insurance summit

Sostenibilità, welfare e cambiamento climatico i temi al centro dell’Insurance Summit 2021.

“Il PNRR dedica quasi il 40% delle risorse derivanti dal Recovery Fund ad azioni per favorire la transizione ecologica e mettere in sicurezza il territorio. Noi di Ania ci impegneremo per implementare politiche di sustainability e innovation transformation.” Così Maria Bianca Farina, presidente di Ania, ha aperto i lavori dell’Insurance Summit 2021, evento internazionale che per la prima volta si è svolto in Italia ed è stato organizzato da Ania. Al centro della due giorni (19-20 ottobre) l’identificazione delle linee guida per promuovere le strategie dei prossimi anni.

Lotta ai cambiamenti climatici e agli eventi catastrofali

“Il settore insurance, che sarà uno dei protagonisti della trasformazione della società verso il modello delineato dagli obiettivi europei, dovrà focalizzarsi sulla lotta contro i cambiamenti climatici e gli eventi catastrofali. Questo è uno dei pilastri per realizzare la transizione ecologica” ha affermato Farina dando il via alla prima tavola rotonda dell’evento avente come tema gli investimenti sostenibili.

Su quest’ultimi Philippe Donnet, Ceo Generali Group ha richiamato l’attenzione: “Certamente non è il settore assicurativo che può affrontare tutto ciò da solo. Noi assicuratori possiamo collaborare nella gestione dei fondi pubblici e anche co-investire, dirigendoli verso quelli che sono gli investimenti green, ma è necessario che le istituzioni investano anche nelle Pmi, nel settore sanitario e nelle infrastrutture”.

Cambiamento climatico, il tempo stringe

Il secondo panel ha avuto come tema principale i cambiamenti climatici. “Credo ci si stia muovendo nella direzione giusta per quanto riguarda il rischio climatico anche se sono necessari, maggiori allineamento. – ha spiegato Giacomo Gigantiello, a.d. Axa Italia – La consapevolezza sta aumentando, sicuramente le istituzioni e gli individui oggi sono consapevoli del climate change, però è una consapevolezza ancora limitata. La necessità di cambiare l’impatto di una crisi importantissima, ci aiuta a cambiare radicalmente il sistema economico-sociale”.

A concordare con la visione di Gigantiello è stato Matteo Del Fante, a.d. e d.g. di Poste Italiane: “Purtroppo non abbiamo tanto tempo. Il tempo per la transizione energetica stringe e abbiamo un futuro comune. Diversi elementi definiscono, in Poste italiane, l’investimento sostenibile, come: la conoscenza e l’accoglimento delle best practices internazionali come i Principles for Responsible Investment delle Nazioni Unite. Inoltre, Poste italiane sta seguendo lo sviluppo delle tassonomie verdi della Commissione Europea, che sono elementi fondamentali anche nella valutazione degli investimenti di Next Generation Eu e del Pnrr italiano”.

Welfare integrativo

Il welfare integrativo è stato il tema trattato nell’ultimo panel. “Se guardiamo oggi la popolazione italiana, ci sarebbe bisogno di un nuovo paradigma, un sistema diverso tra pubblico e privato, perché altrimenti continueremo ad avere gli stessi numeri. – ha affermato Alessandro Castellano, Ceo Zurich Italia – Il cittadino non ha ancora capito cosa è il concetto di mutualità, forse la colpa è anche nostra.” 

A condividere la visione del Ceo di Zurich Italia è stata Maria Luisa GotaFideuram Vita, a.d. e d.g. di Intesa Sanpaolo Vita e vice direttore generale Area controllate Vita. “Il settore assicurativo può fare una grande differenza nella gestione del risparmio- ha dichiarato Gota – Sul mercato italiano, il settore Vita in particolare, ha riserve tecniche per più di 800 miliardi e un flusso di raccolta che è all’incirca 100 miliardi all’anno. Questo settore ha una potenza di fuoco se dirotta le risorse finanziarie verso determinati investimenti nell’ottica proprio della sostenibilità”.  

A concludere il ciclo di interventi è stata Isabella Fumagalli, Head of BNL BNPP Private Banking & Wealth Management: “Visto dalla prospettiva del mondo degli investimenti oggi c’è bisogno di investimenti in sostenibilità e welfare integrativo. C’è bisogno di liquidità. L’Italia è un paese di savers e l’accumulo di danaro è concepito come una forma di autoassicurazione. Oggi più che mai, con l’incertezza dovuta alla pandemia la quale ha portato sui conti degli italiani 1600 miliardi di euro. Per noi di Bnl sarebbe un ottimo punto di partenza se questi fondi venissero destinati a degli investimenti”.

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