Digital Health, rischi informatici

È andato in scena il 28 ottobre il webinar “Digital health, il percorso verso una piena consumerizzazione” organizzato dall’Italian Insurtech Association (IIA). Durante l’evento sono intervenuti Roberto Sicconi, Co-founder e Cso di Infermedica, Stefano Vitta, Cmo Paginemediche Italia, Lorenzo Grassis, Head of Product Marketing & Development presso Blue Assistance e Roberta Gilardi, Ceo di G-Gravity.

Secondo l’IIA la digital health, il wellness e il virtual care saranno per gli assicuratori un’opportunità concreta per implementare il contatto con il cliente, ma qual è lo stato dell’arte in Italia? Quali sono le soluzioni di salute digitale presenti sul mercato e, infine, quali sono le sfide e gli ostacoli da superare? Sono queste alcune delle domande a cui hanno risposto i relatori durante l’evento moderato da Paolo Meciani, Bime Consulting Founder e Digital Health Insurance Expert.

Ad aprire i lavori è stato Massimo Michaud, Expert in Insurtech and Corporate Governance, Business Advisor, precedentemente Ceo di Allianz Italia e Axa Assicurazioni. Michaud ha ribadito che la tecnologia è necessaria per migliorare l’offerta delle assicurazioni nel settore health: “L’Italia ha un grande potenziale, ma c’è bisogno di investimenti per evitare l’ingresso di player stranieri in questo business. Prevenzione, wellness e cura delle cronicità devono essere al centro degli obiettivi di chi sviluppa soluzioni assicurative digitali per il settore salute.” Michaud ha portato l’esempio di Ping An, insurtech cinese specializzata nel settore H&L (health and life). “L’ecosistema della cinese Ping An deve essere un punto di riferimento – continua Michaud – Oggi, la healthtech conta 218 milioni di clienti, ma come ci sono arrivati a questi numeri? Il sistema di punta dell’insurtech Ping An è quello della salute e la piattaforma proprietaria della startup possiede un suite di servizi che sono accessibili anche a chi non detiene una polizza. Questo è un ottimo modo per crescere e per fare ecosistema”.

Roberto Sicconi è intervenuto in collegamento da New York ponendo l’accento sull’importanza di semplificare l’accesso alla documentazione medica e integrare i risultati ottenuti dagli smartphone e dai wearable. A concordare con Sicconi è stato Stefano Vitta: “Nel nostro Paese è ancora difficile definire gli standard, la stabilità e l’interoperabilità dei dati provenienti dai portali del sistema sanitario nazionale. Creare un ecosistema tra pubblico e privato sarà la chiave per l’healthcare in Italia”. Secondo Vitta la prevenzione deve essere il core delle insurtech il cui obiettivo, a suo dire, deve essere quello di prendersi la fetta di mercato H&L. Roberta Gilardi ha concordato sulla necessità di un cambiamento del sistema sanitario nazionale, ma che esiste ancora una scarsa cultura della prevenzione. Questo, secondo Gilardi, non deve scoraggiare le startup assicurative italiane che vogliono investire nel settore salute.

Infine, Lorenzo Grassis, di Blue Assistance, società del gruppo Reale Mutua, ha presentato il prodotto Virtual Hospice. piattaforma online che consente alle persone di gestire le necessità legate alla salute, integrando la medicina a distanza, le prestazioni domiciliari e l’accesso ai network sanitari e del benessere convenzionati con Blue Assistance. “Attualmente in Italia quella di Blue Assistance è l’unica piattaforma con un touchpoint unico – ha spiegato Grassis – Sulla nostra piattaforma si possono trovare diverse funzionalità tra cui telemedicina, servizi domiciliari dove il personale medico-sanitario si reca in loco dal paziente, e la possibilità di usufruire di servizi erogati dalle strutture sanitarie partner in presenza”.

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Redazione

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