Osservatorio Open Insurance, IIA

Il futuro dell’industria assicurativa guarda sempre più a un modello open, basato sull’interoperabilità, resa possibile dall’Application Programming Interface (Api), tra player assicurativi, protagonisti di altri settori (telco, banche digitali, utilities, operatori travel, player dell’e-commerce, ecc.), fornitori di tecnologie e big tech (Amazon, Google, Facebook, ecc.), con lo scopo di creare nuovi prodotti sempre più integrati nei diversi ecosistemi. E’ il modello Open Insurance che, secondo quanto rileva Italian Insurtech Association è aumentato nei primi sei mesi del 2021 del 426% circa rispetto al 2018 a livello di aziende non assicurative che vedono assicurazioni. A giugno di tre anni fa, infatti, erano state censite 23 aziende non strettamente insurance che avevano venduto nei 12 mesi precedenti polizze a 219.000 utenti singoli assicurati, mentre a giugno di quest’anno  i player non assicurativi hanno superato quota 120 per un totale di 811.000 singole persone assicurate e si prevede che entro il 2025 saranno 10 volte tanto. In Europa ne sono stati censite oltre 1000 che offrono 256 tra servizi finanziari e assicurativi, che hanno un peso sul totale dei servizi assicurativi e finanziari per il 41%).

Lo stato dell’arte in Italia

La condivisione di dati tra assicuratori, banche e soggetti esterni, che grazie alla loro capacità di estrarre dati da connected device (auto, smart watch, web, etc.) e altre fonti, permette di formulare un’offerta sempre più personalizzata di polizze, sulla base delle reali abitudine ed esigente dell’utente. Un trend che caratterizzerà sempre più il settore assicurativo in futuro rappresentando un’importante leva per allargare il bacino di utenza e il valore complessivo dei premi. Le big tech come Amazon, Google e Facebook, che già stanno diventando dei grandi player in ambito finanziario, con sistemi di pagamento e servizi per il credito, presto saranno anche attori del mercato open insurance. Forti dei dati e algoritmi che consentono di conoscere nel dettaglio preferenze e comportamenti dei consumatori, questi soggetti saranno in grado infatti di proporre polizze “tailored made” sul singolo utente. Questo nuovo impulso dell’open insurance, se da un lato rende il settore più competitivo, dall’altro ha il merito di allargare a un target più ampio l’acquisto di polizze assicurative e di favorire lo sviluppo di nuovi prodotti per raggiungere nuovi utenti ad oggi esclusi dai canali tradizionali.

Le polizze embedeed varranno dai 3 ai 5 miliardi nei prossimi 10 anni

Un altro trend in forte crescita, all’interno del mercato open insurance, sono le cosiddette polizze embedeed, ovvero le coperture assicurative offerta come servizio aggiuntivo assieme all’acquisto di un prodotto o servizio, per esempio, esempio la polizza acquistata assieme al monopattino elettrico o alla bici, la copertura sanitaria nel momento in cui si  prenota un viaggio o la polizza venduta assieme allo sky pass. Italian Insurtech Association ha stimato che il mercato dell’embendeed insurance varrà nei prossimi 10 anni fino al 20% del valore del mercato assicurativo totale. Considerando che l’industria assicurativa in Italia genera premi per oltre 130 miliardi di euro tra vita e non-vita, si tratta di un mercato potenziale tra i 3 e i 5 miliardi di Euro nel nostro Paese. Il 70% dei premi raccolti in modalità  embedded riguarda clienti (persone e aziende) che non erano assicurati per quelle tipologie di rischi, contribuendo per tanto ad aumentare in maniera esponenziale il numero di utenti assicurati e a creare maggior consapevolezza sul ruolo e il valore di sottoscrivere una polizza legata a oggetti o attività che fanno parte del nostro uso quotidiano.

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Redazione

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