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Insurtech, Mury (InsPeer): “Il modello peer to peer cambierà faccia alle Assicurazioni”.

Galeotto fu un viaggio in macchina tra amici. La prima piattaforma assicurativa peer to peer francese, InsPeer, nasce così. Da un viaggio e da una domanda: ma perché non offrire un’assicurazione auto a basso costo e poter condividere la franchigia tra i clienti che noleggiano una vettura nel caso ci fosse in seguito la liquidazione di un sinistro? A raccontarci come è nata e come si è sviluppata InsPeer, è Emanuelle Mury, vicepresidente e cofondatrice della startup insurtech francese.

Mury, un MBA alla IE Business School, e oltre 16 anni di esperienza nel marketing organizzativo e nella strategia, acquisita in diverse industrie, tra cui l’assicurazione di credito, durante la sua carriera ha supervisionato grandi progetti di trasformazione aziendale come lo sviluppo della piattaforma di assicurazione del credito di Euler Hermes.

Emanuelle quando è nata l’idea di InsPeer?

E’ stato il mio socio nonché Ceo e cofondatore di InsPeer Louis de Broglie ad avere l’idea. Tutto è nato quando ha dovuto organizzare un viaggio in macchina con alcuni  amici. Dopo aver noleggiato un’auto con relativa assicurazione si è domandato: ma perché non offrire un’assicurazione auto a basso costo e poter condividere la  franchigia tra i clienti che noleggiano la vettura nel caso ci fosse la liquidazione di un sinistro? Così ha deciso di fondare InsPeer. Siamo partiti lanciando una piattaforma peer to peer che consentisse ad un gruppo di persone di condividere la franchigia per abbassare il prezzo assicurativo senza cambiare contratto di  assicurazione. Dopo di che abbiamo realizzato e lanciato il primo prodotto di assicurazione peer-to-peer dedicato alla comunità dei conducenti di veicoli elettrici in Francia. Il prodotto è completamente digitale ed è stato lanciato in partenership con Generali per promuovere anche il tema della sostenibilità. Da parte nostra garantiamo la gestione completa dei sinistri.

Qual è il vantaggio finale per il cliente che sceglie InsPeer?

InsPeer è un broker di assicurazioni peer-to-peer francese che vuole fornire al cliente finale un’arma in più in campo assicurativo. Come InsPeer costruiamo prodotti intorno a comunità che hanno gli stessi interessi. Promuoviamo la trasparenza e forniamo una dashboard per consentire agli appartenenti di un gruppo di interagire tra loro e di seguire in tempo reale lo stato della polizza, i premi e i sinistri liquidati. A fine anno, offriamo un cashback ai detentori delle polizze comunitarie. Se hanno meno sinistri rispetto al previsto possono scegliere dove indirizzare i soldi (a se stessi o ad una charity).

Pensa che il modello peer to peer sia il futuro dell’industria assicurativa?

Il modello peer to peer giocherà certamente un ruolo da protagonista nel mercato delle assicurazioni del futuro poiché consente ad una comunità di persone di assumersi la responsabilità della loro assicurazione. In questo modo l’assicurazione, da concetto astratto, assume un significato reale per la persona che la stipula.

Qual è la differenza tra InsPeer e altre start-up che usano il modello peer to peer come Lemonade, Friendsurance e Guevara?

La nostra piattaforma si basa soprattutto sulle comunità. Basti guardare la comunità che si riunisce intorno a chi utilizza i veicoli elettrici. Tutti gli aderenti considerano il loro stile di guida meno rischioso rispetto a quello di altri conducenti, perché hanno cambiato il loro modo di guidare da quando hanno acquistato una macchina elettrica. Questo poiché l’autonomia dell’auto dipende direttamente dal loro modo di guidare. Il cashback collaborativo è quindi molto pertinente per loro. Potremmo immaginare qualsiasi tipo di comunità a condizione che trovino un significato in un’assicurazione collaborativa.

Secondo l’azienda di analisi dei dati Tracxn, nel 2017 il numero di insurtech e fintech è diminuito rispetto al 2016. Blocco momentaneo o rischio di bolla?

In realtà vedo più aziende insurtech che entrano nel mercato assicurativo con offerte variegate (frode, iot, blockchain, P2P, …), quindi sono un po sorpresa da  questa analisi. A mio avviso siamo parecchio lontani da un rischio bolla. Ci sono ancora moltissime startup insurtech interessanti in rampa di lancio.

Pensate di sbarcare in Italia prima o poi?

Attualmente siamo in procinto di raccogliere fondi per sviluppare in modo più profondo InsPeer. Abbiamo ancora molto lavoro da fare in Francia, è presto per parlare di un nostro sbarco in Italia. Ma in futuro perché no?

 

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Andrea Turco

E’ il Direttore Responsabile di Insurzine. Ha collaborato con Radio Italia, Libero Quotidiano, OmniMilano e Termometro Politico