nuovi business, assicurazioni

Ad inizio dicembre 2021 la società di consulenza globale McKinsey ha pubblicato un report che rivela come, nei prossimi anni, le organizzazioni avranno sempre più la necessità di diversificare le fonti dei loro ricavi. Pertanto, la priorità strategica sarà la creazione di nuovi prodotti o servizi in nuovi settori o la costruzione di modelli di business completamente inediti, ovvero, il processo che McKinsey definisce come “new business building”.

Si ritiene che la creazione di nuove attività/imprese, a differenza delle operazioni di fusioni e di acquisizioni, sia generatrice di una maggiore crescita organica in grado di scaturire sia elevati ritorni economici per gli azionisti sia un’ottimizzazione delle risorse ed un migliore sfruttamento delle potenzialità esistenti delle organizzazioni.

Rapporto McKinsey – “The state of new business building”

Il rapporto è scaturito da un sondaggio è effettuato online dal 6 luglio al 23 luglio 2021, raccogliendo le risposte di 1.178 top manager, senior manager e responsabili di business unit, di dipartimento o di divisione appartenenti ad organizzazioni di varie dimensioni ed operanti in vari settori e in aree geografiche diverse.

Prioritario creare nuovi business

Le organizzazioni, oggigiorno, si concentrano maggiormente sulla creazione di nuove attività/imprese rispetto agli anni precedenti. Dal rapporto si evince che più di un quinto dei leader aziendali intervistati indica la creazione di nuove attività/imprese come la priorità strategica principale delle proprie organizzazioni e il 55% la considera una delle prime tre priorità.

Nuovi ricavi

L’urgenza di creare nuove attività/imprese è dovuta al fatto che gli intervistati ritengono che i prodotti e i servizi di oggi non saranno sufficienti per affrontare le sfide future. Inoltre, più dell’80% degli intervistati afferma che la creazione di nuove attività/imprese aiuterà a rispondere alle interruzioni e ai cambiamenti della domanda; mentre per il 62% degli intervistati è prioritaria per generare nuovi flussi di entrate. Inoltre, è convinzione comune che, tra cinque anni, metà dei ricavi delle organizzazioni intervistate scaturirà da nuovi prodotti, nuovi servizi e nuovi modelli di business a fronte della necessità di risolvere problemi di sostenibilità e, al contempo, adeguarsi alla rapida evoluzione del processo di innovazione in atto. Inoltre, gli intervistati di tutti i settori considerano la creazione di nuove attività/imprese come un fattore altamente critico per la salute finanziaria delle aziende ed il 24% di essi ritiene che costituirà la principale fonte di crescita dei nuovi ricavi delle loro organizzazioni.

L’imperativo della Sostenibilità

La sostenibilità gioca un ruolo significativo nella creazione di nuove attività/imprese: più di nove intervistati su dieci affermano che considereranno l’avvio di nuove attività/imprese – almeno in parte – per soddisfare la domanda di prodotti e servizi sostenibili. Inoltre, il 42% prevede di porre la sostenibilità al centro della proposta di valore delle nuove attività/imprese. Ma siamo solo all’inizio, dato che l’80% degli intervistati afferma che, al momento, i nuovi business che sono stati avviati non perseguono ancora gli obiettivi di sostenibilità in termini di emissioni CO2 o di altri impatti ambientali.

Come costruire attività di successo

Il ruolo dell’amministratore delegato

Secondo il report, i Chief Executive Officer (CEO) delle organizzazioni hanno un ruolo attivo e strategico da svolgere per garantire il successo delle nuove attività/imprese. Ovvero, devono essere in grado di: stabilire aspettative realistiche con le parti interessate sia interne sia esterne; soddisfare le esigenze di investimento delle organizzazioni; stabilire le tempistiche per il conseguimento della redditività a fronte degli investimenti effettuati; sostenere pubblicamente le nuove attività.

La giusta dose di autonomia

Il sondaggio suggerisce che il successo delle nuove attività/imprese dipende dal fatto che i cosiddetti “business builder” concedono una notevole autonomia alle attività di IT di base, al marketing, alla gestione ed all’analisi dei dati in modo tale da rendere tutto più agile e veloce, pur mantenendo strategicamente allineate le nuove attività/imprese con il resto dell’organizzazione.

Approfondimenti sui clienti

Una maggiore conoscenza e comprensione dei clienti, sia durante la generazione della nuova attività/impresa sia durante la strutturazione della stessa, contribuiscono al successo, dal momento che i business builder, durante il loro percorso decisionale, sembrano avvalersi di metriche più olistiche relative ai clienti. Ovvero, effettuano sondaggi sui clienti e studi etnografici sul campo e utilizzano funzioni di raccolta dei feedback in modo tale da avere una migliore comprensione delle esigenze, delle aspettative e dei punti deboli dei loro clienti.

Dirigenza diversificata

Il sondaggio ha anche evidenziato che le imprese guidate da donne hanno il 12% in più di probabilità di soddisfare o superare le aspettative di crescita, ma solo il 14% degli intervistati afferma che la nuova attività/impresa è stata guidata da una donna nelle sue fasi iniziali. È doveroso ricordare che, senza una rappresentanza femminile a livello di consiglio di amministrazione, le nuove attività/imprese potrebbero perdere i vantaggi di una leadership diversificata.

Conclusioni

Lo scenario contingente, in cui le imprese si trovano ad operare, implica una presa di consapevolezza delle mutate condizioni di mercato ed acquisire una maggiore flessibilità ed agilità, intercettando le opportunità ed attuando nuove strategie e cambi di paradigmi per far fronte alle sfide contingenti e future. Ne consegue che le organizzazioni devono conoscere i contesti interni ed esterni, gestire i rischi e garantire la loro operatività attuando strategie mirate, incluso la creazione di nuove attività/imprese.

Organizzazioni “camaleontiche” e resilienti che dovranno essere in grado di coinvolgere gli stakeholder interni ed esterni, oltre a fare della resilienza operativa ed organizzativa, della sostenibilità e della diversità & inclusione una propria peculiarità.

Federica Maria Rita Livelli

ANRA – Membro Comitato Direttivo

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ANRA è l'associazione che dal 1972 raggruppa i risk manager e i responsabili delle assicurazioni aziendali. È il punto di riferimento in Italia per la diffusione della cultura del risk management in azienda, ed organizza attivamente incontri e corsi per la formazione dei professionisti della gestione del rischio, tra cui quello volto ad ottenere la certificazione europea RIMAP. L’Associazione conta ad oggi un network di oltre 600 Soci, che operano quotidianamente nella professione in aziende pubbliche e private che rappresentano circa il 25% del PIL italiano.