuare un’identificazione dell’utente attraverso un software basato sull’IA e consentire la fea è realmente democratico.”

Ricollegandosi al discorso di Polizzi relativo alla firma digitale con Spid, Negrini ha specificato ulteriormente che questo sistema è molto presente nella P.A., ma non lo è ancora nel mondo privato. Secondo Negrini, questo sistema sarà complementare all’operatività del software proprietario di YouSign per contratti particolarmente complessi, come quelli assicurativi che prevedono piani di investimento.

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Redazione Insurzine

La Redazione di InsurZine è composta da collaboratori, influencer ed analisti, esperti del settore insurtech