covid-19, salute mentale

Le donne e i più giovani, in particolare in Europa e specialmente in Italia, sono tra le categorie più colpite nel benessere psicologico a causa della pandemia (48% in Italia vs 33% global). Sempre in Italia, infatti, ben il 78% dei rispondenti (vs 38% della media degli altri Paesi) dichiara di aver perso l’accesso ai servizi di assistenza per l’infanzia e alla scuola in presenza. È quanto emerge dall’edizione 2022 dello studio “Being Mind-Healthy”, il report sulla salute mentale e il benessere condotto da Ipsos per Axa. Ipsos su un campione di 11.000 persone di età compresa tra i 18 e i 75 anni in 11 paesi europei e territori asiatici (Italia, Francia, Regno Unito, Germania, Spagna, Irlanda, Belgio, Svizzera, Cina, Hong Kong e Giappone).

Dall’indagine emerge come gli uomini abbiano un miglior stato di benessere mentale legato anche ad una maggiore sicurezza del lavoro e del reddito, poiché i settori più duramente colpiti dalla pandemia sono quelli che vedono un maggiore impiego femminile, come ad esempio scuole, sanità e ospitalità.

Nonostante l’Italia risulti, insieme a Francia e Giappone, tra i Paesi la cui popolazione è più colpita sul fronte della salute mentale, persiste un forte stigma sull’argomento: gli italiani tendono a non parlare con i figli di questo argomento e sono tra le popolazioni meno propense in Europa a cercare sostegno da familiari e amici in caso di disagio mentale. Colpisce infatti che sia l’unico paese europeo dove il numero delle persone che hanno fatto autodiagnosi è superiore rispetto a quello di chi si è rivolto a uno specialista.

A questo corrisponde una percezione elevata di stress: in Italia, come a Hong Kong, in Irlanda, e nel Regno Unito, oltre la metà dei rispondenti ha dichiarato di sentirsi stressato. Sebbene lo stress non sia classificato come una malattia mentale, può essere un primo passo verso l’ansia e la depressione. Inoltre, gli Italiani pongono la pandemia come una delle variabili che ha influito maggiormente sulla salute mentale, seconda solo all’economia e all’occupazione. Ma sono tuttavia tra coloro che manifestano un buon livello di ottimismo per il futuro e adottano un approccio positivo per superare le difficoltà (63% campione Italia vs 55% media Globale).

Emerge globalmente la prioritizzazione della propria salute mentale e l’urgenza di aumentare la consapevolezza per le soluzioni preventive. In Italia, solo il 24% degli intervistati ritiene che il sistema sanitario pubblico fornisca un supporto adeguato e solo il 31% ritiene che il proprio datore di lavoro dia sostegno ai propri collaboratori quando si tratta di salute mentale. Secondo l’indagine, le aziende e i sistemi sanitari giocheranno un ruolo sempre più cruciale nel migliorare la prevenzione, il supporto e la cura della salute e del benessere della mente.

“Il costo delle malattie legate alla mente e non diagnosticate o mal gestite è colossale – ha commentato Antimo Peretta, Ceo Europe & LATAM di Axa e membro del Management Committee di Axa. “L’Ocse pone l’impatto economico fino al 4,2% del Pil. In qualità di leader internazionale nell’assicurazione sanitaria, Axa vuole avere un impatto positivo sulla salute e sul benessere della mente su larga scala, per prevenire meglio i problemi di salute. Attraverso questo studio, siamo orgogliosi di offrire un approccio olistico, focalizzato sull’essere una forza positiva per il progresso umano, aiutando le persone a prevenire e affrontare i problemi in anticipo e proteggendo al contempo il loro benessere emotivo. Il nostro studio sulla salute mentale ha sbloccato alcune preziose intuizioni. Sono fiducioso che la ricerca futura, la nostra e quella degli altri, continuerà a consentirci di prosperare come individui e comunità”.

L’Axa Mind Health Index

La pubblicazione della ricerca coincide con il lancio dell’Axa Mind Health Index, un indice che sarà presentato annualmente, con l’obiettivo di monitorare i progressi compiuti sulla salute della mente e sostenere gli stakeholder (individui, imprese, operatori sanitari e politici) nel loro approccio alla salute, sia in ottica di prevenzione che di promozione di un approccio olistico.

“Il primo vero strumento di cura è la conoscenza e la possibilità di prevenzione che da essa ne deriva – ha dichiarato Giacomo Gigantiello Ceo Axa Italia – I risultati di questa ricerca pongono le basi perché possiamo intervenire a più livelli per promuovere una cultura della salute, che comprende anche la salute della mente e il wellbeing. In Axa Italia siamo impegnati a superare lo stigma che esiste su questo tema, promuovendo il benessere collettivo e un giusto equilibrio tra vita privata e vita lavorativa con sempre nuovi e innovativi servizi per i clienti e iniziative rivolte alle nostre persone e alla società”.

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Redazione Insurzine

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