Derek Szeto, co-fondatore e Ceo Walnut Insurance

Secondo un recente studio realizzato da Majesco le esigenze e aspettative dei clienti assicurativi sono mutate. Per questa ragione le compagnie devono cambiare approccio, modelli di business e puntare sull’innovazione. Gli assicurati di domani e, in particolare, Millennials e Generazione Z vogliono coperture fatte su misura. Proprio sulla base di queste esigenze emerse nel post pandemia Walnut Insurance, compagnia assicurativa specializzata nel ramo vita, ha deciso di innovare il suo business lanciando una polizza Tcm pensata proprio per i nativi digitali.

Una Tcm digitale

A raccontare a InsurZine la rivoluzione tech di Walnut è stato Derek Szeto, co-fondatore e Ceo della società. “Walnut è stata fondata nel 2020 come fornitore di soluzioni assicurative integrate, ed offre diverse tipologie di prodotti, tra cui: vita, casa e cyber. Oggi – ha affermato Szeto – gli assicurati hanno bisogni diversi. Prima della pandemia i nostri prodotti vita avevano premi che partivano da 1.000 dollari mentre ora, grazie alla nostra soluzione innovativa, possiamo offrire coperture a premi molto più convenienti avvicinando i più giovani al mondo delle assicurazioni. Con l’embedded insurance possiamo offrire loro abbonamenti integrati a diversi servizi, tra cui quelli relativi al benessere e alla salute mentale.”

La Tcm della compagnia però non è stata pensata solo per millennials, ma anche per assicurati digitalmente esperti. “Ci rivolgiamo a persone che preferiscono acquistare la loro copertura assicurativa attraverso applicazioni digitali – ha spiegato Szeto – Infatti uno dei nostri motti recita proprio questo: Se sei cresciuto con Internet, ti piacciono i servizi di abbonamento e ti aspetti convenienza ed esperienze native digitali, stiamo cercando te“.

Attualmente, Walnut ha diverse partnership all’attivo. “Per i prodotti assicurativi vita abbiamo una collaborazione con Sbli negli USA e con Rbc Life Company in Canada – ha raccontato Szeto – Mentre per i prodotti vita di gruppo abbiamo instaurato collaborazioni con Amalgamated Life negli Stati Uniti e Wawanesa in Canada. Per ora il nostro business è disponibile solo negli Stati Uniti e in Canada, ma non escludiamo che in futuro opereremo anche in altre aree geografiche.”

Walnut, insurtech

L’importanza dell’assicurazione integrata

Secondo Szeto, la soluzione di Walnut facilita anche la divulgazione assicurativa in quanto essendo la polizza integrabile in altri servizi questo spinge le persone ad assicurarsi e a comprendere l’importanza delle polizze vita. “I nostri partner di distribuzione possono sviluppare relazioni più profonde con i loro clienti grazie all’erogazione della nostra Tcm – ha affermato Szeto – Infatti, i consumers che si rivolgono ai nostri partners dei settori fintech, proptech e welfare (piattaforme di salute/benessere) possono perfettamente stipulare un’assicurazione vita in pochi minuti. Una volta ottenuto il consenso al trattamento dei dati, quest’ultimi vengono trasmessi ai nostri sistemi IT che li lavorano per fornire un preventivo istantaneo”.

Szeto ha compreso l’importanza dell’embedded insurance mentre lavorava come dipendente in una delle primarie banche canadesi, dove ha conosciuto Adrien Niblock, l’altro founder di Walnut. “Adrien e io ci siamo conosciuti lavorando insieme in Rbc – ha raccontato Szeto – Parte del motivo per cui abbiamo fondato Walnut è basato sul fatto che l’insurtech era anni indietro rispetto al fintech, sia dal punto di vista delle Api sia dal punto di vista tecnologico. Il nostro obiettivo è quello di contribuire a colmare il divario di copertura e aiutare i partner a recuperare il ritardo fornendo un supporto tecnologico per l’assicurazione incorporata. Siamo certi – ha concluso Szeto – che in futuro i clienti acquisiranno l’assicurazione insieme ad altri prodotti e servizi”.

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Francesca Ghisi

Classe 1994, laureata in Giurisprudenza è esperta in Bancassurance e Diritto Comparato.