insurtech innovazione, customer experience, assicurazioni

Le compagnie assicurative devono diventare sempre di più customer centric e grazie all’insurtech si potrà raggiungere l’obiettivo quanto prima. Questo quello che è emerso dal webinar organizzato dall’Italian Insurtech Association (IIA) intitolato “Insurtech, perchè il futuro è già qui” andato in scena il 6 dicembre 2021.

Come è nato il libro “Insurtech 2030”

Ad aprire i lavori è stato Simone Ranucci Brandimarte, presidente e co-fondatore di Italian Insurtech Association e Yolo Group, che ha chiesto agli autori del libro “insurtech 2030, il futuro è già qui” di spiegare quale è stato il motivo che li ha condotti alla stesura dell’elaborato.  

“L’idea del libro è nata a dicembre 2020 durante il secondo lockdown – ha affermato Massimo Michaud, expert in insurtech e corporate governance, business advisor e in precedenza Ceo di Allianz Italia e Axa Assicurazioni, – Con Edoardo è nato questo prodotto che è basato su tre A: accelerazione, ambizione e amicizia. Nel 2002 in Axa eravamo stati i primi a lanciare la satellitare, ma per tantissimo tempo lo sviluppo dell’insurtech è rimasto indietro. Nel nostro libro miriamo a spiegare quali sono le sinergie tra insurtech e le compagnie. Dopo la spinta del 2020  da parte dei players assicurativi l’ambizione è stata proprio quella di scrivere. Infine, l’amicizia è stato il vero motore per poter scrivere. Chiedere ad un gruppo di circa 20 esperti, che sono anche amici, come affrontare la trasformazione digitale nel settore è stata la chiave per completare il libro.”

“Il nostro libro è nato su uno sviluppo corale di open writing – ha aggiunto Edoardo Monaco, Ceo e cofondatore di Axieme – l’innovazione nasce dalla consapevolezza di non sapere tutto e solo l’unione porta al cambiamento. Partire dall’umiltà e comprendere che su un tema così innovativo era necessario fare divulgazione insieme.”

Come avviare il cambiamento

Durante l’appuntamento sono intervenuti alcuni dei contributor del libro corale. Tra questi Andrea Battista, Ceo di Net Insurance. “Lo sharing di conoscenze in questo mondo è necessario – ha affermato – Le sinergie tra i due mondi è la base dello sviluppo dell’insurtech. La Bancassurance ha due caratteristiche che si sposano con il mondo insurtech: in primis quello bancario è un terreno arato da un altro vento di innovazione che è il fintech, e qui il confronto con il canale agenziale che non ha avuto nessun tipo di esperienza simile è abbastanza immediato. Inoltre, il mondo assicurativo essendo costituito da una pluralità di business che insistono insieme nella spinta tra tradizione e innovazione è favorevole nel lavorare sull’ibridazione tra umano e digitale.”

“La trasformazione all’interno di un’azienda deve essere un elemento abilitante e non l’obiettivo” ha osservato un altro contributor di spicco, Alberto Garuccio, insurtech expert, head of innovation ecosystem e open insurance di Reale Group, insurtech thought leader di Techstars. “All’interno di una corporate deve crearsi tra gli stakeholders interni un impatto: trasparente, condiviso e di valore – ha dichiarato Garuccio – Non bisogna avere fretta di cambiare, ma bisogna trovare una chiave di svolta per contribuire alla trasformazione di una realtà aziendale sulla base della cultura aziendale. Questo è uno degli elementi più complessi della trasformazione digitale nel settore assicurativo.”

Le nuove tecnologie e l’insurtech

A chiudere il ciclo di interventi da parte dei contributor è stato Marco Contini, expert in corporate restructuring and governance within the insurance industry, expert in insurtech. “La blockchain e gli smart contracts potranno migliorare la soddisfazione del cliente. Le difficoltà di recepire la tecnologia nel settore assicurativo c’è, ma questa consentirà di migliorare la customer satisfaction. Quello che dobbiamo riuscire insieme a vincere è la diffidenza che l’utente ha nei confronti della polizza, sia essa obbligatoria come la rc auto o una polizza vita. Il contratto deve essere più semplice, come affermato anche da Ivass e Ania, e nel momento in cui avviene il sinistro l’assicurato deve essere soddisfatto in tutto il processo.”

In conclusione tutti i relatori hanno affermato che c’è un grande bisogno di giovani talenti con competenze digitali e che c’è una forte pressione all’interno delle compagnie assicurative stesse di specializzazioni in alcuni rami specifici senza più essere generaliste e di digitalizzarsi per ottimizzare i processi ed essere più customer centric.

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Redazione

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